Questa recensione fa parte di Cordelia di maggio 26

Che spazio occupa la politica nell’intimità, è un quesito che, prima di vedere Swiping Right di Sophie Anna Veelenturf all’interno della rassegna LIFE di Zona K, non mi ero mai realmente posta. Eppure, uscendo dalla sala, mi sono ritrovata a ripercorrere mentalmente relazioni passate, cercando nelle mie esperienze le tracce di quei presupposti ideologici che lo spettacolo porta ostinatamente in superficie. Quanto una convinzione politica attraversa un rapporto? Per rispondere alla domanda, lo spettacolo prende avvio dal gesto ormai automatico dello “swipe” nelle app di incontri — trascinare un volto verso destra per dichiarare interesse — per interrogare la selezione sentimentale come pratica anche politica. L’intuizione da cui nasce la pièce è l’esperienza personale della performer, giovane donna apertamente di sinistra e frequentatrice abituale di app di dating, che si accorge come il filtro politico di Bumble finisca per selezionare quasi esclusivamente persone affini, riducendo al minimo la possibilità di confronto con chi la pensa diversamente. In realtà, il suo vissuto — tre relazioni con uomini conservatori, Max, Noah e Jeff — è solo il punto di partenza di un’indagine più ampia costruita attraverso 44 interviste a ex partner, amici, coppie politicamente eterogenee e studiosi, nel tentativo di comprendere la possibilità di esistenza di un amore crosspolitico. Dialoghi registrati, ricostruzioni teatrali e una recitazione che oscilla tra confessione ironica, cabaret e teatro documentario, capace di interrogarci e di coinvolgerci genuinamente in prima persona – grazie a una capacità unica di stare sulla scena della stessa Veelenturf – fanno da sfondo ad un lavoro che trova il suo punto di forza nell’intuizione della trama e nella qualità del materiale raccolto. L’efficacia scenica sembra talvolta però scontrarsi con una struttura fortemente affidata alle sole registrazioni documentali e a un impianto registico che può essere ancora maggiormente maturato. (Andrea Gardenghi)
Visto dentro la rassegna LIFE, progetto di Zona K. Crediti: performance, ideazione e testo Sophie Anna Veelenturf, regia Doris de Vries, ricerca, produzione e co-regia, Jarne Van Loon, coaching performativo Kristien De Proost, Karolien De Bleser, sguardo esterno Marah Haj Hussein, scenografia Chloé Wasselin Dandre, costruzione scenica Wiebe Moerman, composizione musicale e mix finale Seppe Vande Veire, direzione tecnica Marjolein Demey, Nick De Keyser tecnici Rex Tee, Jakke Theyssens, direzione amministrativa Patrick Sterckx vendite David Bauwens / Play The House Down, comunicazione Sam Loncke, coproduzione Het Laatste Bedrijf, Cambridge Junction partner di residenza CAMPO, NTGent, kunstencentrum nona, c o r s o, Het Oude Badhuis, Theater aan Zee, de Brakke Grond ringraziamenti a tutte le persone intervistate, Rashif El Kaoui, Josie Dale-Jones con il supporto di Governo delle Fiandre, Tax Shelter del Governo Federale Belga, Gallop Tax Shelter, deAuteurs, Stobbs New Ideas Fund













