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HomeCordelia - le RecensioniL'ISOLA DEI CICCIONI FELICI (di Andrea Mattei)

L’ISOLA DEI CICCIONI FELICI (di Andrea Mattei)

Questa recensione fa parte di Cordelia di gennaio 26

Se ci fosse un’isola, un posto lontanissimo ed esotico, dove poter essere sé stessi senza incorrere nel giudizio altrui? Se in questa potessimo esporre il nostro corpo con tutte le imperfezioni che si porta ed essere lo stesso felici? Ecco, quel posto c’è, si chiama Nauru, un piccolo paradiso di mare disperso in Polinesia, nel mezzo dell’Oceano Pacifico; lo racconta Andrea Mattei nel suo L’isola dei ciccioni felici, tentativo di offrire un monologo ironico sulla percezione dell’immagine altrui, per come emerge nell’evidenza della superficie. La narrazione di Mattei è polifonica, nel suo racconto autoironico riverberano gli sguardi degli altri, la percezione di sé al cospetto del giudizio, una voce interna – udibile in voice off – che resta compressa mentre il signor O, come lui stesso definisce il proprio personaggio, offre un corpo non conforme al verdetto dell’impressione estetica. La ricerca della taglia dell’abito, le azioni quotidiane impedite dall’obesità, la fruizione del mondo non “a misura” del suo corpo, tutto spinge il signor O a immaginare, desiderante, il viaggio per Nauru, dove finalmente poter essere in tutta la sua propria natura. La scelta di Mattei, oltre che attraverso la narrazione, è quella di convogliare lo sguardo del pubblico, spesso chiamato in causa, su un’atmosfera circense data dalla musica, dal trucco, e su alcune parti in cui il mimo riporta a un certo gusto da varietà o da gag comica del cinema muto e la danza offre allo sguardo quel contrasto intimo tra costrizione e liberazione del corpo. Tuttavia, nonostante il tema fin dalla presentazione a Scenario avesse destato attenzione, sembra esserci ancora un dosaggio del ritmo poco preciso e soprattutto l’estensione a spettacolo completo a nostro avviso ha depotenziato il tema, non offrendo con chiarezza un buon equilibrio tra le parti sceniche e così privando la drammaturgia complessiva di solidità. (Simone Nebbia)

Visto a Spazio Diamante. Crediti: di e con Andrea Mattei; assistenza e luci Massimo Giordani; movimenti di scena Marta Vergani; scenografia Simona Campisi e Lorenzo Fedi; costume Anna Chiara Capalbi; musica e sonoro originali Chiara Troiano; produzione Teatrino dei Fondi, Accademia Perduta/Romagna Teatri; con il sostegno di Scenario ETS e Teatro Due Mondi – Residenza per artisti nei territori, Faenza

Cordelia, dicembre 2026

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Simone Nebbia
Simone Nebbia
Professore di scuola media e scrittore. Animatore di Teatro e Critica fin dai primi mesi, collabora con Radio Onda Rossa e ha fatto parte parte della redazione de "I Quaderni del Teatro di Roma", periodico mensile diretto da Attilio Scarpellini. Nel 2013 è co-autore del volume "Il declino del teatro di regia" (Editoria & Spettacolo, di Franco Cordelli, a cura di Andrea Cortellessa); ha collaborato con il programma di "Rai Scuola Terza Pagina". Uscito a dicembre 2013 per l'editore Titivillus il volume "Teatro Studio Krypton. Trent'anni di solitudine". Suoi testi sono apparsi su numerosi periodici e raccolte saggistiche. È, quando può, un cantautore. Nel 2021 ha pubblicato il romanzo Rosso Antico (Giulio Perrone Editore)

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