Questa recensione fa parte di Cordelia di marzo 26
«La paura è guerra. La sicurezza è pace. Supersure è forza!». È questo lo slogan di un sofisticato sistema di allarme che Julia (Gea Rambelli) decide di installare nella sua abitazione, dopo aver sorpreso un ladro in flagranza di reato. Un’irruzione improvvisa – segnalata da una fragorosa rottura di vetri – che spinge la donna ad affidarsi a Supersure, un impianto di sicurezza infallibile pronto a garantirle non solo protezione, ma anche il tempestivo intervento di un operatore, 1984 (Gianfilippo Maria Falsina), in grado di palesarsi, all’occorrenza, per rispondere, con estrema sollecitudine, a qualsiasi tipo di richiesta o necessità. Tutto è supervisionato dal sistema, un apparecchio onnisciente che campeggia sulla scena e sottopone a un esasperato controllo ogni aspetto della vita di Julia (di cui esamina e valuta anche la qualità del sonno e delle performance vocali, e il fabbisogno calorico giornaliero), non favorendo margini di autodeterminazione e libertà individuale, anzi rivelandosi ostile e minaccioso di fronte alla rivendicazione, da parte della donna, di spazi di intimità. Ispirato al romanzo di George Orwell, 1984, L’occhio invisibile evidenzia alcune criticità legate non solo allo sviluppo drammaturgico (a cura di Gianfilippo Maria Falsina e Alberto Oliva), che non agevola la costruzione di uno spazio più ampio di riflessione in grado di raggiungere lo spettatore con una maggiore immediatezza; lo stesso dispositivo scenico, ideato e diretto da Oliva, procede per successione di quadri che, nel tentativo di innescare espedienti comici – ricorrendo a un’eccedenza di input e stimoli, anche performativi e sonori – perde l’opportunità di supportare un dialogo più consapevole con il mondo distopico del romanzo da cui trae ispirazione e con le insidie generate dall’intelligenza artificiale, e di favorire, al contempo, anche un’esplorazione più stratificata e incisiva dei personaggi e dei conflitti in seno alle dinamiche relazionali. (Giusi De Santis)
Visto a Spazio Diamante. Con: Gea Rambelli, Gianfilippo Maria Falsina; Di: Gianfilippo Maria Falsina e Alberto Oliva; Scenografia: Francesca Ghedini; Progetto e Regia: Alberto Oliva; Produzione: TeatroE. Spettacolo vincitore del Premio Fantasio 2024.











