banner
banner
banner
banner
banner
banner
banner
banner
banner
HomeCordelia - le RecensioniLOS DE AHÌ (di Claudio Tolcachir)

LOS DE AHÌ (di Claudio Tolcachir)

Questa recensione fa parte di Cordelia di maggio 26

Quello tra Munir (Nourdin Batán), Nuno (Fer Fraga) e Dani (Gerardo Otero) sembra un abituale e chiassoso incontro tra amici, in un luogo destinato a mutare forma e significazione con il dipanarsi dello sviluppo drammaturgico. Sulla scena di Los de Ahí, scritto e diretto da Claudio Tolcachir, una struttura centrale diviene funzionale sia all’esplorazione del movimento degli attori che alla delimitazione dello spazio interno, immediatamente percepibile, rispetto a un ignoto quanto insidioso fuoricampo. Un esterno ostile, da cui proviene l’abbaiare minaccioso di cani randagi e nel quale pare sia stato inghiottito Eduardo, di cui non si sa più nulla e di cui una bicicletta e uno zaino restano le uniche tracce a testimoniarne il passaggio in quel luogo. È un suono improvviso, poi, ad allertare i personaggi, proveniente da una macchina che gestisce ordini e consegne, mappandone i percorsi sul telefono del rider a cui viene affidata, di volta in volta, la corsa. Tra i giovani lavoratori precari è Nuno ad aggrapparsi con forza a un’immagine salvifica, nel tentativo di risanare le crepe insite nel rapporto complesso con la realtà: è l’immagine di sua figlia, Lumi, di quasi due mesi, che Mirja (Nuria Herrero) ripetutamente dimentica in un altrove che appare irraggiungibile, esponendo allo sguardo altrui le sue profonde fragilità. Una messinscena corale tesa all’indagine delle contraddizioni di un sistema fagocitante e disumanizzante, a cui si oppone il microcosmo di relazioni che si trasforma, ben presto, in rifugio, come per Susan (Malena Gutiérrez) che, allontanatasi dal marito e dai suoi due figli, elegge quello spazio a dimora. Quando, durante la notte, il dispositivo predisposto per le consegne viene portato via, ciò che rimane è l’essere umano, la comunità, su cui il regista e drammaturgo argentino si interroga prima ancora di costruire la storia, il racconto. E allora si fanno strada anche i ricordi che, condivisi, appaiono meno dolorosi. L’incontro diventa allora una festa, come quando Dani era piccolo, era Carnevale, e si ballava. (Giusi De Santis)

Visto al Teatro India. Testo e regia: Claudio Tolcachir; Con: Nourdin Batán, Fer Fraga, Malena Gutiérrez, Nuria Herrero e Gerardo Otero; Scene e costumi: Lua Quiroga Paul; Luci: Juan Gómez-Cornejo; Sound design: Sandra Vicente; Consulenza artistica: Lautaro Perotti, Mónica Acevedo y María García de Oteyza; Aiuto Luci: Pilar Valdevira; Foto: Bàrbara Sànchez Palomero; Produzione: Centro Dramático Nacional, Producciones Teatrales Contemporáneas y Teatro Picadero, Carnezzeria

Cordelia, maggio 2026

Telegram

Iscriviti gratuitamente al nostro canale Telegram per ricevere articoli come questo

Giusi De Santis
Giusi De Santis
Giusi De Santis si laurea con lode in Analisi del Film con una tesi su Luis Buñuel, presso la facoltà di Lettere della Sapienza Università di Roma, dove è stata cultrice della materia ‘Teoria e interpretazione del film’ - corso di Laurea in ‘Forme e Tecniche dello Spettacolo’ -, e dove approfondisce gli studi di metodologia e critica sia cinematografica che teatrale. Ha lavorato alla Fondazione Cinema per Roma per quattro edizioni del Rome Film Fest e per la Compagnia Leone Cinematografica nell’ambito del coordinamento della produzione e, successivamente, come story editor e responsabile editoriale. Svolge attività di consulenza artistica e di editing per la realizzazione di podcast e collabora, come membro del comitato scientifico, chair e discussant, alla progettazione e realizzazione di convegni nazionali e internazionali. Ha scritto di cinema e teatro per diverse riviste online, tra cui Frame e Paper Street e, al lavoro di critica cinematografica e teatrale, affianca quello di dramaturg. Dal 2017 collabora con la rivista Left, dove cura anche la rubrica di cinema. Autrice di saggi e racconti, per L’Asino d’oro edizioni ha curato i volumi Infinito Antonioni. Una ricerca rivoluzionaria sulle immagini (insieme a E. Amalfitano, 2024), Fine serie mai (2023), Il cielo della luna (2020).

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Pubblica i tuoi comunicati

Il tuo comunicato su Teatro e Critica e sui nostri social

ULTIMI ARTICOLI

L’ovvio di Massini, il cine-teatro di Gassmann. Su Stato contro Nolan

Scritto da Stefano Massini, diretto da Alessandro Gassmann, Stato contro Nolan ha debuttato al Bellini di Napoli e, dall’autunno, sarà in tournée. Recensione  Stato contro...