Banner Bando Trevi Teatro
Banner Bando Trevi Teatro
Banner Bando Trevi Teatro
Banner Bando Trevi Teatro
HomeCordelia - le RecensioniIL PIACERE - I (di Gabriele D’Annunzio, regia di Andrea Adriatico)

IL PIACERE – I (di Gabriele D’Annunzio, regia di Andrea Adriatico)

Questa recensione fa parte di Cordelia di febbraio 26

Andrea Adriatico rilegge un classico del decadentismo che racconta la passione tra due amanti nella Roma di fine 800. Questo è solo il primo di una serie di quattro spettacoli: uno per ogni capitolo del romanzo. Il testo infatti è riproposto per intero, in un approccio quasi filologico alla letteratura che, trasposta in scena, dà al regista di Teatri di Vita la possibilità di costruire immagini raffinate e di particolare gusto che attraggono lo spettatore in questa ambientazione. Nella prima parte (la presentazione del contesto) il buio è interrotto dalla luce proiettata su un grande telo curvo, come una lampada gigante che, al centro della scena, ci rimanda i volti e le voci di tutti i protagonisti. Questi a turno compaiono in primo piano in un’alternanza ipnotica, come fossero in cerchio e si muovessero seguendo la forma del telo. Non si tratta di immagini già registrate ma di una proiezione di ciò che, probabilmente, accade dentro la grande struttura/lampada.
Ci riporta a quell’epoca, all’invenzione della fotografia e all’imminente scoperta del cinema. A loro si alternano video realizzati in AI dove a intervenire sono direttamente D’Annunzio e Pasolini, anche loro voci narranti. Per quanto interessante, il lavoro sul testo risulta però anche il limite di questa messa in scena: rinunciare alla drammaturgia e scegliere l’integralità è radicale e in questo caso si traduce in un ritmo recitativo molto lento e a tratti prolisso. Nelle intenzioni di Adriatico c’è anche una sfida: mettere in rotta di collisione il racconto individuale dannunziano con la temperie storica attuale. Il resto dello spettacolo, una volta accesi i riflettori e svelata la scenografia intimista (la grande lampada è contenitore di un salottino in cui i due amanti agiscono dietro un filtro velato), la narrazione passa a un gruppo di simil trapper/influencer con tanto di microfono, cappellini e occhiali da sole. Saranno loro a condurci nella viscere di questo amore clandestino trasformato in fatto pubblico. (Silvia Maiuri)

Visto a Teatri di Vita, di Gabriele D’Annunzio riletto da Andrea Adriatico e Nicolò Collivignarelli, Arianna Panieri, Flaminia Ricci e Patrizia Bernardi, Federico Costantini, Nicola Pensabene Perez, Agostino Rocca, Andrea Russo, e Luca Sebastiano Scelfo attendente, e Andrea Barberini, Giovanni Santecchia per le scene e i costumi, e Tomas Aldrovandi, Simona Dell’Aquila per suono, immagini e allestimento e Enea Bucchi per trucco e parrucco, e Anas Arqawi, Federica My, Giulia Serinelli per la cura, prodotto da Saverio Peschechera, produzione Teatri di Vita, con il contributo di Comune di Bologna, Regione Emilia Romagna, Ministero della Cultura, con il patrocinio di
Fondazione Il Vittoriale degli Italiani e Centro Studi Dannunziani, Pescara

Cordelia, febbraio 2026

Telegram

Iscriviti gratuitamente al nostro canale Telegram per ricevere articoli come questo

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Pubblica i tuoi comunicati

Il tuo comunicato su Teatro e Critica e sui nostri social

ULTIMI ARTICOLI

“Senza una buona traduzione, non c’è teatro”. Intervista a Monica Capuani

Qual è il lavoro di un/a dramaturg e qual è lo stato di salute della nuova drammaturgia contemporanea? Ne parliamo con Monica Capuani, traduttrice,...