HomeCordelia - le RecensioniEPIPHANĪA_ MI RENDO MANIFESTA (Abbondanza/Bertoni)

EPIPHANĪA_ MI RENDO MANIFESTA (Abbondanza/Bertoni)

Questa recensione fa parte di Cordelia di settembre 26

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Una dichiarazione, un atto di volontà, una presa di posizione. Con questo lavoro si assiste alla demolizione dell’identità femminile a cui la società vuole farci inginocchiare. Già il titolo chiarisce l’esigenza ontologica della performance: un’apparizione in cui le presenze non sono esibite nell’immediato ma si svelano pian piano. Pertanto l’azione del manifestarsi procede per gradi: le tre figure sceniche si scompongono e il lessico coreografico viene articolato, non a caso, secondo una frammentazione corporea ben studiata e arricchita da determinanti effetti luce. La lentezza che presentano la maggior parte delle sequenze, soprattutto iniziali, è desiderio di esplorazione in un’articolazione di senso profonda, intima, umana. Il lavoro della compagnia Abbondanza/Bertoni si inscrive nello spazio dell’apparire fuori dagli stilemi, in un invito a interagire con lo sguardo di chi assiste. L’illusione ottica è di fatto il principio generativo che guida la partitura coreografica: ciò permette allora uno sviluppo di sessanta minuti che a partire dal buio si snoda, via via, verso le varie uscite di scena. Gambe, glutei, capelli, labbra, mani e braccia emergono, a momenti alterni, dalle fessure dei teli neri posti a ricoprire l’intero perimetro del palcoscenico. Procedendo a ritmo di musica, svelano le tracce dei tre corpi con delicatezza. La parzialità visiva offerta, anche quando le danzatrici sono interamente in scena (coperte da teli di plastica, dai costumi o da un tavolino a fare da busto) permette di raggiungere l’obiettivo drammaturgico. Se il femminile è oggettificato e ingabbiato in standard prestabiliti, il lavoro della compagnia rivendica l’inafferrabilità del corpo della donna. Qui, scomposto e sottratto alla fruizione immediata, appare – secondo la declinazione baumaniana del termine – in una presenza «liquida» che abita la soglia del non-detto, sfuggendo ai tentativi di categorizzazione. Le performer, oltre l’ottimo studio estetico raggiunto, trasmettono un messaggio: il diritto di abitare il proprio corpo alle proprie condizioni. (Sara Raia)

Visto a Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, Torino, nell’ambito di NID Platform 2026 Crediti: Performance di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni / ideazione, scene e costumi Antonella Bertoni / con Sara Cavalieri, Valentina Dal Mas, Ludovica Messina Poerio / musiche originali Sergio Beercock / disegno luci Alessio Guerra / direzione artistica Claudio Modugno / assistente alla creazione Eleonora Chiocchini / sartoria Manuela Gober / organizzazione, strategia e sviluppo Dalia Maci / amministrazione e produzione esecutiva Francesca Leonelli / comunicazione Erika Parise / ufficio stampa Mailù Ursi / immagine locandina Marco Smacchia / produzione Compagnia Abbondanza/Bertoni con il sostegno di MiC – Ministero della Cultura, provincia autonoma di Trento, comune di Rovereto, fondazione Cassa di risparmio di Trento e Rovereto / durata 1h5min

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