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SCOTCH – Un gioco (di ABC – Allegra Brigata Cinematica)

Questa recensione fa parte di Cordelia di aprile 26

A poche settimane dalla presentazione dello spettacolo Link. C’è un abbraccio invisibile che ci legherà per sempre, visto in occasione della rassegna che il Teatro di Roma ha dedicato alle Nuove Generazioni, torna in scena, al Teatro India, ABC – Allegra Brigata Cinematica. Se nel precedente lavoro abbiamo ravvisato una ricchezza performativa, che trovava nella compiutezza del gesto drammaturgico una sua coinvolgente finalità, in Scotch. Un gioco è la distanza a interporsi tra il pubblico e lo spazio performativo. Quanto accade in scena fatica a raggiungere spettatori e spettatrici, e non solo quelli più giovani, di età compresa dai due ai quattro anni, per i quali, in particolare, è stato pensato lo spettacolo. Un grande quadrato bianco delimitato, lungo tutto il suo perimetro, da bordi netti e definiti (la scenografia è di Claudia Broggi), sostiene l’impianto rappresentativo, rimarcandone la chiusura verso l’esterno. È dentro questo spazio che avviene il risveglio della protagonista che, con gesti precisi, sapienti e infaticabili – perché anche quando si è stanchi si può continuare a giocare – ricrea un mondo nel quale la quotidianità può assumere connotazioni straordinarie. Rotoli di scotch di colore giallo, rosso e blu diventano oggetti funzionali a generare nuove forme, e il movimento del corpo dell’unica performer in scena (Serena Marossi) evolve insieme alle infinite possibilità di gioco. Un gioco nel quale, però, la lineare composizione stilistico-drammaturgica, pur nella sua elegante struttura, relega il confronto dialettico a un ruolo marginale: osservare la ricercatezza del gesto ma avvertire, al contempo, di non essere avvolti da quel movimento, di non essere trasportati altrove, come in un sogno, per poi riemergere, insieme, nel mondo della veglia. (Giusi De Santis)

Visto al Teatro India. Con: Serena Marossi; Di: Serena Marossi e Simone Moretti; Luci, musiche e sonorità live di: Simone Moretti; Scenografie di: Claudia Broggi; Con la consulenza di Gaia Gonnelli/Dadodans (NL); Preziosi sguardi esterni di: Albino Bignamini, Martine Bucci e Laura Basterra Aparicio; Costumi di: Alice Bresciani; Una produzione: ABC – Allegra Brigata Cinematica; Con il supporto di: Teatro Prova

Cordelia, aprile 2026

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Giusi De Santis
Giusi De Santis
Giusi De Santis si laurea con lode in Analisi del Film con una tesi su Luis Buñuel, presso la facoltà di Lettere della Sapienza Università di Roma, dove è stata cultrice della materia ‘Teoria e interpretazione del film’ - corso di Laurea in ‘Forme e Tecniche dello Spettacolo’ -, e dove approfondisce gli studi di metodologia e critica sia cinematografica che teatrale. Ha lavorato alla Fondazione Cinema per Roma per quattro edizioni del Rome Film Fest e per la Compagnia Leone Cinematografica nell’ambito del coordinamento della produzione e, successivamente, come story editor e responsabile editoriale. Svolge attività di consulenza artistica e di editing per la realizzazione di podcast e collabora, come membro del comitato scientifico, chair e discussant, alla progettazione e realizzazione di convegni nazionali e internazionali. Ha scritto di cinema e teatro per diverse riviste online, tra cui Frame e Paper Street e, al lavoro di critica cinematografica e teatrale, affianca quello di dramaturg. Dal 2017 collabora con la rivista Left, dove cura anche la rubrica di cinema. Autrice di saggi e racconti, per L’Asino d’oro edizioni ha curato i volumi Infinito Antonioni. Una ricerca rivoluzionaria sulle immagini (insieme a E. Amalfitano, 2024), Fine serie mai (2023), Il cielo della luna (2020).

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