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CLAP & SLAP (di Agnietė Lisičkinaitė, Igor Shugaleev)

Questa recensione fa parte di Cordelia di giugno-luglio 26

L’uno di fronte all’altra, profilo al pubblico, Agnietė Lisičkinaitė e Igor Shugaleev, come in un fermo immagine, sembrano attendere, immobili, l’inizio di un match; la presa delle mani è salda nel sorreggere una transenna che interpone una distanza tra i corpi. Nel frattempo, due schermi distinti, posti lateralmente sulla scena, li ritraggono intenti in un dialogo: un ipotetico backstage, preludio a quello che diverrà un confronto sempre più serrato a cui nessuno potrà sottrarsi. Neanche noi, che veniamo sollecitati a prendere parte all’applauso, guidato, come fosse un movimento coreografico, dalla voce di un uomo che appare su uno schermo più grande, in alto, sul fondo della scena. Inteso, in principio, come adesione, ammirazione o incoraggiamento, il battere delle mani viene poi declinato in reiterato gesto punitivo che i due performer si auto infliggono per dare avvio a un dibattito prettamente politico. Entrambi attivisti, Lisičkinaitė e Shugaleev privilegiano, nei loro percorsi artistici, una visione multidisciplinare, in cui il corpo diviene un territorio inesplorato di contestazione e resistenza. Come in 375 0908 2334 / The Body You Are Calling Is Currently Not Available, che il bielorusso Shugaleev realizza insieme a Sergey Shabohin; e come in Hands up della lituana Lisičkinaitė, presentato in numerosi paesi e festival, tra cui Santarcangelo 2024, dove il corpo, anche quello di spettatori e spettatrici, partecipa alla marcia collettiva. All’indomani della vittoria di Lukashenko, il 16 agosto 2020, a Minsk, capitale della Bielorussia, si tiene una storica manifestazione a cui partecipano centinaia di migliaia di persone: Shugaleev, coinvolto negli eventi della rivoluzione, è costretto a fuggire e a lasciare il proprio paese. «Sarebbe stato meglio restare, morire per l’idea di una Bielorussia libera e democratica, anziché sopravvivere?»: il serrato confronto tra i due performer esplora temi come la responsabilità individuale e collettiva, sciogliendosi, infine, in un canto, dove l’inno della rivoluzione, illegale in Bielorussia, si mescola alle sonorità dell’inno lituano. (Giusi De Santis)

Visto al C’entro – Supercinema – Santarcangelo Festival. Ideazione e coreografia: Agnietė Lisičkinaitė, Igor Shugaleev; Performer Agnietė Lisičkinaitė, Igor Shugaleev; Composizione: Agne Matulevičiūtė; Scenografia: Oles Makukhin; Drammaturgia: Bush Hartsorn; Consulente alla regia: Olga Lapina; Light design: Povilas Laurinaitis; Produzione: Be company / Agnietė Lisičkinaitė; Con il sostegno di: Lithuanian Culture Council; Residenze artistiche: Radialsystem, Studio ALTA, Bora Bora Dance Center, Santarcangelo Festival; Progetto realizzato con il supporto di: Adam Mickiewicz Institute e cofinanziato dal Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale della Repubblica di Polonia, con il sostegno di Istituto Polacco di Roma

Cordelia, giugno-luglio 2026

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Giusi De Santis
Giusi De Santis
Giusi De Santis si laurea con lode in Analisi del Film con una tesi su Luis Buñuel, presso la facoltà di Lettere della Sapienza Università di Roma, dove è stata cultrice della materia ‘Teoria e interpretazione del film’ - corso di Laurea in ‘Forme e Tecniche dello Spettacolo’ -, e dove approfondisce gli studi di metodologia e critica sia cinematografica che teatrale. Ha lavorato alla Fondazione Cinema per Roma per quattro edizioni del Rome Film Fest e per la Compagnia Leone Cinematografica nell’ambito del coordinamento della produzione e, successivamente, come story editor e responsabile editoriale. Svolge attività di consulenza artistica e di editing per la realizzazione di podcast e collabora, come membro del comitato scientifico, chair e discussant, alla progettazione e realizzazione di convegni nazionali e internazionali. Ha scritto di cinema e teatro per diverse riviste online, tra cui Frame e Paper Street e, al lavoro di critica cinematografica e teatrale, affianca quello di dramaturg. Dal 2017 collabora con la rivista Left, dove cura anche la rubrica di cinema. Autrice di saggi e racconti, per L’Asino d’oro edizioni ha curato i volumi Infinito Antonioni. Una ricerca rivoluzionaria sulle immagini (insieme a E. Amalfitano, 2024), Fine serie mai (2023), Il cielo della luna (2020).

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