Questa recensione fa parte di Cordelia di febbraio26

«L’unico vincolo alla volontà è l’amore.» Così recitano i cinque attori, accompagnati da sette danzatori e cinque specchi. La pièce, di Cosimo Morleo e Paolo Mohovich, esplora le differenti tappe dell’amore che segnano il percorso di ciascuno. Sul palco si intrecciano musica dal vivo, monologhi, duetti, terzetti e ensemble liberatori in un curato mélange formale che invita a spogliarsi del superfluo e a guardarsi dentro. Gli specchi mobili sono centrali nell’impianto scenico e narrativo. Hanno una duplice valenza: scudo emotivo e luogo di frattura identitaria. Articolati sapientemente dai performer moltiplicano prospettive e profondità, riflettono le luci in scena, rivelando gli ideali che vengono danzati e la paura in cui talvolta si inciampa a causa del confronto con sé stessi e con gli altri. I corpi si rincorrono, si sostengono e si sfiorano in un gioco di equilibri dal forte impatto visivo: in questo modo il dittico ricorda che non basta il riflesso per analizzare la parte più intima di noi stessi. Attraverso una chiave simbolica, si ripercorrono i differenti momenti di crescita personale e affermazione del sé. La cifra dominante è un virtuosismo ben reso- gambe alte, linee tese, dinamiche di contact, spirali e slow motion- che si traduce in un insieme di immagini eleganti e in un impianto teorico coerente, capace di misurarsi con un’attenta retorica. La platea, piena, applaude convinta. Quando si chiude il sipario, Au revoir miroir supera la dimensione intima e assume un valore collettivo: lo spettacolo è dedicato al Teatro Sannazzaro e invita allora a riflettere sul presente. In una città che sta facendo i conti con la fragilità dei suoi presidi culturali e sanitari – vista anche la vicenda che sta interessando l’Ospedale Monaldi – la domanda è inevitabile: quali sono oggi le priorità? Forse quel viaggio verso la felicità non può essere più una ricerca solo individuale ma deve divenire una responsabilità condivisa: riaprire, ricostruire, restituire senso ai luoghi e alla comunità. (Sara Raia)
Visto al Piccolo Bellini Au revoir miroir. L’eterno viaggio alla ricerca della felicità; coreografie Paolo Mohovich/Cosimo Morleo; drammaturgia e testo Cosimo Morleo; musiche originali eseguite dal vivo Max Fuschetto; danzatori /EkoDance Project Francesca Raballo, Gaia Triacca, Andrea Carozzi, Miu Sasaki, Leonardo Urgese, Chiara Colombo, Jennifer Mauri; attori/Teatro dell’Altro Andrea Car, Davide Bombardelli, Marco Greco, Sara Mozzi Zangari, Davide Sardella; scenografie Maurizio Fò; light design Mauro Panizza; produzione Teatro dell’Altro; durata spettacolo: 60 minuti.














