Recensioni

Recensioni spettacoli teatrali, danza, arti performative.
La recensione è il formato classico, forse il più rappresentativo del giornalismo culturale e della critica teatrale. Qui trovare le cronache degli spettacoli più interessanti,le critiche aspre, le analisi e le stroncature in grado di creare dibattito e far riflettere.

Festa di famiglia: da Pirandello, con l’aiuto di Camilleri, Mitipretese riflette...

La recensione del grande successo della compagnia Mitipretese. La particolarità della drammaturgia di Mitipretese/Camilleri sta, a mio avviso, nell'incompletezza del dramma stesso, ovvero nella capacità di raccontare la sofferenza senza uno sfogo drammatico, non vi sono uccisioni o addii, ma una tensione che riesce a scaturire solamente dai dialoghi, farciti di intelligente ironia e spezzati da canzonette anni '40. Rimane però un dubbio sul lavoro di Mitipretese... All'interno foto e date dello spettacolo.

Autobiografia della vergogna (Magick): Lucia Calamaro al Teatro India dal 10...

Dopo il debutto nella stagione passata (nel progetto Oggi verso domani), quest'anno Autobiografia della vergogna (Magick) torna all'India dal 10 al 15 novembre. Nel titolo troviamo già gran parte della sinossi dello spettacolo, certo parliamo di un autobiografia, ma non delle più pure. La Calamaro racconta la propria storia facendoci entrare nei meandri di una memoria distorta.

My Arm: Accademia degli Artefatti con Tim Crouch

La recensione dello spettacolo con Matteo Angius e la regia di Fabrizio Arcuri. Il corpo, che non corrisponde. Così un giovane si trova rifluire su di sé e scegliere la spersonalizzazione, un nuovo senso al proprio esistere: chi sono io? Si domanda l’adolescente protagonista. Chi sono gli altri? Le persone che ricordo o questi oggetti con cui li rappresento?

La Buenos Aires di Spregelburd a Prospettiva 09

La recensione dello spettacolo visto durante la rassegna torinese In una Argentina rurale si sta svolgendo una commedia: una casa sfitta il cui proprietario è assente e ignaro, tre persone, per diverse motivazioni, si trovano a frodare l’agenzia immobiliare impossessandosi, senza clamori, di quell’appartamento. Ora, questo raddoppiamento è dovuto all’arrivo, dalla Gran Bretagna, di un giovane sperduto che non conosce la lingua spagnola, si intuisce abbia qualcosa che non vuole rivelare, ma poco importa agli abitanti del luogo: potrà restare, a patto che si renda utile alla causa. Così pian piano il giovane entra nei loro disegni, inizia a lavorare anche per loro, fa l’idraulico per il paese e tutti ne trovano giovamento.

Est Ovest: Cristina Comencini tra conflitti e misteri famigliari, con tante...

La recensione dello spettacolo in scena fino al 1 di novembre al Teatro Eliseo di Roma. un dramma recitato da bravi attori (la Falk è perfetta come negarlo, Daniela Piperno fa un gran lavoro sul proprio personaggio) che si muove su un palco chiuso da una scenografia inutile (ancora intenta a spiegare al pubblico che quello è il soggiorno di una casa), con una regia talmente invisibile da risultare assente. All'interno anche il cast e le date della tournée.

Rewind: Tagliarini, Deflorian e l’inganno della memoria

La recensione dello spettacolo dedicato a Pina Bausch. E' stato in scena per due sere a Prospettiva 09. I due attori si parlano e, con di fronte uno schermo di computer, ripercorrono lo spettacolo con quella spassionata fiducia nel riavvolgimento, che presto svelano invece essere ingannevole. Tagliarini/Deflorian affrontano dunque, in dialogo, la scomparsa della realtà, mettono in discussione il ricordo laddove si fa memoria collettiva, ma c’è dietro la realtà una immagine retroflessa che forse, spero, sarà in grado di rinnovarla, donandole nuovo senso.

Il Made in Italy di Babilonia Teatri a Prospettiva 09

La recensione dell'ormai classico spettacolo di Valeria Raimondi ed Enrico Castellani, anche loro ospiti diella rassegna Torinese. All’inizio era una mela che pende sulla testa di due individui, sul loro godimento e sul desiderio di divenire; ecco già svelata la contraddizione delle promesse, mai mantenute. Con una voce atona, pianeggiante, come una ironica omelia raccontano questo disastro e tentano di portarne alla luce i contrasti, il groviglio fatto di tanti fili luminosi e colorati che si intreccia alle loro spalle. La struttura è giocata su un doppio filo narrativo che usano con estrema intelligenza, un buon ritmo che non scende mai nonostante la mancanza di accenti vocali, invece presentissimi sull’altro piano narrativo: gli stacchi in musica, l’azione scenica, non servono che a contrastare con puntuale scelta di tempo la serialità del testo.

Melò: al Teatro India un dramma silenzioso di Mirko Feliziani

La recensione dello spettacolo con Elena Borgogni, Beatrice Ciampaglia e Mirko Feliziani. Un modo di raccontare quasi sottovoce, delicatamente. Narrare un dramma lasciando fuori il sangue, la sofferenza, le grida, il dolore che inevitabilmente ne scaturirebbe, facendolo invece implodere in se stesso nel silenzio di una sala da pranzo.

Dialoghi e ragionamenti critici su “Framerate 0″ -3-

Cos'è Framerate 0? E' teatro' ? Con quale atteggiamento il pubblico deve porsi di fronte a un'arte che prende in prestito un fenomeno scientifico per esprimersi? I ragionamenti di Simone Nebbia, Andrea Pocosgnich e Matteo Antonaci, non recensioni, ma pensieri intorno alla concettualità emozionale di Santasangre. Dite la vostra su www.teatroecritica.net scrivendo un commento o mandando via mail un vostro ragionamento. All'interno le foto dello spettacolo e il link a una video intervista.

Dialoghi e ragionamenti critici su “Framerate 0” – SPECIALE

Cos'è Framerate 0? E' teatro' ? Con quale atteggiamento il pubblico deve porsi di fronte a un'arte che prende in prestito un fenomeno scientifico per esprimersi? I ragionamenti di Simone Nebbia, Andrea Pocosgnich e Matteo Antonaci, non recensioni, ma pensieri intorno alla concettualità emozionale di Santasangre. Dite la vostra su www.teatroecritica.net scrivendo un commento o mandando via mail un vostro ragionamento. All'interno le foto dello spettacolo e il link a una video intervista.

Dialoghi e ragionamenti critici su “Framerate 0” – 2-

Cos'è Framerate 0? E' teatro'? Con quale atteggiamento il pubblico deve porsi di fronte a un'arte che prende in prestito un fenomeno scientifico per esprimersi? I ragionamenti di Simone Nebbia e Andrea Pocosgnich, non recensioni, ma pensieri intorno alla concettualità emozionale di Santasangre. Dite la vostra su www.teatroecritica.net scrivendo un commento o mandando via mail un vostro ragionamento. All'interno le foto dello spettacolo e il link a una video intervista.

Dialoghi e ragionamenti critici su “Framerate 0” -1-

Cos'è Framerate 0? E' teatro'? Con quale atteggiamento il pubblico deve porsi di fronte a un'arte che prende in prestito un fenomeno scientifico per esprimersi? I ragionamenti di Simone Nebbia e Andrea Pocosgnich, non recensioni, ma pensieri intorno alla concettualità emozionale di Santasangre. Dite la vostra su www.teatroecritica.net scrivendo un commento o mandando via mail un vostro ragionamento. All'interno le foto dello spettacolo e il link a una video intervista.

An oak tree: l’Accademia degli Artefatti al Teatro in Scatola

La recensione dello spettacolo diretto da Fabrizio Arcuri. In scena fino all'11 ottobre al Teatroinscatola di Roma. La struttura è questa: un attore conosce il testo, un altro, ospite ignaro della serata, non ne sa nulla. I due parleranno come danzare su un filo, con il rischio ogni volta di cadere. Pertanto, sul palco, si realizza l’impossibile: mentre di solito la convenzione teatrale vuole l’accordo tra gli attori in scena che si misura sulla comprensione degli spettatori, questa volta è il pubblico ad essere segreto complice di un abuso (come recita il titolo del progetto), ed invece è uno degli attori a non sapere nulla, lasciandosi dileggiare e coinvolgere nei meandri – stavolta è giusto dirlo perché è come essere per loro nella giungla – del testo.

“Possidenti di antico stampo”: al Valle un successo del Teatro d’Arte...

La recensione dello spettacolo in scena fino al 2 ottobre in occasione del bicentenario dalla nascita di Gogol'. Un aspetto determinante dell'estetica di Kaurbaskis è quello di saper creare una teatralità disadorna, un minimalismo necessario. Dunque nonostante sia una produzione importante, al bando la scenografia fissa che in questo caso dovrebbe riprodurre la grande casa dove i due vecchi possidenti trascorrono la propria vecchiaia, ed ecco un uso dinamico, mobili e suppellettili che entrano ed escono velocemente dalla scena: antiche cassapanche, bauli, cassettiere e comò diventano parte stessa della scrittura scenica e come gli attori cambiano spesso posizione.Lo stesso vale per la resa verbale del discorso scenico...

Incroci tra professionismo e passione. Il teatro è comunitario

Nell'ambito del Progetto Incroci, un'intervista alle tre realtà coinvolte, organizzatrici della MigrART LAB Conference (dal 15 al 17 ottobre a Roma) sulla portata e...

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Lavoro: Teatro Bresci cerca una figura tecnica

Teatro Bresci cerca tecnico per le repliche dei propri spettacoli, i Festival e gli eventi (e per le cene goliardiche di Compagnia post lavoro!) Anche prima...

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Da marzo 2020, subito dopo la serrata di tutti i teatri d’Italia, in pieno lockdown, abbiamo cercato di utilizzare le nostre energie editoriali per creare una mappa del pensiero sulla crisi dello spettacolo dal vivo causata dalla pandemia.

Qui trovate una serie di articoli, riflessioni, editoriali, interviste delle redattrici e dei redattori di Teatro e Critica oppure interventi esterni accolti come spunti e importanti ragionamenti.