Al via la nuova edizione di Attraversamenti Multipli. Il festival ritorna a invadere e trasformare l’ambiente cittadino attraverso la forza dei linguaggi artistici. Articolo in media partnership.
Progettare per abitare. Progettare per riqualificare. Progettare per coesistere. Questo l’intento di Margine Operativo che concepisce e coordina il festival Attraversamenti Multipli sotto la direzione artistica di Alessandra Ferraro e Pako Graziani. Per la 26° edizione, la sostenibilità si mostra al centro del programma che continua a svilupparsi in base al confronto con gli spazi pubblici. In Chthulucene. Sopravvivere su un pianeta infetto, Donna Haraway ricorda quanto sia importante «sapere […] quali mondi creano storie»: Attraversamenti Multipli modifica il ritmo cittadino, interrompe l’irrefrenabile frenesia dell’ordinario e accompagna verso una diversa percezione del tempo condiviso, trasformando il paesaggio urbano in un luogo di racconto e attenzione. Grazie alle arti sceniche il tempo si dilata, offre stimoli e suggestioni in grado di riconnettersi con l’altro – e con i luoghi circostanti – ma anche con sé stessi.
Quest’anno il festival si svolge dall’11 al 20 giugno, abitando nuovamente l’ecosistema cittadino di Roma e del suo Parco di Torre del Fiscale, con l’aggiunta di due date a Toffia (Rieti) il 3 e il 4 luglio. Il programma è vasto e l’iniziativa mostra quanto lo spazio urbano possa essere un territorio fertile per la creazione artistica contemporanea. Numerosi gli artisti presenti, momenti dedicati ai kids, prime nazionali, concerti, performance itineranti e site specific: ogni giorno dai due ai sei appuntamenti, tutti diversi tra loro per confermare il carattere multidisciplinare e variegato del festival e sempre dall’imbrunire in poi per offrire la suggestione necessaria. Non mancano inoltre laboratori, la cui partecipazione è gratuita, volti ad approfondire le pratiche performative nello spazio pubblico. Unleashing ghosts from urban darkness si svolge dal 14 al 17 giugno con la restituzione finale di un’azione performativa urbana costruita durante i giorni di workshop con Alessandro Carboni.
Farsi Corpo_sesto movimento è invece un laboratorio di danza e teatro fisico a cura di Carlo Massari/C&C Company/ SpaCCa il cui intento è indurre chiunque a riappropriarsi della propria consapevolezza corporea, riconnettendosi con la natura circostante: quest’ultimo si svolgerà dall’8 al 12 con la presentazione finale di una performance. Significativa la pièce Just Walking di Michele Losi / Campsirago Residenza grazie alla quale la pratica del cammino ridefinisce il rapporto tra percezione e territorio. Interessante anche Dance Invasion del collettivo belga Poetic Punkers in cui il paesaggio viene investito da una successione di incursioni performative che mescolano danza contemporanea, breakdance, teatro fisico e danza aerea. Si tratta di un atto comunitario tra architettura, performer e pubblico: una formulazione che restituisce bene il tentativo di immaginare la performance come esperienza collettiva e non come semplice osservazione passiva. Da menzionare anche il progetto di Francesca Santamaria, con GOOD VIBES ONLY (archive) / UNLOCKED MAP: Torpignattara e con la videodanza This present is for you. All’interno di una pratica artistica spesso associata alla dimensione effimera dell’evento dal vivo, questi lavori introducono il tema della memoria. Come si conserva dunque la memoria di un territorio e di un corpo in un contesto a-reale di performatività?
Forse è proprio qui che emerge il significato più profondo che Attraversamenti Multipli porta avanti da anni. La sostenibilità evocata dal festival non riguarda soltanto il rapporto con l’ambiente ma anche la qualità delle relazioni che siamo ancora capaci di costruire con i luoghi che attraversiamo. In una contemporaneità che tende al consumo rapido e immediato, le pratiche performative qui proposte sembrano suggerire un movimento opposto e contrario: sostare, ascoltare, lasciare che un territorio racconti le proprie stratificazioni, riconoscere che ogni luogo è il risultato di memorie, passaggi, trasformazioni continue. E se in questo «presente lacerato» un’etica dello sguardo è ancora possibile, c’è bisogno di assumersi la responsabilità del modo in cui l’individuo agisce e si relaziona. Il festival non si limita a mettere in contatto il pubblico con il paesaggio ma interroga la percezione, lo coinvolge attivamente, chiamandolo a riconoscersi parte di ciò che osserva, vive, fruisce e attraversa.
Redazione
info e programma: https://www.attraversamentimultipli.it













