La recensione dell'ultimo lavoro della Compagnia Laboratorio di Pontedera sul dramma shakespeariano. La Compagnia Laboratorio di Pontedera ha creato un Amleto esemplare. In scena, fino al 29 novembre al Teatro India di Roma, i sette attori non si prendono un attimo di pausa, la loro è una prova soprattutto fisica, sin dall'inizio combattono, volteggiano, si arrampicano...

La recensione dello spettacolo visto al Teatro Colosseo di Roma. In scena ci sono loro stessi e non due personaggi di fantasia, ci sono i loro corpi, i loro nomi, la loro vita, c'è il loro matrimonio stilizzato, c'è la loro forza, ma anche la loro personale fragilità. Poi però, fortunatamente, c'è anche il teatro...

La recensione dell'ultimo spettacolo del gruppo formato da Riccardo Fazi, Claudia Sorace, Massimo Troncanetti e Glen Blackhall. In scena al Palladium fino al 22 novembre grazie al Romaeuropa Festival, il lavoro ha un carattere barocco dato dalla presenza e dall'animarsi di una struttura costituita da pannelli in plexiglass.

Con (a+b)3 narrarono la storia di un amore cresciuto tra le guerre, era una performance per musica, ombre e amanti. Poi fu la volta di Come acqua per analizzare il rapporto tra l'uomo e l'elemento primario. Nell'ultimo Lev, presentato al Romaeuropa Festival dell'anno scorso tornarono le luci ed ombre di (a+b)3, protagonista era la memoria infranta di Lev Zasetsky, paziente di Alexander Lurja, neuropsichiatra russo. Il diario del soldato è il testo dal quale partirono i Mutaimago per costruire uno spettacolo non testuale ma visivo. Ora, da qui riparte il gruppo formato da Riccardo Fazi (drammaturgo), Claudia Sorace (regista), Massimo Troncanetti, (scenografo) e Glen Blackhall (attore), riparte dal ricordo. E dopo aver passato l'estate a girare l'Italia e mezza Europa per mostrare i propri lavori, il giovane gruppo, romano come un'altra avanguardia della sperimentazione scenica, i Santasangre, torna al Romaeuropa Festival dal 19 al 22 novembre con Madeleine.

La recensione dello spettacolo in scena fino al 22 novembre. Ci sono due coppie: Gabry e Chiara, Betta e Tommy, sono amici da sempre. Fu grazie a un appuntamento organizzato dai primi che i secondi si conobbero. Ora entrambe le coppie sono arrivate al fatidico giro di boa: i quarant'anni.

La vergogna. Cosa di più caratterizza una caduta nella propria intimità, nella biografia che ha il compito di raccontarla? Di questa vergogna si nutre ogni racconto in prima persona, o dovrebbe qualora onesto: ognuno di noi ha una vergogna da stemperare, un pudore essenziale di ingenuità fatta coscienza, il suono che lasciano, appena dopo averle pronunciate, le parole di un’offesa.

La recensione dello spettacolo in scena nella sala romana dell'Eti fino al 23 novembre. La bravura degli attori è evidente, ma lo è anche il lavoro fatto da Gabriele Vacis su di essi e sul testo che nell'adattamento realizzato insieme a Federico Perrone trova un piglio di modernità molto efficace. Sin da quando gli spettatori devono finire di prendere posto nella platea tutti gli attori sono già sul palco, parlano tra loro, si vestono, guardano tra il pubblico e questa sarà una costante della scrittura scenica di Vacis per tutto lo spettacolo.

Aram Kian in scena è trascinante, sa creare immagini e un piccolo mondo davanti agli occhi di chi ascolta, e da fermo raggiunge ogni angolo del suo microcosmo: io cammino con lui nel freddo di Sinago, con lui vado a scuola, con gli amici, all’università, gli cammino accanto e non è pregio di molti saper tirare in una storia con tanta facilità. Il testo ha un ottimo ritmo, non lascia mai passare spifferi, in questo la regia di Vacis si conferma particolarmente sapiente nel gestire una narrazione, davvero il suo campo più consono. È poi uno spettacolo anche divertente, che lascia al sorriso un fondo amaro, e che non lesina in immagini e caratterizzazione.

La coesione col testo lo rende uno dei più adatti ad agire sulla narrazione, il lavoro sulla lingua, sulla caratterizzazione, per quanto ormai non proprio sorprendente ne segna i tratti distintivi con una certa potenza. Artuso e Balasso una coppia classica, il lungo un po’ tocco e il bassetto furbo, ma creano un tessuto di strade, colline, case, coltivi, osterie, tale che manca soltanto il cartello con scritto “Benvenuti a Malo”

La recensione dell'ultimo lavoro dell'artista belga. E' stato due giorni a Roma, ora si sposterà l'8 novembre a Torino. Lo spettacolo annunciato da molti come l’ennesima prova della capacità dell’arte contemporanea di scandalizzare, è in realtà molto più ironico di quello che si potesse pensare, anche se come spesso succede nelle vere opere d’arte, alzando il velo dell’ironia la tristezza e l’amarezza della realtà sono tremende.

La recensione del grande successo della compagnia Mitipretese. La particolarità della drammaturgia di Mitipretese/Camilleri sta, a mio avviso, nell'incompletezza del dramma stesso, ovvero nella capacità di raccontare la sofferenza senza uno sfogo drammatico, non vi sono uccisioni o addii, ma una tensione che riesce a scaturire solamente dai dialoghi, farciti di intelligente ironia e spezzati da canzonette anni '40. Rimane però un dubbio sul lavoro di Mitipretese... All'interno foto e date dello spettacolo.

Dopo il debutto nella stagione passata (nel progetto Oggi verso domani), quest'anno Autobiografia della vergogna (Magick) torna all'India dal 10 al 15 novembre. Nel titolo troviamo già gran parte della sinossi dello spettacolo, certo parliamo di un autobiografia, ma non delle più pure. La Calamaro racconta la propria storia facendoci entrare nei meandri di una memoria distorta.

La recensione dello spettacolo con Matteo Angius e la regia di Fabrizio Arcuri. Il corpo, che non corrisponde. Così un giovane si trova rifluire su di sé e scegliere la spersonalizzazione, un nuovo senso al proprio esistere: chi sono io? Si domanda l’adolescente protagonista. Chi sono gli altri? Le persone che ricordo o questi oggetti con cui li rappresento?

La recensione dello spettacolo visto durante la rassegna torinese In una Argentina rurale si sta svolgendo una commedia: una casa sfitta il cui proprietario è assente e ignaro, tre persone, per diverse motivazioni, si trovano a frodare l’agenzia immobiliare impossessandosi, senza clamori, di quell’appartamento. Ora, questo raddoppiamento è dovuto all’arrivo, dalla Gran Bretagna, di un giovane sperduto che non conosce la lingua spagnola, si intuisce abbia qualcosa che non vuole rivelare, ma poco importa agli abitanti del luogo: potrà restare, a patto che si renda utile alla causa. Così pian piano il giovane entra nei loro disegni, inizia a lavorare anche per loro, fa l’idraulico per il paese e tutti ne trovano giovamento.

BANDI e NEWS

La compagnia teatrale FLORENCE LIVE THEATRE organizza una giornata di provini per la ricerca di attori e attrici con ottima conoscenza della lingua inglese...

ULTIMI ARTICOLI

VIE Festival ha scelto Sergio Blanco, drammaturgo e regista uruguaiano, per inaugurare la 14° edizione del festival al Teatro Storchi di Modena, in prima nazionale con...

MEDIA PARTNERSHIP

Armando Punzo e Andrea Salvadori presentano, in anteprima regionale, il 28 febbraio e 1 marzo, Il figlio della tempesta, progetto musicale-performativo in occasione dei...

Pubblicizza su TeC workshop, spettacoli, scuole, festival, rassegne, campagne abbonamenti…

per te 2 opzioni:

➤ La tua pubblicità attraverso banner e social

➤ Inserisci i tuoi comunicati sulle nostre pagine