HomeCordelia - le RecensioniUN CASO DA MANUALE (di G. Pietrozzini, regia G. Aleandri)

UN CASO DA MANUALE (di G. Pietrozzini, regia G. Aleandri)

Questa recensione fa parte di Cordelia di marzo 26


Poniamo che il “caso da manuale” – espressione utilizzata per presentare a titolo di esempio calzante – sia discusso nell’ambito della giurisprudenza, dove la parte in causa chiede aiuto a quella difensiva in merito a un accadimento che è sfuggito di mano ma che, tuttavia, sembra essere così ovvio da interpretare – un omicidio tra moglie e marito. Solo che, nel testo distopico scritto da Giulia Pietrozzini e da lei interpretato assieme a Chantal Gori al Teatro Belli (nella rassegna Expo) con la regia di Giulia Aleandri, il mondo è apparentemente alla rovescia: le donne sono il “sesso forte”, coloro che impongono la visione del mondo (da che sport far fare alle figlie fino alle decisioni di chi è meglio che lavori o meno per curare la famiglia), coloro che detengono il potere, disegualmente sbilanciato, tanto da non accettare che il proprio comportamento trovi luogo anche nell’altra parte. La questione tematica si presenta come un dialogo dai toni lucidi, alternati da sprazzi di maggiore confidenza – la moglie e l’avvocata sono amiche – e altri astratti (forse da ampliare perché si chiarisca di più senso rispetto al resto) dove la donna appare in situazioni da vittima, che deviano dalla narrazione diegetica e sembrano più riferirsi allo stato di realtà. I personaggi, ben presentati dalle due attrici, ripercorrono la quotidianità della storia di Betta nei tentativi di giustificare i propri atteggiamenti, mentre emerge sempre di più un modus vivendi prevaricatore e giustificazionista che ricalca in pieno quanto siamo abituate a sentire tra i tanti casi di violenze di genere e che si esplicita nella seconda parte dello spettacolo. In questa dimensione di rispecchiamento rovesciato appare tanto più funzionale che la violenza sia resa nei piccoli gesti, nel linguaggio – su tutti: l’uso del femminile sovraesteso, che inizialmente arriva sottotraccia per poi emergere sempre più nel corso dello spettacolo -, in una dimensione che sembra quasi portare a giustificare le azioni. Perché in fondo è proprio questo il problema più evidente, che si tratti della distopia dello spettacolo e della dolente cronaca: la violenza è quotidiana, arriva sottotraccia e viene sottovalutata. (Viviana Raciti)

Visto al Teatro Belli di Roma |di Giulia Pietrozzini | con Chantal Gori e Giulia Pietrozzini | regia Giulia Aleandri | produzione Teatraltro | Foto di Federica di Benedetto

Cordelia, marzo 2026

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