banner
banner
banner
banner
banner
banner
banner
banner
banner
HomeCordelia - le RecensioniSUMMIT (di Ontroerend Goed)

SUMMIT (di Ontroerend Goed)

Questa recensione fa parte di Cordelia di maggio 26

In una famosa performance del 1974, intitolata Rythm 0, Marina Abramovic per sei ore rimase inerte dentro la Galleria Morra di Napoli, con di fronte 72 oggetti che gli spettatori potevano usare su di lei. Un cartello affidava all’artista la piena responsabilità dell’operazione. Il pubblico utilizzò quel potere manipolandola variamente, in alcuni casi arrivando a ferirla e a minacciarne la sopravvivenza, per poi fuggire precipitosamente alla fine. Al di là delle notazioni sociali e culturali che si potrebbero trarne, la performance ragionava sul recinto estetico che circonda un fatto artistico, retto da norme diverse rispetto a quelle vigenti nella quotidianità. Scegliere se aderire o meno a queste norme è il primo discrimine per diventare spettatori di qualcosa. Nella loro nuova produzione, Summit, gli Ontroerend Goed sollecitano proprio questa consapevolezza, già a partire dal nostro ingresso in sala. Sul palcoscenico, a filo del pavimento, sono presenti due armadietti con piccoli box muniti di chiave. Gli attori ci accolgono consegnando a ciascuno un foglio ripiegato e una penna: autonomamente noi, senza nessuna sollecitazione, riponiamo i nostri cellulari al sicuro negli armadietti. Decidiamo, quasi inconsciamente, di aderire. I performer continuano a testare la nostra fiducia, ci pongono domande a cui rispondiamo alzando la mano e mostrano di trascrivere ogni volta il risultato; ci lasciano da soli a immaginare cosa succederebbe se loro non fossero presenti, o se non lo fossimo noi, o se non lo fosse nessuno; ci fanno firmare un contratto che li manleva da qualunque cosa possa offenderci durante lo spettacolo; iniziano a raccontare una storia, ne fanno presagire la sofferenza e l’orrore, scelgono una persona tra coloro che hanno espresso il desiderio di conoscerne gli sviluppi e le fanno leggere un testo in silenzio. Può sembrare eccessiva la frammentarietà ricorsiva che questi quadri impongono all’andamento dello spettacolo, e in parte lo è. Tuttavia è lei a permetterci di passeggiare gradualmente lungo il ragionamento della compagnia, per farci avvertire quanto il concedere fiducia al fatto artistico perché questo avvenga sia strutturalmente collegato al senso di responsabilità che comporta l’essere spettatori. (Matteo Valentini)

Visto a Zona K, nell’ambito di LIFE Festival regia Alexander Devriendt; di e con Mourad Baaiz, Karolien De Bleser, Charlotte De Bruyne, Aaron J. Gordon, Aurélie Lannoy, Leonore Spee e altri; assistente alla regia Remi Cosijn; drammaturgia Britt Bakker, Samir Veen, Miguel Angel Melgares; scenografia Onbetaalbaar; tecnica Nick De Keyser e altri; produzione NTGent, Ontroerend Goed; coproduzione Stadttheater Schaffhausen (CH) con il supporto di Governo delle Fiandre, Città di Gand.
Lo spettacolo ha debuttato a febbraio 2026 a Gand.

Cordelia, maggio 2026

Telegram

Iscriviti gratuitamente al nostro canale Telegram per ricevere articoli come questo

Matteo Valentini
Matteo Valentini
Matteo Valentini ha conseguito una laurea in Letterature moderne e un dottorato in Storia dell’arte contemporanea presso l’Università degli studi di Genova. È tra i fondatori dell’Oca – Osservatorio Critico Autogestito, webzine di critica teatrale, e collabora anche con Hystrio e Teatro e Critica. È docente di ruolo di Italiano e Storia presso il Convitto Nazionale Longone di Milano.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Pubblica i tuoi comunicati

Il tuo comunicato su Teatro e Critica e sui nostri social

ULTIMI ARTICOLI

L’ovvio di Massini, il cine-teatro di Gassmann. Su Stato contro Nolan

Scritto da Stefano Massini, diretto da Alessandro Gassmann, Stato contro Nolan ha debuttato al Bellini di Napoli e, dall’autunno, sarà in tournée. Recensione  Stato contro...