Questa recensione fa parte di Cordelia di novembre 25

Il caos. Non è semplicemente l’opposto dell’ordine. Se così fosse sarebbe tutto più facile da distinguere e gestire. E ciò è vero soprattutto quando il caos e l’ordine riguardano non solo l’esterno delle nostre vite, ma tutte le emozioni e i pensieri interni che nascono dall’incontro/scontro con gli eventi della vita. Sul palco del Teatro Basilica, per la Rassegna Pallaksch (produzione marchigiana under 35), questa considerazione si è imposta, profonda e globale, di fronte al divertente Tremenda insufficienza dei nostri cuori, di e con Arianna Primavera. Si fa largo tra scatoloni e oggetti sotto la plastica, questa donna in abito nero elegante e tacco alto, trascina un passo appesantito in verticale, tra fondo scena e proscenio, portando con sé ogni volta oggetti che esplicitano la sua manifestazione del disagio e certe riflessioni eccentriche sull’esistenza. C’è una sofferenza nella sua quotidianità, ma lei stessa forse non saprebbe dirne la natura in modo così limpido: il rapporto con i genitori non funziona, soprattutto con un padre talvolta aleatorio, rimpiange un amore che ha distrutto, non trova – e forse non cerca – lavoro, cova ansie e disturbi di vario genere, abusa di tutto quanto si possa abusare, più di tutto di sé stessa. Durante il flusso del racconto la scena si carica di segni, le azioni si fanno ipertrofiche perché sia accentuato quel certo disequilibrio, il caos si prende l’intero spazio ed enfatizza dunque il legame con il caos interno al personaggio. Primavera, con una scrittura drammaturgica convincente, incarna una donna che non riesce a mediare la propria relazione con il mondo, ogni suo gesto è portato all’estremo (letteralmente, sulla scena): pesta a sangue uno psicoterapeuta, beve passata di pomodoro dal barattolo, se la versa tra i capelli, si accascia per fare pipì in una scatola, mastica una sigaretta perché non sembri che voglia fumarla, apre quattro birre in bottiglia e beve da ognuna, senza finirne alcuna; eppure, nonostante nello spazio esploda ogni elemento, il merito di Primavera è gestirlo con piena misura, inserire ogni nota stonata in questa partitura debordante su ciò che siamo e che, a volte, non siamo. (Simone Nebbia)
Visto al Teatro Basilica. Crediti: di e con Arianna Primavera










