La drammaturgia di Franco Scaldati #sponsor

A novembre due giornate di studio, uno spettacolo, un laboratorio teatrale, una trasmissione radiofonica sulla drammaturgia di Franco Scaldati

Sapienza Università di Roma, Università di Roma Tor Vergata, Teatro di Roma, Biblioteca nazionale centrale di Roma (MIBACT), Associazione Ubu per Franco Quadri, Dipartimento Cultura Roma Capitale, Rai Radio3, Move in Sicily, Associazione Lumpen e ILa Palma, PAV, Sciami.com

 

Il teatro è un giardino incantato dove non si muore mai
La drammaturgia di Franco Scaldati

 

Progetto di Valentina Valentini con la collaborazione di Viviana Raciti

Un mondo meridiano e notturno, lirico e carnale vive nei testi teatrali di Franco Scaldati. Una Palermo fatta di voci di venditori, di serenate all’amata, di richiami di bambini all’imbrunire, di violenze improvvise e apparentemente immotivate, di giochi, dialoghi fra figure erranti che sognano piatti di tennerumi, creature eteree o al contrario estremamente radicate ai bisogni terreni…

Alla sua morte avvenuta nel 2013, Franco Scaldati, drammaturgo, poeta, attore e regista, lascia un ampio fondo di opere teatrali la maggior parte delle quali inedite, e una consistente mole di varianti redatte anche a distanza di anni: tredici testi pubblicati e trentasei inediti, e a questi sono da aggiungere undici riscritture tratte dalla letteratura teatrale nazionale e internazionale.

Il progetto ha come obiettivo quello di far conoscere la produzione per il teatro di un grande scrittore che, in quarant’anni di attività ha operato essenzialmente a Palermo, una città che né in vita né dopo, ha saputo valorizzare la sua figura di artista, il suo magistero di formazione nei confronti dei giovani che hanno partecipato alle attività che lo scrittore-attore ha portato avanti, per lo più in sedi precarie e disagiate.

Il 29 e 30 novembre 2017, alla Biblioteca nazionale centrale di Roma
Due giornate di studio dedicate alla drammaturgia di Franco Scaldati con storici del teatro e della letteratura, linguisti e critici, per analizzare il mondo, la scrittura e il linguaggio dell’autore-attore nel contesto della storia del teatro e della letteratura del Novecento, italiana (Pirandello, De Filippo, Testori, Pasolini) ed europea. Gli interventi di studiosi  (Lucia Amara, Stefano Casi, Valeria Merola, Cristina Grazioli, Matteo Martelli, Donatella Orecchia, Antonella Ottai, Marco Palladini, Viviana Raciti, Stefania Rimini, Andrea Scappa, don Cosimo Scordato, Carlo Serafini, Valentina Valentini) e  di artisti di teatro (Antonella Di Salvo, Melino Imparato, Carlo Quartucci, Stefano Randisi, Carla Tatò, Enzo Vetrano), indagano la dimensione orale, raccontano le figure femminili, i tonti che popolano il suo mondo, le tenebre e la luce in cui sono immersi. Insieme alle analisi e alle discussioni che ne scaturiranno, si inseriscono proiezioni e ascolti di Franco Scaldati e di Mimmo Cuticchio, entrambi sulla figura di Lucio, di Edoardo De Filippo, Roberto Latini e Melino Imparato su tre diverse versioni linguistiche de La Tempesta shakespeariana. Di Federico Tiezzi si proietta il finale de I Giganti della Montagna di Pirandello riscritto su sua richiesta da Scaldati, Enzo Vetrano e Stefano Randisi danno vita alla coppia di Totò e Vicé erranti nelle vie di Palermo in un recentissimo film di Marco Battaglia e Umberto De Paola. L’ipotesi che sottende la composizione delle due giornate di studi è quella di far circolare la produzione di questo scrittore insulare, soave e violento, nella trama dei testi per il teatro degli scrittori italiani ed europei del Novecento, cosa che fino a oggi non è avvenuta.

 

È possibile parlare la lingua di Scaldati? È possibile comprenderla? In effetti è come se fosse una lingua straniera, anche per chi è nato a Palermo trenta/quaranta anni fa. L’attore Scaldati comunicava con la sua voce, con il ritmo dei suoi gesti e con i movimenti del suo corpo a platee che non conoscevano il teatro né comprendevano la sua lingua. Cosa succede, ci chiediamo, quando un suo testo viene restituito da un attore che non conosce la sua lingua, destinata a diventare come un geroglifico quando non ci saranno più quei pochi attori che la parlano e la comprendono? L’esperimento che abbiamo messo in opera con Notturno Scaldati, il 30 novembre 2017, ore 21 al Teatro Argentina di Roma (Letture e intermezzi coreografici di Aldes, Marco Cavalcoli, Elio De Capitani, Marion D’Amburgo, Antonella Di Salvo, Melino Imparato, Roberto Latini, Saverio La Ruina, Luigi Lo Cascio, Opera, Carlo Quartucci, Stefano Randisi, Carla Tatò, Enzo Vetrano, con il coordinamento di Roberto Giambrone),  è quello di testare come si manifesta il mondo-teatro scaldatiano attraverso figure di attori e attrici differenti per generazione, per pratiche vocali, linguistiche, sonore e performative, per esperienza diretta di lavoro con Scaldati o completa ignoranza del suo mondo. Ovvero verificare se e come sia possibile far vivere il teatro di Scaldati senza Scaldati, sulla scena, sulla pagina e per radio. Un’altra occasione per testare come questo mondo possa essere attraversato è quella del laboratorio, forma di lavoro molto cara a Scaldati, che si terrà, sia pure in una durata concentrata, al Teatro Tor Bella Monaca (24-28 novembre).

Altra questione cruciale e ulteriore spinta promotrice di questo progetto: la produzione letteraria di Franco Scaldati in quali biblioteche, librerie, siti on line è reperibile?

Al momento i suoi testi sono irreperibili perché quelli inediti – che sono la maggior parte – sono conservati nella casa privata della famiglia Scaldati e quelli editi non sono più disponibili presso le case editrici Rubbettino e Ubulibri che li hanno pubblicati.

 

Questo progetto – in assenza di contributi economici dedicati – è stato reso possibile grazie alla partecipazione di tutti coloro che vi hanno aderito: singoli individui, istituzioni pubbliche, associazioni culturali e artistiche che hanno messo a disposizione tempo-lavoro, spazi, competenze, ospitalità, viaggi, documenti video, foto, libri…

Si ringraziano, fra gli altri, Marco Battaglia, Umberto De Paola, Riccardo Di Bella, Dario Enea, Riccardo Fazi e Claudia Sorace (Muta Imago), Luca Fantasia, Ali Gol Mohammad Zadeh, Priscila Haydée de Souza, Compagnia Lombardi Tiezzi, Marino Midena, Antonella Ottai e in particolare la famiglia Scaldati e tutti gli attori e gli studiosi che hanno partecipato.

Biblioteca nazionale centrale di Roma
Ufficio stampa e comunicazione
Tel. 064989344
Email: bnc-rm.ufficiostampa@beniculturali.it
www.bncrm.beniculturali.it

 

Teatro di Roma
www.teatrodiroma.net

promozione@teatrodiroma.net

 

Sapienza Università di Roma
Dipartimento di Storia dell’Arte e Spettacolo
Università di Roma Tor Vergata
Dipartimento di storia, patrimonio culturale, formazione e società, Università di Roma Tor Vergata
 

Per informazioni:
Viviana Raciti
Email: raciti.v@gmail.com

 

Facebook
www.facebook.com/events/716670351854446

 

Sedi

Biblioteca centrale nazionale Roma
Teatro Argentina
Teatro Tor Bella Monaca

 

Come raggiungere

la biblioteca: Viale Castro Pretorio, 105, Roma, Metro B, fermata Castro Pretorio
il teatro Argentina: Largo Torre Argentina, 52, Roma, Bus 40, 64, 70 dalla Stazione Termini
il teatro Tor Bella Monaca: Via Bruno Cirino, Roma, Metro A, fermata Anagnina + Bus 20

 

 

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