The Object Score, workshop di teatro di figura con Duda Paiva | Milano – dal 26 al 30 aprile. #sponsor

Workshop di teatro di figura: un importante momento di studio, una possibilità rara di incontrare un artista poliedrico come Duda Paiva: non perdetelo!

Object Score é un workshop di formazione, rivolto a danzatori, performer, attori e operatori del settore teatrale, che si basa sulla ricerca e la fusione tra la manipolazione di pupazzi (piú nello specifico di marionette portate) e la danza.

Data: dal 26 al 30 Aprile 2018
Orario: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 16.00
dalle 10.00 alle 13.00 venerdì 27 aprile
[23 ore totali] Luogo: Teatro del Buratto in Maciachini, via Giovanni Bovio 5 , 20159 Milano

Costo: 470€ (inclusa iva 22%, assicurazione e 1 biglietto gratuito per lo spettacolo Blind di Duda Paiva del 27 aprile al Teatro Verdi)

Il workshop può ospitare un massimo di 15 partecipanti tra danzatori, attori, operatori del mondo teatrale e marionettisti che desiderano sviluppare un dialogo fisico con un ‘secondo’ corpo: l’oggetto.

I partecipanti sono invitati a portare un proprio pupazzo, se lo possiedono, e abiti comodi adatti ad un lavoro fisico.

Per le iscrizioni mandare il curriculum vitae o breve lettera motivazionale a promozione@teatrodelburatto.it
Il workshop si pone come obiettivo, quello di sviluppare brevi motivi coreografici utilizzando una delle tecniche proprie del teatro di figura, in cui il performer ha due corpi: il suo proprio e quello del pupazzo.
Esplorando questa tecnica, i partecipanti potranno scoprire le infinite possibilità e le numerose risorse che, il movimento del danzatore insieme al pupazzo, sanno offrire.
Durante il workshop, il performer, imparerà a creare delle linee emozionali e una relazione potente tra sé e il pupazzo entrando così in una nuova dimensione di creatività e immaginazione.

Duda Paiva  è pioniere di un nuovo concetto e di una nuova forma di movimento che indaga e amplia il linguaggio del corpo del performer: la fusione tra la danza contemporanea e la manipolazione della marionetta portata, utilizzando sia il movimento che la voce come strumenti narrativi, in una specifica forma di coreografia per due corpi, che funzionano sotto la direzione di un’unica mente.
Questo concetto, si stabilisce grazie a una profonda connessione tra l’oggetto e il suo manipolatore, creando una poetica e fluida illusione.

“Questo oggetto diventa vita attraverso l’immaginazione del pubblico. Ciò crea proprio quell’intimità con gli spettatori, di cui, come ballerino, ero alla ricerca.”

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