Questa recensione fa parte di Cordelia di novembre 25
Dire, pensare, “Per sempre” ha a che fare davvero con la speranza che un amore sopravviva alla vita oppure c’è qualcosa che riguarda la forza propulsiva dell’attimo, quell’esplosione che è metallo rovente sulla pelle e che rimarrà impressa come una cicatrice? Ė incontenibile l’amore che prova Giovanni Testori per Alain Toubas, un sentimento purissimo e pieno di eros allo stesso tempo; bastano pochi minuti per capirlo, basta qualche momento di questo Per sempre, visto al Teatro delle Moline e prodotto dagli svizzeri del Lac con la regia e interpretazione di Alessandro Bandini. Uno schermo sulla destra in cui appaiono, avanti e indietro nel tempo, le date di una selezione tra le migliaia di lettere spedite dallo scrittore milanese, poco spostato sulla sinistra Bandini con i piedi puntati in terra: come se avesse i chiodi, per far esplodere l’energia tutta nella voce e nella parte superiore del corpo, l’attore è un albero e l’amore di cui parla Testori fiorisce sui i suoi rami, su tutta la sua umanissima corteccia. Dalla collaborazione con Alessandro Sciarroni, Bandini eredita probabilmente questo immobilismo statuario degli arti inferiori e l’eleganza tipica di certe apparizioni del coreografo: pantaloncini corti, lunghi calzini, la camicia bianca a quadretti, la cravatta verde; all’inizio, prima che arrivi la fatica e il sudore, c’è anche una giacca scamosciata. Un lavoro (in collaborazione con Ugo Fiore come dramaturg) che è una sorpresa incredibile, un’esplosione poetica e teatrale, una prova d’attore incontenibile che ha il coraggio di raccontare l’amore senza confini attraverso solo le lettere inviate dallo scrittore: alcune sono cortissime e contengono un saluto o informazioni pratiche altre sono esaltazioni poetiche del sentimento. Ad ascoltarle tutte si nota anche l’evoluzione del rapporto, il passaggio dal voi al tu, l’immaginario sensuale che si fa esplicito. E poi c’è l’attesa per le risposte e una sottile ironia – sulla quale amabilmente si destreggia Bandini – per il parossismo delle immagini utilizzate. È una grande corsa, di cui vediamo la fatica, fino all’arrivo dei Trionfi, in cui cui il poema esplode come un potente orgasmo. (Andrea Pocosgnich)
Visto al Teatro delle Moline. testi tratti da lettere e cartoline inedite di Giovanni Testori ad Alain Toubas I Trionfi di Giovanni Testori dediche private di Giovanni Testori ad Alain Toubas ideazione, drammaturgia e creazione Alessandro Bandini con Alessandro Bandini dramaturg Ugo Fiore sguardo esterno Alessandro Sciarroni
coaching Tindaro Granata consulenza spazio scenico Giulia Pastore disegno luci Elena Vastano styling Ettore Lombardi
consulenza musicale Federica Furlani tecnico luci, audio e video Alessandro Di Fraia produzione LAC Lugano Arte e Cultura in coproduzione con Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, CTB Centro Teatrale Bresciano, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale in collaborazione con Casa Testori, Institut Culturel Italien de Paris, La Corte Ospitale di Rubiera con il sostegno di Inteatro Residenze, Fondazione Armunia foto di Masiar Pasquali










