Armunia: tre giornate per riflettere sull’infanzia e sull’educazione. #sponsor

Uno spettacolo un laboratorio e una tavola rotonda per progettare un’infanzia felice.

In un momento storico oggi particolarmente delicato nelle relazioni tra educatori e bambini, si avverte una crescente necessità di migliorare la costruzione del dialogo tra gli adulti e le nuove generazioni, di diminuire l’aggressività imperante e di arginare la cosiddetta “maleducazione”. Armunia organizza tre giornate per riflettere sull’infanzia e sull’educazione attraverso la visione di  uno spettacolo, la partecipazione ad un laboratorio per adulti, insegnanti e operatori e un incontro pubblico. Mercoledì 3 aprile al Teatro Solvay/Rosignano Solvay alle ore 21.00, andrà in scena lo spettacolo INFANZIA FELICE una fiaba per adulti di e con Antonella Questa. Con il linguaggio della fiaba, lo spettacolo affronta il tema della Pedagogia Nera, termine che indica quei metodi educativi utilizzati sui bambini nei secoli scorsi e tramandati di generazione in generazione, per crescere degli adulti obbedienti, attraverso la repressione delle emozioni e il mancato riconoscimento dei loro bisogni. Nell’epoca della rabbia e dell’aggressività, lo spettacolo solleva la riflessione su come invertire la rotta, restituendo ai bambini i bisogni primari di affetto, empatia e ascolto, che sono alla base di un’infanzia felice. Impegnata da anni nel teatro contemporaneo come autrice e attrice, Antonella Questa da oltre un decennio porta sulla scena spettacoli che nascono dal suo profondo interesse verso le dinamiche relazionali nella società contemporanea. La sua poetica è ispirata da una ricerca che si muove su un terreno delicato, di tematiche che ancora oggi sono considerate tabù e si traduce sul palco con spettacoli che attraverso l’ironia, tentano proprio di scardinarli, affrontandoli a viso aperto e senza ipocrisie. Con una cifra stilistica molto personale, un uso del corpo che in scena si traduce in un vero e proprio linguaggio, Antonella ha costruito, spettacolo dopo spettacolo, un mosaico di volti e personaggi dai quali, seppur in circostanze differenti, affiorano debolezze e paure che fanno parte di noi e in cui tutti possiamo riconoscerci. La coreografia e messa in scena sono di Magali B – Cie Madeleine&Alfred. Giovedì 4 aprile, Antonella Questa con il filosofo Luca Mori condurranno dalle ore 17 alle ore 19.30 e dalle 21 alle 22.30, al Teatro Solvay – Rosignano Solvay, il laboratorio sul tema dell’empatia: DIVENTARE – ESPERIENZE DI PURA FELICITÀ. Un’attrice e un filosofo hanno immaginato il laboratorio come possibile occasione per “aprire lo sguardo”. Il punto di partenza sono le diverse capacità di “ascolto” che possiamo mettere in atto verso noi stessi e gli altri: come ascolto un’altra persona? Quando l’ascolto? Perché l’ascolto? E soprattutto, io mi ascolto? Il programma sperimentale coinvolgerà tanto i bambini quanto gli adulti, in un appassionante e inedito laboratorio attorno alle finzioni che attraversano le nostre vite. Uno degli obiettivi del percorso consiste nell’allenare a riconoscere e a stare in guardia dalle finzioni che ci opprimono. “Lo studio della “pedagogia nera”, ovvero dei metodi educativi violenti usati nei secoli scorsi per crescere i bambini come bravi adulti obbedienti, racconta la Questa- mi ha permesso di riconsiderare l’educazione che ho ricevuto da bambina, da un punto di vista diverso. Mi sono ricordata di esser stata spesso considerata una “bambina cattiva”, provando frustrazione e dolore perché non mi sentivo capita e accolta nel mio bisogno in quel momento espresso attraverso azioni che infastidivano gli adulti intorno. Una volta adulta mi sono dimenticata di quel malessere e ho trovato normale venissero ripetuti quegli stessi atteggiamenti su altri bambini. Fino a quando non mi sono imbattuta in questo studio. Ho scoperto così dalla “pedagogia nera” che i “bambini cattivi” non esistono, sono semplicemente “sofferenti” e per secoli quei metodi educativi violenti hanno proprio impedito l’ascolto e l’espressione dei loro bisogni.” Venerdì 5 aprile il percorso si concluderà alle ore 17.30 al Teatro Solvay – Rosignano Solvay,  con una tavola rotonda pubblica, un incontro-confronto per parlare delle radici dell’educazione e dei suoi effetti sulla           

società contemporanea. Dopo l’introduzione di Angela Fumarola – Condirettrice Artistica Armunia e Veronica Moretti – Assessore alle politiche giovanili ed educazione Comune di Rosignano Marittimo, Antonella Questa Autrice e Attrice, Luca Mori Filosofo e Formatore, Alfonso Maurizio Iacono Professore Ordinario di Storia della Filosofia, Maria Antonella Galanti Professore Ordinario in Didattica e Pedagogia speciale  Relmi Rizzato Avvocato, si occupa di comunicazione e nuove tecnologie che interverrà su Rischi della rete: tra gioco, social e cybergbullismo. Il punto di partenza è il testo Pedagogia Nera – Fonti storiche dell’educazione civile di Katharina Rutschky, sociologa e scienziata dell’educazione che pubblicò a Berlino nel 1977. Scrive Paolo Perticari nella introduzione: “Rimasto ignorato dal pubblico italiano e mondiale per quasi quarant’anni il libro della Rutschky è probabilmente il più importante libro, il più rilevante movimento del pensiero sui bambini, sulla violenza, sull’educazione, sul potere e sul male del XX secolo.” Cos’è rimasto oggi della pedagogia nera? Si chiederanno i relatori. Persiste ancora una pedagogia violenta che mira a spezzare la spontaneità del bambino con la conseguenza di impedirgli l’espressione dei propri bisogni e pensieri? Se sì, in quale forma si manifestano i suoi effetti nella società contemporanea? Quale è la relazione tra bullismo e cyberbullismo rispetto al contesto educativo? Al temine un calice di vino con i relatori.

Info ARMUNIA tel 0586 754202 armunia@armunia.eu www.armunia.eu

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