WORKSHOP INTENSIVO DIRETTO DA MIMMO BORRELLI
DAL 19 AL 22 novembre
Mimmo Borrelli per la prima volta a Roma a La Luminaria
c’è chi il teatro lo insegna e chi lo abita come un rito. Mimmo Borrelli appartiene alla seconda specie.
Regista, attore e drammaturgo tra i più potenti della scena italiana, arriva per la prima volta a Roma, e lo fa qui, alla Luminaria, con una masterclass intensiva di quattro giorni tra corpo, parola e monologhi. Sono davvero felice di poter accogliere un ospite d’eccezione come lui e di condividere con voi questa occasione rara.
Chi è Mimmo Borrelli?
Poeta, attore, drammaturgo e regista, è un autore campano che si è affermato con forza sulle scene italiane. Ha iniziato come burattinaio, facendo esperienza nelle formazioni di strada, e nel settembre 2012 il Teatro San Carlo di Napoli ha scelto la sua Napucalisse per aprire la stagione. Pluripremiato, ha vinto il Premio Ubu 2018 con La Cupa, prodotto dal Teatro Stabile di Napoli, e nel dicembre 2025 il Premio Speciale Ubu per la sua ricerca antropologica trasformata in pedagogia teatrale con il progetto Opera in transizione. Anime pezzentelle dalla faccia sporca. Toni Servillo ha interpretato i suoi testi e con Roberto Saviano ha firmato Sanghenapule, prodotto dal Piccolo Teatro di Milano con la sua regia. Tra i suoi lavori La Madre, Il Gelo e ‘Nzularchia; dirige la Bellini Teatro Factory, con cui ha portato in scena GIU-RO, liberamente ispirato a Shakespeare, al Teatro Bellini di Napoli nell’aprile 2026. La sua lingua è terrigna, musicale, viscerale: una parola che si fa corpo.
IL SUO METODO
Per Borrelli il mestiere dell’attore è un’arte seria, un artigianato fatto di pratica e ripetizione. L’attore è un “operaio” che ogni sera deve ritrovare, con una partitura precisa e organica, la stessa verità e la stessa capacità di emozionare. E il teatro, in un tempo impoverito di memoria e di bellezza, resta l’unica vera cerimonia civile: un atto collettivo, quasi politico.
Il suo lavoro corre su un doppio binario. Da un lato la verità dello scavo emotivo, quasi cinematografica, dove si rifiutano voci impostate e finzioni. Dall’altro una forma rigorosa che sostiene quello scavo: una “danza della parola” su una scacchiera, dove nulla è lasciato al caso e tutto si muove secondo ritmo, suono, verso e battere. Non si tratta di raccontare il proprio pensiero sul personaggio, ma di agire: il teatro è l’arte del fare, della messa in corpo, suono e voce delle emozioni umane. Attraverso la propria memoria emotiva l’attore non parla di sé, ma dell’altro da sé, e scopre così di poter diventare chiunque, anche Medea.
Al centro c’è la voce. Per Borrelli la voce è corpo, è il vero strumento emotivo della prosa. Il corpo non deve mai sostituirsi alla parola, come accade in tanto teatro contemporaneo che “copre” il testo con la danza dei corpi, ma deve lasciarsi attraversare da essa. Come ricorda spesso: «Quando la parola è forte il corpo tace.»
Il suo metodo si può riassumere in una vera e propria formula di lavoro:
voce × corpo × personaggio × fisicità × psicologia = interpretazione
a chi (referente) × come (stato di coscienza) × dove (contesto) × quando (circostanza) × perché (compito) = partitura
partitura + interpretazione + drammaturgia + scene + luci + costumi + musiche = ritmo = regia = teatro
Perché per lui il ritmo è sinonimo di regia, ed è ciò che permette a un’interpretazione di arrivare al pubblico «anche se si parlasse e recitasse in ostrogoto».
E infine la comunità. Per Borrelli nessuno può insegnare nulla se l’allievo non si predispone con allenamento e rigore al gesto creativo: il maestro vero è dentro chi impara. Il gruppo di lavoro diventa una piccola compagnia, una famiglia altrove. «Il teatro quello vero si fa insieme. Si fa in comunità.» Non potevamo trovare parole più vicine alla Luminaria.
IL PROGRAMMA
Quattro giornate di lavoro da 6 ore, costruite come un percorso progressivo in due fasi quotidiane.
Prima fase, mattina: l’organicità del corpo e della parola
Un lavoro di gioco fisico per riscoprire il legame tra respiro, corpo e voce. Partendo dall’idea di Artaud che ogni emozione ha basi organiche, si allena l’attore a far nascere la parola dal corpo e non dalla testa: ritmo, suono, peso del verso, ascolto del gruppo. È la “palestra” che prepara lo strumento e lo rende disponibile, vivo, pronto a essere attraversato.
Seconda fase, pomeriggio: studio e lavoro sui monologhi
Ogni partecipante lavora su un monologo, che verrà smontato e ricostruito secondo la partitura di Borrelli: a chi parlo, come, dove, quando e soprattutto perché. Si cerca la verità emotiva dentro una forma precisa, fino a trasformare il testo in azione. Un’occasione preziosa anche per chi vuole affinare un monologo da portare ai provini.
Gli orari sono indicativi e verranno confermati ai partecipanti selezionati.
COME PREPARARSI
Ogni partecipante porta un monologo a scelta.
ORARI: 10-18
DOVE: Via Monzambano 1,
INFO E ISCRIZIONI
MAIL: laluminariaworkshop@gmail.com
oggetto mail: Cognome+ Borrelli
La domanda dovrà contenere 1 foto e CV.
POSTI LIMITATI MAX 15 PARTECIPANTI









