Questa recensione fa parte di Cordelia di febbraio 26

Appena prima di iniziare, in mezzo al pubblico, si dialoga se poi in fondo questo mondo fatto di draghi e anelli magici, di giganti e ambienti sospesi nel tempo e nello spazio, che richiama una certa epica nordica, sia poi così facilmente riconducibile a un’ideologia. La destra italiana si intesta da tempo le origini tolkieniane, al punto da aver fondato i Campi Hobbit a fine anni Settanta, una sorta di raduni scout mitologici e militari, con la croce celtica al collo. Ma poi sul palco del Teatro Quarticciolo Daniele Timpano inizia il suo vecchio e nuovo Caccia ‘l drago, testo di repertorio che riprende la luce 20 anni dopo la stesura, ispirandosi liberamente proprio all’opera di J.R.R. Tolkien. È la storia di un contadino che in una fiabesca Inghilterra del Medioevo si trova a dover fronteggiare nientemeno che un drago, che poi da nemico diventa un alleato e il contadino, da ultimo degli ultimi, diventa un eroe. E viene fatto re. Timpano, alla regia insieme ad Elvira Frosini, decide di tornare sulla materia perché sa di avere qualcosa ancora da dire a questo tempo, forse non tanto per la vicenda narrata che potrebbe essere un pretesto fra molti, come spesso nelle fiabe in cui ricorrono storie simili, ma perché probabilmente si rende necessario disseppellire questo immaginario dal contesto in cui è rimasto insabbiato, spolverarlo proprio dalle varie attribuzioni che i vari poteri si rimpallano, riconsegnando la materia a quel che è: opera d’arte, fulcro che attraversa il tempo e si confronta, col Novecento prima e con gli anni nostri poi. È un mondo allora in cui i giganti fanno fatica a muoversi, perché a misura d’uomo, in cui la vicenda deve essere accelerata in fondo per rientrare tutta nel racconto, uscendo fuori di personaggio, ammesso che – e questa è l’unicità assoluta della recitazione di Timpano – ci sia mai entrato. È una storia che affascina la destra? Forse il contadino fatto eroe per meriti tutto sommato militari rientra in questa ideologia? Non lo sappiamo, ma forse nemmeno ci interessa. Diversamente ci sembra necessario che il teatro si faccia carico delle storie, portandole là dove ancora pulsano a dire il mondo a noi contemporaneo. (Simone Nebbia)
Visto al Teatro Quarticciolo. Crediti: di e con Daniele Timpano; musiche originali Natale Romolo; scene, costumi, oggetti a cura di Alessandro Ratti e Officina Scenotecnica Gli Scarti; disegno luci Marco Fumarola; regia Elvira Frosini e Daniele Timpano; produzione Gli SCARTI Centro di Produzione Teatrale, Kataklisma teatro














