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RAMPANTE! (Illoco Teatro)

Questa recensione fa parte di Cordelia di gennaio 26

lloco Teatro ha già sperimentato con successo (U.mani il 2022 e Asola e Bottone il 2025) un teatro che vede contemporaneamente in scena pupazzi, attori, video live che riprendono e ingrandiscono il processo di creazione, quella commistione di scena e fuori campo che trova insieme cinema, teatro d’attore e teatro di figura. Con Rampante!, ispirato al Barone rampante di Italo Calvino lo spazio d’azione si fa più grande e in scena una grande isola rotante, poi altri “set”, che mostrano in piani più stretti, la vita tra le fronde, i terrazzi di alcune ville, le aule di professori fino agli interni della casa del protagonista che, come restituisce il sottotitolo salì dagli alberi e non scese mai più (tutto di Fiammetta Mandich, Dino Serra, Illoco Teatro). Una dedizione a una costruzione così articolata meritano certamente uno spazio adeguato e lo Spazio Rossellini, pur avendo il merito dell’ampiezza, non permette sempre la possibilità che lo sguardo si sposti dalla dimensione teatrale dove gli attori animano e interagiscono con i piccoli puppet, a quella cinematografica, che restituisce e monta live il film sotto agli occhi e che, difatti diventa la principale fonte di fruizione dello spettacolo. A quest’opera, scritta da Annarita Colucci e diretta da Roberto Andolfi, va sicuramente il merito di aver portato un testo poetico e radicale, come sempre è Calvino, alla portata di un pubblico dai 3 anni, in una modalità originale e delicata, sebbene alcuni riadattamenti sarebbero potuti essere limati – dal cambio di alcuni nomi alla presenza di un gruppo di studiosi all’inizio, che sembra essere funzionale più a integrare i manipolatori alla scena che a una vera esigenza drammaturgica. Ciò che a volte ha distolto l’attenzione dei più grandi da questa messinscena rigorosa, attenta al tema ambientale dove la foresta diventa il cuore della vita di Bartolomeo, da quella caparbietà sognatrice e un po’ folle che però spinge a guardare avanti e a iniziare a scoprire come crescere e come affrontare la vita, è una tendenza a infantilizzare alcuni toni, alla giocosità e non al gioco, al far finta e non al credere sul serio. Anche perché, scegliere di staccarsi da quello che gli altri pensano sia giusto, convincerli che il cambiamento imposto dall’alto non sempre è possibile, è una vita che richiede coraggio e fiducia. (Viviana Raciti)

Visto allo Spazio Rossellini. Regia Roberto Andolfi, Ideazione Illoco Teatro, Testi Annarita Colucci, Direttore della fotografia Michele Galella, Scena a cura di Fiammetta Mandich, Dino Serra, Illoco Teatro con Annarita Colucci, Dario Carbone, Valeria D’Angelo, Anton De Guglielmo,Roberto Andolfi Una produzione Solares Fondazione delle Arti – Teatro delle Briciole, Con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Comune di Parma

Cordelia, gennaio 2026

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Viviana Raciti
Viviana Raciti
Viviana Raciti è studiosa e critica di arti performative. Dopo la laurea magistrale in Sapienza, consegue il Ph.D presso l'Università di Roma Tor Vergata sull'archivio di Franco Scaldati, ora da lei ordinato presso la Fondazione G. Cinismo di Venezia. Fa parte del comitato scientifico nuovoteatromadeinitaly.com ed è tra i curatori del Laterale Film Festival. Ha pubblicato saggi per Alma DL, Mimesi, Solfanelli, Titivillus, è cocuratrice per Masilio assieme a V. Valentini delle opere per il teatro di Scaldati. Dal 2012 è membro della rivista Teatro e Critica, scrivendo di danza e teatro, curando inoltre laboratori di visione in collaborazione con Festival e università. Dal 2021 è docente di Discipline Audiovisive presso la scuola secondaria di II grado.

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