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IMPROVVISAMENTE L’ESTATE SCORSA (di T. Williams, regia S. Cordella)

Questa recensione fa parte di Cordelia di marzo 26


Come quelle piante i cui colori sgargianti sono in realtà trappola mortale, il palco del Sala Umberto ospita la serra lussureggiante che cade dall’alto e occupa lo spazio di Mrs Violet Venable, gabbia dorata nella quale una lady attempata ed eccentrica prova ancora a stringere le proprie maglie attorno alla prossima preda, come lo scafandro di un’auto di lusso, incidentata, che si cela sotto le foglie o come il medico abile ma alla ricerca di fondi per far avanzare le proprie delicate ricerche sulla mente. Ma il Dr. Cukrowicz non è che un mezzo, prolungamento di un ramo per arrivare alla nipote Catherine che avrebbe assistito  – se non causato – alla morte del figlio l’estate scorsa, e che vuole mettere a tacere (quando l’elettroshock era un’ipotesi di cura) pur di non macchiare la memoria del figlio, grazie anche alla compiacenza della madre e del fratello della ragazza. Attorno a questa morsa Tennessee Williams nel ‘57 scriveva Improvvisamente l’estate scorsa, un melò nel quale ciò che si mostra è solo la punta superficiale di una serie di questioni ben più inconfessabili. Nella versione diretta da Stefano Cordella e prodotta da LAC, i temi che erano stati limati nella bella versione cinematografica a cusa della censura vengono portati alla luce quali l’omosessualità del figlio perduto, l’utilizzo delle donne come attrattiva, la rottura dei rapporti familiari come legami sani, un’idea di arte che celava una mancanza di senso. A dar corpo al  dramma c’è la morbosità di Violet, qui brillantemente interpretata da Laura Marinoni, nel suo rimpianto per un figlio che l’ha usata e l’ha lasciata a casa quando non gli era più utile: il suo personaggio è disperato e ottuso, aggressivo e inconsolabile, sedia a rotelle e bastone a dichiarare la sua stanchezza fisica, ma anche mise impeccabile che ne denota lo status. Sorprende la Catherine di Leda Kreider, ben distante dalla Liz-Taylor-vittima-da-salvare del ‘58: qui la resa, interessante, vira verso una rabbia ribelle che va incontro sfatta al proprio destino, forse più per quella tensione alla rimozione del trauma (su cui si giocava moltissimo nell’era del Codice Heys) che non perché si creda malata da guarire. Quella lotta a far riemergere dall’inconscio diventa incredulità o rifiuto negli occhi degli altri personaggi, meno stratificati o forse meno in conflitto rispetto alle due protagoniste. Del resto, in questo testo tutto votato al passato dove non avviene nulla di significativo nel presente, l’azione rimane sospesa tra i non detti e i non dicibili, non si può arrivare a una conclusione, ma si possono solo tentare dei legami tra immagini metaforiche, tra la natura crudele e l’umanità che accetta di farne parte, schiantandosi. (Viviana Raciti)

Visto al Teatro Sala Umberto| Produzione LAC Lugano Arte e Cultura, Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano| Partner di produzione Gruppo Ospedaliero Moncucco – Clinica Moncucco e Clinica Santa Chiara |Traduzione Monica Capuani |Regia Stefano Cordella | con Elena Callegari, Ion Donà, Leda Kreider, Laura Marinoni, Edoardo Ribatto | Scene Guido Buganza | Costumi Ilaria Ariemme | Disegno luci Marzio Picchetti | Suono Gianluca Agostini | Aiuto regia Noemi Radice |Lo spettacolo viene presentato per gentile concessione della University of the South, Sewanee, Tennessee. | Il ruolo del Giardiniere è interpretato da Ruben Leporoni.

Cordelia, marzo 2026

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Viviana Raciti
Viviana Raciti
Viviana Raciti è studiosa e critica di arti performative. Dopo la laurea magistrale in Sapienza, consegue il Ph.D presso l'Università di Roma Tor Vergata sull'archivio di Franco Scaldati, ora da lei ordinato presso la Fondazione G. Cinismo di Venezia. Fa parte del comitato scientifico nuovoteatromadeinitaly.com ed è tra i curatori del Laterale Film Festival. Ha pubblicato saggi per Alma DL, Mimesi, Solfanelli, Titivillus, è cocuratrice per Masilio assieme a V. Valentini delle opere per il teatro di Scaldati. Dal 2012 è membro della rivista Teatro e Critica, scrivendo di danza e teatro, curando inoltre laboratori di visione in collaborazione con Festival e università. Dal 2021 è docente di Discipline Audiovisive presso la scuola secondaria di II grado.

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