Questa recensione fa parte di Cordelia di maggio 26

Gabriele Portoghese scrive, dirige e interpreta lo spettacolo che ha debuttato nella piccola sala bolognese del teatro delle Moline. La scena è svuotata di tutto, il fondale è la parete scura del teatro, in campo solo un paio di sedie e qualche oggetto; in primo piano una radio che trasmette le notizie dei tg, canzoni pop del momento e preghiere. Per i primi minuti l’attore è solo in scena, si muove goffamente tra le sedie e la radio, trafficando con una busta di plastica dal contenuto sconosciuto. Non succede nulla ma tutto è puntualizzato dal sonoro: Emanuele Pontecorvo ha ideato un progetto sonoro molto interessante che seguirà i personaggi per tutta la durata, divenendo un terzo protagonista. In scena a vista anche la regia del suono. Gaia Rinaldi è la seconda a entrare, lei cambia spesso personaggio: dall’abbigliamento al modo di parlare e di muoversi ci dà suggestioni diverse. Preghierine infatti è una lista di desideri e frustrazioni tutte umane, trasfigurate in questi strani personaggi venuti dall’immaginazione dell’autore. Sono vittime dei loro stessi desideri che s’interrogano sul senso della vita, dei ricordi e della morte. Quest’opera si pone come una creazione mista al limite tra componimento poetico (suono e voce) e composizione artistica (immagine). Non c’è sforzo di narrazione: né ambientazione, né un filo conduttore che ci indichi una via per entrare in empatia o anche solo per osservare questi personaggi più da vicino. Nell’intento di darci una visione intimistica dell’essere umano, scavando tra i suoi desideri più bassi fino alle aspirazioni superiori, il susseguirsi dei monologanti ci confonde. Si fatica a seguire il decorso, né si riesce a guardare l’opera come una speculazione filosofica. Da Baudelaire, a Lorenzo Lotto, i riferimenti artistici messi in campo sono tanti e forse superano il contenuto stesso dell’opera. Sembra di assistere a un flusso di coscienza in cui tutto è importante e superfluo allo stesso tempo. (Silvia Maiuri )
Visto al teatro delle Moline. Un progetto di Gabriele Portoghese condiviso con Dario Felli, Maria Elena Fusacchia, Emanuele Pontecorvo e Gaia Rinaldi drammaturgia e regia Gabriele Portoghese con Gabriele Portoghese e Gaia Rinaldi progetto sonoro Emanuele Pontecorvo disegno luci Maria Elena Fusacchia regia del suono Dario Felli/Emanuele Pontecorvo per INDEX Valentina Bertolino, Francesco Di Stefano produzione INDEX con il sostegno di Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale con il supporto di MAB Maison des Artistes Bard, Olinda/TeatroLaCucina













