Questa recensione fa parte di Cordelia di aprile 26

L’intrattenimento è violento perché è violenta la vita, non perché in questo testo ci siano delitti o violenze fisiche. Eleonora Danco ha chiuso la sua antologia al Teatro Vascello con uno dei suoi scritti più magmatici, collage incandescente di vite che attraversano la città. Perché Roma è sempre protagonista, paesaggio inevitabile ma anche matrigna che mostra i denti. In scena non c’è nulla se non un leggio e i fogli sparsi e quelli che verranno sparsi. Forse non avrebbe neanche bisogno di leggere, se non per un appiglio mnemonico, il resto è un corpo a corpo con il testo, Danco sembra volerlo mangiare per non farsi mangiare. Frammenti di vita: una donna reclama il proprio erotismo, famiglie tenute insieme dal dovere e dai modi di una educazione dura che sembra protrarsi solo per abitudine, bambine che cercano vie di fuga, maestre che bullizzano. Si ride anche, con quella capacità romanesca di prenderci gioco del tragico, di fare lo sgambetto alla morte. Quella di Danco, almeno in questi testi dei primi anni 2000, è una Roma post pasoliniana ma forse ancora non definitivamente risucchiata dalla globalizzazione capitalistica, e dalle ultime modificazioni antropologiche legate alla nostra presenza virtualizzata e mediata da social network e smartphone. Eleonora Danco si porta sulle spalle questi personaggi, adolescenti e cresciuti, tutti invischiati nel pantano della vita ma appunto vitalistici. E poi c’è il piano della performance, ancora radicale dopo tanti anni di palcoscenico, ancora spiazzante: Danco (scenicamente aiutata solo dalla voce di M¥SS KETA) non si risparmia, non ha paura del pavimento, va a cercarsi le luci, gioca con la liturgia teatrale facendo finta di essersi sbagliata e ricominciando una scena, incarna il testo, lo trasforma in corpo anche quando tiene ancora in mano il foglio, il suo è un linguaggio sempre fuori dalle tendenze e per questo sempre attuale. (Andrea Pocosgnich)
Visto al Teatro Vascello, Antologia Danco. Musiche scelte da Marco Tecce per “INTRATTENIMENTO VIOLENTO” intervento in voce di M¥SS KETA Nel ruolo della Quinta umana Livia Richelmy Assistente alla Regia Letizia Guido Aiuto regista Alex Lorenzin Accompagnamento al lavoro Benedetta Boggio Tecnico luci e fonica Martin Palma e Diego Labonia Graphic design Edoardo Perugini Costumista Leonardo Valentini un ringraziamento a MDM Disegno Luci e Regia Eleonora Danco Produzione La Fabbrica dell’Attore













