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MICROTEATRO: BLUE MONDAY – BEIRICORDI 7/7

Questa recensione fa parte di Cordelia di gennaio 26

Foto Simone Galli

La scorsa settimana, nella serata inaugurale dal titolo Microteatro: Bluemonday abbiamo conosciuto BeiRicordi – «occupazione artistica temporanea che cambia forma ogni giorno» – promossa da Anomalia Teatro che ha scelto stavolta, e non a caso, il Teatro Basilica. Ogni serata, una diversa curatela e diverse compagnie, interpreti, artisti e artiste che si dividono la scena decidendo singolarmente come abitare lo spazio tra palco, platea e regia, a turni di tre orari (20-21-22). Una sorta di open mic teatrale che per forma e contenuto, e risposta del pubblico, ci è sembrato molto accattivante e curato nella selezione delle proposte. A cura di Silvia Ignoto e Emma Quartullo, quella di lunedì 12 è stata una serata di «microteatro itinerante» con un evidente fil rouge: come indagare la sparizione e l’assenza? Cosa rimane del passaggio, benevolo o malevolo, di qualcuno o qualcosa? Le pulsazioni elettroniche di Riccardo Vanya Sturno ci fanno entrare nel paesaggio immersivo e languido di Canti per Fantasmi di Giuliano Bruzzese e Lorenzo Fochesato interpreti di due ragazzi, amanti, spariti nel nulla in fila alla cassa del supermercato che si interrogano sulla fine, sul perché le cose quando finiscono, non finiscono e basta; Don’t try this at home è una divertente parentesi di wrestling in cui il wrestler (Andrea Dante Benazzo) lotta contro un avversario fantasma in un grottesco single match regolato da un arbitro (Ciro Borelli); Capelli di Sante di Lana, già visto in un altro contesto viene qui ridotto alla sequenza cantata e suonata, in cui i fantasmi di una notte sventurata per la protagonista riappaiono al telefono in tutta la loro invadenza; a chiudere la serata, I morti restano monologo “casalingo” sulla morte del nonno, scritto e interpretato dal Premio Ubu Francesca Astrei che, pur rischiando di cadere nella retorica dell’autofiction, firma e interpreta un pezzo di acume, tenerezza e maturità teatrale. (Lucia Medri)

Visto al Teatro Basilica: con F.Astrei, A.D. Benazzo e C. Borelli, G. Bruzzese e L. Fochesato e Sante Di Lana a cura di S.Ignoto e E. Quartullo. Foto di Simone Galli

Cordelia, gennaio 2026

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Lucia Medri
Lucia Medri
Giornalista pubblicista iscritta all'ODG della Regione Lazio, laureata al DAMS presso l’Università degli Studi di Roma Tre con una tesi magistrale in Antropologia Sociale. Dopo la formazione editoriale in contesti quali agenzie letterarie e case editrici (Einaudi) si specializza in web editing e social media management svolgendo come freelance attività di redazione, ghostwriting e consulenza presso agenzie di comunicazione, testate giornalistiche, e per realtà promotrici in ambito culturale (Fondazione Cinema per Roma). Nel 2018, vince il Premio Nico Garrone come "critica sensibile al teatro che muta".

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