Incubi del Teatro delle Apparizioni

Gli incubi sono sogni al contrario. Sono presenze oscure di una notte da rendere meno buia. La notte è una cellula che accoglie a distogliere, chiama nel suo tessuto come in un sentiero fra i rami degli alberi, come quei fumetti di rami ondulanti che sembrano tante mani ad afferrare, così l’incubo si prende i sentieri della notte, dall’alto come mani ossute e grinzose. Dietro questo sentimento, gli Incubi. L’età dell’incertezza di Fabrizio Pallara, regista del Teatro delle Apparizioni, in scena per le presenze di ottimo effetto di Paola Calogero, Valerio Malorni, Maria Zamponi...

L’Antigone dei Motus: nel fuoco della ribellione

La recensione dello spettacolo portato dal gruppo di Rimini all'Angelo Mai L'Antigone nel suo mito racchiude un'analisi deflagrante delle dinamiche che sono alla base dell'eterno contrasto tra la morale umana e la ragion di stato, la prima rappresentata dalle nuove generazioni, la seconda da coloro che non essendo più giovani non possono far altro che difendere il proprio potere usando la legge come arma di sopruso, utile per far tacere le ribellioni del pensiero e dei popoli. E allora in questo non-luogo che è il capannone dell'Angelo Mai, abbandonato dall'umanità pragmatica e diventato luogo dell'arte che immagina, pensa e rappresenta, il salto nella realtà dolorosa e recente è inevitabile. La felpa più grande di due o tre taglie dell'inizio lascia il posto a una tuta grigia, in testa un casco, L'Eteocle della Calderoni si prepara alla battaglia. "Vergogna, assassini" urla Benno/Polinice al megafono...

Su Angelica di Andrea Cosentino: se la realtà riprodotta è di...

Il realismo si copia, ma la realtà si produce”. La poetica di Andrea Cosentino è espressa da queste parole, tratte dal testo di Angelica, con una straordinaria efficacia: la realtà riprodotta è di per sé stessa mistificazione, è ricerca di senso oltre il senso intimo, senso tradotto potrei dire, è il tentativo di far coesistere atto e potenza, nel momento in cui il pensiero si fa azione, la realtà si vivifica a del tutto nuova esistenza...

Diario Vertigine: a spasso per l’Auditorium

Il diario della prima edizione del festival ideato da Giorgio Barberio Corsetti.
All'interno il racconto delle tre giornate seguite da Simone Nebbia

Babilonia Teatri conquista Vertigine con il suo Made in Italy

A volte la prevedibilità è figlia di un pregio. Terminato il festival Vertigine con la vittoria di Babilonia Teatri e il loro funambolico Made in Italy. Se parlo di prevedibilità è per la forza straordinaria del loro progetto, onestamente quello che poteva, già a prima vista, riscuotere maggior successo da una giuria internazionale...

Una pioggia di sole, sul terzo giorno di Vertigine

L'ultima giornata del festival nelle appassionate parole di Simone Nebbia Pare che il teatro italiano, per alcuni, si sia fermato al Triveneto, una volta era in Emilia Romagna, di sicuro da Milano non s’è mai mosso. E che siamo nell’impero asburgico? Oggi la Sissi di turno sarebbe andata sposa a Franco Quadri, nella splendida cornice di Dro…

Vertigine atto secondo. Tributo alla varietà dei linguaggi

Il racconto della seconda giornata del festival in corso all'Auditorium Parco della Musica di Roma a cura di Simone Nebbia Vertigine. Atto secondo. La varietà dei linguaggi. Uno dei temi fondanti di questo festival si va definendo proprio questo: l’allargamento non solo teorico ai più profondi margini dell’espressività. La seconda giornata di Vertigine ha aperto, agli occhi di tutti, proprio il suo cardine ed elemento costitutivo...

Vertigine, prima giornata del festival “made in Italy”

La prima giornata di Vertigine fotografata da Simone Nebbia. Dedicato a chi pensava che stare in bilico è il primo passo per cadere. Con un brivido cervicale sento aria, profumo dei festival estivi del teatro italiano, quelli in cui ci si ritrova e che si cerca sempre più di aprire ad altre famiglie, che vengano, e vengano ogni giorno, a prendere il caffè da noi...

Quattro atti profani: Malosti e l’umanità abbandonata di Tarantino

La recensione dello spettacolo in scena fino al 14 marzo al Teatro Eliseo Non si può non cominciare dalla scena per raccontare i Quattro atti profani messi in scena dal neo Premio Ubu alla Regia Valter Malosti al Teatro Eliseo. Determinante, come vedremo, soprattutto nell'interpretazione/costruzione del proprio personaggio. L'abbandono e la solitudine dei personaggi tratteggiati con arte e passione da Antonio Tarantino all'inizio degli anni '90 in quattro separati tesi poi riuniti dall'editore sotto il nome che anche Malosti ha usato per lo spettacolo, è in ogni dettaglio della scenografia creata da Botto e Bruno, ma soprattutto è nel grigiore di una collina-golgota dal quale sbucano i personaggi come fossero le Winnie di turno, In questo purgatorio senza scampo si muovono i protagonisti di Stabat Mater, Passione secondo Giovanni, Vespro della Beata Vergine, Lustrini, qui ogni giorno muovono i passi verso una passione laica senza redenzione.

Delitto Pasolini: aspettando il poeta Superstar

La recensione dell'ultimo lavoro di CK Teatro. In scena al Teatro Orologio. Se la scrittura scenica dopo il primo ciclo di apparizioni e rievocazioni perde la sua freschezza diventando un meccanismo abituale nel proseguo dello spettacolo, il nucleo tematico su cui la ricerca artistica di Ck si fonda diventa sempre più interessante ad ogni minuto...

L’Ecuba con Isa Danieli e la regia di Cerciello: spettacolo soprattutto...

La recensione dello spettacolo con Isa Danieli e Franco Acampora in scena al Teatro Eliseo, poi Mercadante di Napoli e Gobetti di Torino in calendario. Sul fondale del palco si erge la grande raffigurazione di un bovino, il verde fosforescente traccia le parti dell'animale pronte per il macello, i protagonisti uomini degli Achei sotto a giacche e camice (rossa come il sangue è quella di ques'ultimo) vestono dei grembiuli da macellaio, portando insomma l'onta dell'omicidio con loro ad ogni passo...

Nemico di classe: Massimo Chiesa e i giovani violenti di Nigel...

La recensione dello spettacolo in scena fino al 7 marzo al Teatro Italia. Per più di un'ora e mezza di spettacolo i quattro attori animano la scena dilatando i tempi e trovando ritmi di dialogo e di movimento sempre intensi facendo così dimenticare al pubblico che in quella piéce non sta succedendo proprio nulla. La forza della creazione di Williams sta proprio nel vuoto che implode...

In Piazza d’Italia di Baliani il romanzo di Tabucchi si perde...

La recensione dello spettacolo in scena fino al 28 febbraio al Teatro India ...e infatti sfogliando adesso questo romanzo del 1973 di Tabucchi ci si trova di fronte a una narrazione popolare, storica e magica al contempo, fatta di un'estrema capacità di coinvolgere il lettore. Eppure tutto questo è rimasto ben lontano dalla scena costruita da Marco Baliani al Teatro India, l'epopea della famiglia di Garibaldo non convince per costruzione drammaturgica e resa recitativa...

Kvetch di Steven Berkoff, ovvero i piagnistei dell’anima

La recensione dello spettacolo diretto da Tiziano Panici. Per gli ebrei sono gli “Kvetch”, intesi appunto non solo come quei lamenti esteriori, la cui funzione la maggior parte delle volte è nel mascherare il vero sentimento della persona, ma sono anche il lamentarsi interiore, quello dell'anima. Questi Kvetch raramente li sputiamo in faccia al mondo che ci circonda. Questi piagnistei riempiono la vita dei personaggi del dramma di Steven Berkoff messo in scena da Tiziano Panici, vincitore del bando Nuove Sensibilità, è in scena fino a Domenica 7 febbraio al Teatro Argot del quale Panici è anche uno dei responsabili artistici.



BANDI e NEWS

ULTIMI ARTICOLI

Orestes in Mosul di Milo Rau. La funzione del mostrare

Siamo stati al Royal Dutch Théâtre (NT) di Gent per la prima assoluta di Orestes in Mosul, l'ultimo lavoro di Milo Rau. Recensione «Quattro: l'adattamento...

MEDIA PARTNERSHIP

Lettere dalla notte agli spettatori. Chiara Guidi al Teatro Biblioteca Quarticciolo

Chiara Guidi (Socìetas) è ospite del Teatro Biblioteca Quarticciolo di Roma con un incontro, un laboratorio e lo spettacolo Lettere dalla notte, sulla poesia...