banner
banner
banner
banner
banner
banner
banner
banner
banner

Workshop con Silvio Peroni/Miller, O’Neill, Williams: tre modi di mentire a sé stessi. #sponsor

 

 

3/4/5/6/7 luglio

Orario :10/17 al T acting

Via Giovanni da castel bolognese 31. ROMA


Workshop con Silvio Peroni
“Miller, Williams, O’ Neill: tre modi di mentire a se stessi”
Candidature entro il 20 giugno



lascaletta.teatro@gmail.com
C’è un punto in cui il teatro di questi tre autori si tocca, e non dipende dall’epoca né dalla
provenienza. Ha a che fare con il modo in cui osservano l’essere umano, senza protezioni e
senza compiacimenti, ma anche senza condanna.
I loro personaggi stanno al mondo come possono; non in modo coerente e nemmeno in modo
esemplare, stanno al mondo come possono, cercando di volta in volta un equilibrio che regga
l’urto della realtà.
In questo sforzo continuo, quasi disperato, entra in gioco quella che spesso chiamiamo bugia,
ma che in realtà è una costruzione necessaria per continuare a vivere. Che sia il sogno a occhi
aperti di O’Neill, il mondo di vetro di Williams o l’ostinata ambizione di Willy Loman in Miller,
non siamo davanti a una scelta consapevole di mentire. Il fatto è che esiste un confine oltre il
quale la realtà diventa semplicemente insostenibile, e quando questi personaggi ci arrivano
vicino, non si fermano a guardare il baratro: costruiscono, aggiustano, deviano, si inventano
una verità diversa. Non lo fanno per codardia, ma perché quell’illusione non è un inganno, è
l’unica cosa che li tiene in piedi.
Intorno a questo bisogno di non vedere ruota tutto il resto. C’è il peso della famiglia, che non
è mai solo uno sfondo ma un campo di battaglia dove ci si riconosce e ci si distrugge allo
stesso tempo. C’è il desiderio, che quasi mai si presenta in forma diretta, ma si traveste e si
nasconde persino a chi lo prova. E infine c’è il fallimento, che non arriva mai all’improvviso,
ma si deposita piano, giorno dopo giorno, finché non diventa un modo di stare al mondo.
Eppure, dentro questo orizzonte comune, ognuno di loro prende la sua direzione. In O’ Neill si
ha spesso la sensazione che i personaggi si muovano dentro qualcosa che li precede e li
supera: il passato, la colpa, la famiglia intesa come un destino da cui non si esce davvero.
Williams lavora su una materia più esposta e più vulnerabile; il desiderio affiora, il corpo è
presente, e la fragilità dei suoi personaggi non è un difetto ma una condizione inevitabile,
quasi una forma di sensibilità portata un passo oltre quello che il mondo sa tollerare. Miller
organizza il conflitto in modo diverso, dentro strutture più riconoscibili: il rapporto tra
individuo e società è centrale, e ogni scelta porta conseguenze precise, concrete, che non
possono essere né aggirate né dimenticate.
Lavoreremo su scene tratte da Il lungo viaggio verso la notte, Arriva l’uomo di ghiaccio e Anna
Christie di O’Neill; da Lo zoo di vetro e Un tram che si chiama desiderio di Williams; da Morte di
un commesso viaggiatore, Erano tutti miei figli, Il crogiuolo, Uno sguardo dal ponte e Vetri rotti
di Miller. Testi molto diversi per costruzione e per respiro, che chiedono ogni volta all’attore
di rimettere in discussione il proprio modo di stare in scena. Il lavoro seguirà un
procedimento stratificato e progressivo, senza cercare subito una forma o un risultato
estetico. Inizieremo separando uno alla volta gli elementi più concreti che condizionano
l’interpretazione (le circostanze, la biografia, le relazioni), per arrivare infine a quella forza
sotterranea che in questi testi è sempre la più potente: il paradosso dei sentimenti. Il
desiderio mascherato da rinuncia, la speranza travestita da cinismo e quell’amore che, spesso,
riesce a esprimersi solo attraverso il rancore.

O Neill, Williams e Miller vengono spesso trattati come grandi classici, come se la distanza li
rendesse intoccabili. Questo lavoro vuole riportarli vicino, dentro il presente. Perché, prima di
essere “classici”, sono stati esseri umani che hanno guardato altri esseri umani da molto
vicino -nelle loro contraddizioni, nei loro tentativi, nelle loro difese – cercando di capire come
facciamo, ogni giorno, a restare in piedi.

 

 

 

Questo contenuto è stato inserito da un utente attraverso il servizio I TUOI COMUNICATI. Inserisci anche tu un annuncio

Pubblica i tuoi comunicati

ULTIMI ARTICOLI

L’ovvio di Massini, il cine-teatro di Gassmann. Su Stato contro Nolan

Scritto da Stefano Massini, diretto da Alessandro Gassmann, Stato contro Nolan ha debuttato al Bellini di Napoli e, dall’autunno, sarà in tournée. Recensione  Stato contro...