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BASSO NAPOLETANO (di Marco Sgrosso)

Questa recensione fa parte di Cordelia di aprile 26

“Lucariè… scétate…”; la voce che si sente, nel buio del Teatro Argot Studio, non è quella della Concetta Eduardiana, quanto più un’eco radicata nella memoria collettiva, parole-mantra che dichiarano la loro identità drammaturgico spaziale: siamo nel mondo teatrale napoletano. Inizia così il dialogo tra Marco Sgrosso (partenopeo per nascita, sebbene poi di adozione romagnola, con Le belle bandiere formata già a primi ‘90 insieme a Elena Bucci) e il contrabbassista Felice Del Gaudio, che con le sue note trasognate, discordanti, battenti e sospese accompagna una drammaturgia che attinge a piene mani dalle scritture di De Filippo, Moscato, Viviani, De Simone, Manna, Totò e altri ancora. Sgrosso, maschera a metà e pochi altri oggetti funzionali, gioca con i vari personaggi che vivono i meandri di questo Basso napoletano, e lo fa con maestria tecnica e emozionale, passando senza sforzo dal registro grottesco a quello più lirico, dalla cattiveria da strada di chi non ha peli sulla lingua allo stupore ingenuo di chi vede fantasmi, se ne lascia attraversare e accetta le stranezze che la vita gli offre. Osservando questa giostra di guappi, di sognatori sonnambuli, di prostitute che come fantasmi abitano le vie di una immortale Napoli che appartiene e forgia l’immaginario dei drammaturghi campani (compreso anche Leo De Berardinis cui questo spettacolo è dedicato), a volte viene da chiedersi se questo vestito non sia un po’ usurato o stretto. Però la risposta arriva da un attore, che, quasi dimesso, entra in scena e senz’altro che il suo corpo e la sua voce, costruisce mondi – quei mondi che però possono ancora diventare rappresentazione universale – attraversandoli con leggiadria, accordandosi continuamente, reinterpretando canoni noti ma che, senza i quali, non potremmo condividere ed esplorare quelle corde dell’umano. (Viviana Raciti)

Visto al Teatro Argot Studio | Elaborazione drammaturgica, mise en espace e voce Marco Sgrosso | contrabbasso Felice Del Gaudio | ideazione luci e direzione tecnica Loredana Oddone | produzione Le belle bandiere |con il sostegno di Regione Emilia-Romagna e Comune di Russi

Cordelia, aprile 2026

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Viviana Raciti
Viviana Raciti
Viviana Raciti è studiosa e critica di arti performative. Dopo la laurea magistrale in Sapienza, consegue il Ph.D presso l'Università di Roma Tor Vergata sull'archivio di Franco Scaldati, ora da lei ordinato presso la Fondazione G. Cinismo di Venezia. Fa parte del comitato scientifico nuovoteatromadeinitaly.com ed è tra i curatori del Laterale Film Festival. Ha pubblicato saggi per Alma DL, Mimesi, Solfanelli, Titivillus, è cocuratrice per Masilio assieme a V. Valentini delle opere per il teatro di Scaldati. Dal 2012 è membro della rivista Teatro e Critica, scrivendo di danza e teatro, curando inoltre laboratori di visione in collaborazione con Festival e università. Dal 2021 è docente di Discipline Audiovisive presso la scuola secondaria di II grado.

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