La recensione dell'ormai classico spettacolo di Valeria Raimondi ed Enrico Castellani, anche loro ospiti diella rassegna Torinese. All’inizio era una mela che pende sulla testa di due individui, sul loro godimento e sul desiderio di divenire; ecco già svelata la contraddizione delle promesse, mai mantenute. Con una voce atona, pianeggiante, come una ironica omelia raccontano questo disastro e tentano di portarne alla luce i contrasti, il groviglio fatto di tanti fili luminosi e colorati che si intreccia alle loro spalle. La struttura è giocata su un doppio filo narrativo che usano con estrema intelligenza, un buon ritmo che non scende mai nonostante la mancanza di accenti vocali, invece presentissimi sull’altro piano narrativo: gli stacchi in musica, l’azione scenica, non servono che a contrastare con puntuale scelta di tempo la serialità del testo.

La recensione dello spettacolo con Elena Borgogni, Beatrice Ciampaglia e Mirko Feliziani. Un modo di raccontare quasi sottovoce, delicatamente. Narrare un dramma lasciando fuori il sangue, la sofferenza, le grida, il dolore che inevitabilmente ne scaturirebbe, facendolo invece implodere in se stesso nel silenzio di una sala da pranzo.

Cos'è Framerate 0? E' teatro' ? Con quale atteggiamento il pubblico deve porsi di fronte a un'arte che prende in prestito un fenomeno scientifico per esprimersi? I ragionamenti di Simone Nebbia, Andrea Pocosgnich e Matteo Antonaci, non recensioni, ma pensieri intorno alla concettualità emozionale di Santasangre. Dite la vostra su www.teatroecritica.net scrivendo un commento o mandando via mail un vostro ragionamento. All'interno le foto dello spettacolo e il link a una video intervista.

Cos'è Framerate 0? E' teatro' ? Con quale atteggiamento il pubblico deve porsi di fronte a un'arte che prende in prestito un fenomeno scientifico per esprimersi? I ragionamenti di Simone Nebbia, Andrea Pocosgnich e Matteo Antonaci, non recensioni, ma pensieri intorno alla concettualità emozionale di Santasangre. Dite la vostra su www.teatroecritica.net scrivendo un commento o mandando via mail un vostro ragionamento. All'interno le foto dello spettacolo e il link a una video intervista.

Cos'è Framerate 0? E' teatro'? Con quale atteggiamento il pubblico deve porsi di fronte a un'arte che prende in prestito un fenomeno scientifico per esprimersi? I ragionamenti di Simone Nebbia e Andrea Pocosgnich, non recensioni, ma pensieri intorno alla concettualità emozionale di Santasangre. Dite la vostra su www.teatroecritica.net scrivendo un commento o mandando via mail un vostro ragionamento. All'interno le foto dello spettacolo e il link a una video intervista.

Cos'è Framerate 0? E' teatro'? Con quale atteggiamento il pubblico deve porsi di fronte a un'arte che prende in prestito un fenomeno scientifico per esprimersi? I ragionamenti di Simone Nebbia e Andrea Pocosgnich, non recensioni, ma pensieri intorno alla concettualità emozionale di Santasangre. Dite la vostra su www.teatroecritica.net scrivendo un commento o mandando via mail un vostro ragionamento. All'interno le foto dello spettacolo e il link a una video intervista.

La recensione dello spettacolo diretto da Fabrizio Arcuri. In scena fino all'11 ottobre al Teatroinscatola di Roma. La struttura è questa: un attore conosce il testo, un altro, ospite ignaro della serata, non ne sa nulla. I due parleranno come danzare su un filo, con il rischio ogni volta di cadere. Pertanto, sul palco, si realizza l’impossibile: mentre di solito la convenzione teatrale vuole l’accordo tra gli attori in scena che si misura sulla comprensione degli spettatori, questa volta è il pubblico ad essere segreto complice di un abuso (come recita il titolo del progetto), ed invece è uno degli attori a non sapere nulla, lasciandosi dileggiare e coinvolgere nei meandri – stavolta è giusto dirlo perché è come essere per loro nella giungla – del testo.

La recensione dello spettacolo in scena fino al 2 ottobre in occasione del bicentenario dalla nascita di Gogol'. Un aspetto determinante dell'estetica di Kaurbaskis è quello di saper creare una teatralità disadorna, un minimalismo necessario. Dunque nonostante sia una produzione importante, al bando la scenografia fissa che in questo caso dovrebbe riprodurre la grande casa dove i due vecchi possidenti trascorrono la propria vecchiaia, ed ecco un uso dinamico, mobili e suppellettili che entrano ed escono velocemente dalla scena: antiche cassapanche, bauli, cassettiere e comò diventano parte stessa della scrittura scenica e come gli attori cambiano spesso posizione.Lo stesso vale per la resa verbale del discorso scenico...

La recensione dell'ultimo lavoro di Gaetano Ventriglia e Silvia Garbuggino. In scena fino al 26 settembre 2009 al Teatro Argot. Almeno tre binari contenutistici e formali contraddistinguono questo nuovo lavoro prodotto da Malasemenza, Armunia e Nevski Prospèkt, che ha il compito di aprire la stagione 2009/2010 dell'Argot, e a mio avviso, ci riesce in maniera positiva...

La recensione dell'ultimo lavoro della coppia Frosini/Timpano, ovvero amnesiA vivacE/Kataklisma. L’ammore, due emme. Perché è il loro, pronunciato alla maniera che preferiscono, forse scorretto di grammatica, ma perfettamente corretto nel loro sentimento. L’ammore è quel che li lega anche nella vita, sposati per metterlo in scena verrebbe da dire sorridendo, ma cosa c’è di più vero che prendersi gioco della propria felicità diversità e poi nevrosi ora anche di coppia? Questo teatro, che appartiene più al percorso di Daniele Timpano e in cui Elvira Frosini si inserisce alla perfezione, è l’arte di sbeffeggiare sé stessi, le proprie paure, ansie, tradimenti dell’individualità in questo caso, e di non sentirsene affatto gravati.

La recensione della lettura Drammatica dell'artista della Società Raffaello Sanzio. Andiamo sul palcoscenico dove ci attende una platea di legno con sedie di plastica. La scrivania da dove Chiara Guidi recita è a due metri dal pubblico, in una nicchia nel retropalco, dietro di noi c'è il sipario, è una sensazione strana, poi solo l'abbandono alla voce della Guidi. Nei 55 minuti che seguono, il pubblico è fatalmente rapito dalla maestria di questa esile donna che indossando un vestito marrone ottocentesco legge le pagine di Flatlandia, di Edwin Abbot.

Manuela Cherubini cuce sul corpo di Lùisa Merloni un vestito perfetto, l'attrice è a suo agio e si diverte nei panni del personaggio creato da Daniel Veronese. La regia della Cherubini è accurata quanto la sua traduzione, ma allo stesso tempo è praticamente invisibile, concentra tutto il lavoro sull' ironica ed efficace Luisa Merloni. La fa recitare prima seduta e poi in piedi, ma sempre immobile, quasi sempre con le mani in tasca. E' un'immobilità piena di tensione che, grazie alla vocalità della Merloni, fatta di paradossali pianti, ironici singhiozzi, repentini cambi di ritmo e di toni, trasmette al meglio il testo. Lo spettacolo in concorso, Camera a Due, non convince, Francesco Laterza e Serena Noto, portano sul palco dello Spazio Zip un'idea ancora troppo acerba e ingenua. Scenicamente troviamo un corpo in canottiera e mutande, è quello di Laterza, sempre in scena, si muove su un tappeto di frammenti di carta, musiche accattivanti e testi poetici di stampo tardoadolescienziale fanno il resto.

Le recensioni di A tua immagine, di Odemà, segnalazione speciale al Premio Scenario e dello spettacolo vincitore, Pink Me & The Roses. Erano numerosi gli spettatori ieri sera al Teatro India, e non vi erano solamente i soliti addetti ai lavori, non erano solo critici, artisti e direttori di teatri a fare la fila per assistere agli spettacoli della Generazione Scenario, anche tanti semplici appassionati si accalcavano per trovare un posto nell’ex-fabbrica della Mira Lanza. Il pubblico rimane coinvolto dalll'ironia filosofica di Odemà, perplessità invece sul lavoro di Codice Ivan, coraggioso, ma avaro di emozioni.

Poco più di una settimana all'inizio del primo festival teatrale italiano. Santarcangelo infatti fu la prima città a creare una manifestazione teatrale di questo tipo, a portare grandi artisti internazionali nella provincia. Quest'anno l'evento avrà la direzione artistica di Chiara Guidi e partirà da due concetti: il "Teatro in Piazza" e "il suono" in tutte le sue possibili declinazioni, dal rumore alla voce umana.

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La Cooperativa Le Macchine Celibi assume due figure lavorative con contratto part-timr, un coordinatore dei servizi teatrali e un organizzatore festival settore cinema

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