HomeCordelia - le RecensioniOLTRE LE NUVOLE, IL CIELO (di Gabriele Cicirello)

OLTRE LE NUVOLE, IL CIELO (di Gabriele Cicirello)

Questa recensione fa parte di Cordelia di novembre 25

Gate di un aeroporto: sei persone sono in attesa di imbarcarsi, quando un blackout fa piombare lo spazio e il tempo in un inverosimile e claustrofobico stallo, e si fa buio. O forse luce? L’impossibilità di seguire il flusso frenetico degli impegni permette ai sei, a turno, come fossero tutte e tutti nel loro personale sogno lucido, di dare espressione ai loro traumi: all’apertura di ogni valigia corrisponde così un mondo sommerso, sistemato ordinatamente (come i Tupperware di vetro o il velo da sposa) che viene svuotato. Quelle di Oltre le nuvole, il cielo visto allo Spazio Diamante, sono storie di sopraffazione e bullismo, di desideri inesauditi, di violenza ma anche di nostalgia e di famiglie, raccontate coralmente da Eleonora Cerroni, Alice Generali, Valentina Lamorgese, Antonio Muro, Michele Ragno e Beatrice Vento. La meticolosa grazia di Michele Ragno apre lo spettacolo e incide con sobrietà sulla prova attorale dell’intero cast riequilibrandola con nitore: le sue battute sono dette con nettezza nelle sfumature ironiche, la gestualità, soprattutto all’inizio, è magnetica, e la postura non è mai scomposta. La successione dei soliloqui possiede un ritmo complesso, a volte fatto di tempi lunghi e silenzi, altre di caos, e ciascuna scena è “colorata” da oggetti appartenenti a quella storia e a quel personaggio. I toni interpretativi tendono invece a sporcarsi nei picchi drammatici, tanto da eccedere nell’affresco di un Sud stereotipato, e gridato, già diventato di maniera. Gabriele Cicirello, autore e regista, riconoscibile anche per alcuni ruoli nel cinema e nelle serie tv, afferma nelle note che la sua è «la volontà e il desiderio di lanciare allo spettatore dei messaggi che possano lasciare dei residui sui quali riflettere». Se però poi, verso il finale, è lo spettacolo stesso ad affidare a uno dei personaggi lo “spiegone” di quanto è stato visto finora, perché il pubblico dovrebbe allora credere a un teatro che in questo modo fa vacillare il patto che vige tra la platea e il palcoscenico? È proprio in quei «residui» che sta la relazione, in quello che viene disseminato, e non spiegato, e che prescinde, anche, dalle finalità registiche. (Lucia Medri)

Visto allo Spazio Diamante: scritto e diretto da Gabriele Cicirello, costumi Giulia Santoro, aiuto regia Irene Paloma Jona, con Eleonora Cerroni, Alice Generali, Valentina Lamorgese, Antonio Muro, Michele Ragno e Beatrice Vento, produzione Beat Switchlab, foto Chiara Quartararo

Cordelia, novembre 2025

Telegram

Iscriviti gratuitamente al nostro canale Telegram per ricevere articoli come questo

Lucia Medri
Lucia Medri
Giornalista pubblicista iscritta all'ODG della Regione Lazio, laureata al DAMS presso l’Università degli Studi di Roma Tre con una tesi magistrale in Antropologia Sociale. Dopo la formazione editoriale in contesti quali agenzie letterarie e case editrici (Einaudi) si specializza in web editing e social media management svolgendo come freelance attività di redazione, ghostwriting e consulenza presso agenzie di comunicazione, testate giornalistiche, e per realtà promotrici in ambito culturale (Fondazione Cinema per Roma). Nel 2018, vince il Premio Nico Garrone come "critica sensibile al teatro che muta".

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Pubblica i tuoi comunicati

Il tuo comunicato su Teatro e Critica e sui nostri social

ULTIMI ARTICOLI

Sala dei Giganti sold out per VOCES8: trionfo per l’unica data...

Sabato 17 gennaio, a Padova, tutto esaurito e ovazioni per l’unica data in Veneto dell’ensemble vocale britannico, ospite di Musikè, la rassegna di musica,...

 | Cordelia | gennaio 2026