Questa recensione fa parte di Cordelia di dicembre 25

Non un’antologia, ma un archivio vivente di dodici brevi componimenti di Harold Pinter, “cortometraggi” solo in apparenza autonomi, che in Sketches & Short Plays si saldano in un unico organismo nervoso entro cui l’opera dell’autore inglese si riconosce. È l’officina pinteriana allo stato puro: dirigenti e impiegati intrappolati nell’assurdo produttivo di Trouble in the Works; l’incomunicabilità tra centralinista e tassista di Victoria Statio; le coppie di Night e Problem, dove memoria e logica diventano strumenti di un dominio sottile; gli interrogatori senza volto di New World’s Order e le dichiarazioni autoreferenziali di Press Conference, in cui il potere si espone come enunciazione astratta o le voci sommerse di Voices in the Tunnel fino alla leggerezza solo apparente di Girls. Maurizio Schmidt attraversa questo materiale raro senza l’intenzione di ordinarlo o imporre un disegno gerarchico, ma lasciando che le figure, i tic linguistici e le ossessioni migrino da un frammento testuale all’altro, componendo un continuum drammaturgico che va dagli anni Cinquanta alla tarda stagione politica dell’autore e come se ogni corto contenesse in nuce l’intero teatro pinteriano. La musica dal vivo di Francesco Longhini agisce come controcanto sotterraneo, semplice, ritmica e divertente segue l’alternarsi dei corti mentre Gaetano Franzese, Lucrezia Mascellino e Claudio Pellegrini attraversano questo paesaggio pinteriano e umano con una recitazione febbrile e coinvolgente, restituendo alla parola dell’autore la sua opacità originaria e il suo referente sotteso di minaccia. Se la frammentazione scelta da Schmidt rischia talvolta la saturazione, è proprio in questa densità che lo spettacolo trova coerenza: Sketches & Short Plays non ordina Pinter, lo lascia proliferare, componendo un teatro distillato dalla minaccia, dalla comicità che graffia e dalla parola che si rivela indiscutibile dispositivo di controllo. (Andrea Gardenghi)
Visto al Teatro Out Off di Milano. Crediti: di Harold Pinter, traduzione di Alessandra Serra. con Gaetano Franzese, Lucrezia Mascellino, Claudio Pellegrini, musica dal vivo Francesco Longhini, luci Massimo Guarnotta, spazio scenico Federico Fé d’Ostiani, organizzazione Marta Ceresoli, regia Maurizio Schmidt, produzione Teatro Out Off, Farneto Teatro, Bas










