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QUIVER (di Lara Guidetti)

Questa recensione fa parte di Cordelia di novembre 25

Codici a barre sui blazer incolore, braccia ricoperte di nero catrame e, tutto intorno, una distesa di gabbiani inerti sul tavolato duro del palcoscenico. Sono posticci, senza ombra di dubbio, ma nella piega innaturale del collo, nelle ali schiuse intorno ai loro corpicini piumati, c’è del tragico. La tragedia di essere solo un numero, una vittima nel ventre di una grande macchina che divora, annienta. I performer si esibiscono per noi, investono tutte le loro forze ed energie per compiacerci, sedurci. Scendono dallo stesso palco e ci ringraziano, ad uno ad uno, per essere lì, per dar loro da mangiare. Matrici anche loro, piccole rotelle che si incastrano in un meccanismo più grande di quanto sia possibile concepire a occhio nudo e che, girando, muovono quel grande corpo ormai meccanizzato che è lo spettacolo dal vivo. La logica che vige è all’apparenza molto semplice: mercifichi la tua arte, e mangerai, nutrirai il mostro che forse ti ricompenserà. Dalla tensione sottile dei corpi cresce un’insofferenza sempre maggiore, un’indolenza che si fa protesta. Dalla loro faretra metaforica, gli artisti incoccano una freccia e la spediscono lontano. Non importa la direzione, se andrà a segno o meno. Ciò che conta davvero è che il loro gesto sia chiaro, la traiettoria ben visibile, che siano state proprio le loro, quelle mani unite nel gesto, a scoccare la freccia. Il progetto di Lara Guidetti, nato dalla collaborazione con la compagnia Sanpapié e l’Improdance Festival di Istanbul, conosce un fallimento parziale, dovuto all’impossibilità dei danzatori selezionati di superare barriere burocratiche e giungere in Italia in vista della prima nazionale. Ma è da quell’impedimento che scaturisce il tema portante, la libertà di circolazione limitata delle persone che, rispetto a un’anonima merce prodotta in serie, restano ancorate alla terra da una serie di vincoli. Su una spiaggia ipotetica, i performer dispongono i corpi delle gabbianelle in fila. Riprendono a ringraziare il pubblico, che li soffoca con il fragore degli applausi. In fondo fa scomodo, udire il prezzo dell’arte. (Letizia Chiarlone)

Visto al Teatro della Tosse Festival Resistere e Creare. Regia e Coreografia Lara Guidetti Danza Gabriel Interlando, Erika Di Mauro, Tejaswini Dilip Loundo, Jesús Andrés Rea López Assistente alla coreografia e consulente creativo Fabrizio Calanna Elaborazioni sonore e musiche originali Marcello Gori e scene Maria Barbara de Marco Assistente costumi e scene Cecilia Ferrero Una produzione SPaCCa/ Sanpapié Con il contributo di Ministero della Cultura Regione Emilia-Romagna – Legge Regionale 13/99 Comune di Milano – Attività di spettacolo a carattere continuativo NEXT – Laboratorio delle idee per la produzione e la programmazione dello spettacolo lombardo Con il supporto di Improdance FestivalAkbank Sanat Marche Teatro Inteatro / Polverigi Festival Resistere e Creare – Fondazione Luzzati Teatro della Tosse

Cordelia, novembre 2025

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