HomeCordelia - le RecensioniI'M NOT A HERO (di e con Faustino Blanchut e Kevin Blaser)

I’M NOT A HERO (di e con Faustino Blanchut e Kevin Blaser)

Questa recensione fa parte di Cordelia di novembre 25

Non siamo eroi. Non indossiamo tutine attillate, con mantelli svolazzanti nella dolce brezza e non spicchiamo il volo saltellando da un grattacielo all’altro. Ma che cos’è un eroe e perché non lo siamo? È questa la domanda a cui provano a rispondere Faustino Blanchut e Kevin Blaser nel loro spettacolo. La narrazione è inframmezzata, sospesa tra la ricerca di una sedia in mezzo al pubblico e una tanica di benzina ricolma d’acqua che a intervalli regolari viene svuotata sul telo cerato nero che riveste lo spazio concentrico designato a palcoscenico. Un uomo sta pescando in riva a un fiume. Fa freddo, piove, e non sa come trovare della legna asciutta per cucinare la trota che ha appena pescato, quando intravede un uomo sotto il ponte. Non sa nulla di questa persona, eppure in sé nasce l’impulso di condividere il pescato con lei, di invitarla a casa. Dall’altra parte, l’individuo sotto il ponte era partito di casa con l’intento di andare all’avventura, e si era trovato senza soldi per prendere un biglietto del bus per rientrare. Si avvicina per chiedergli cinque euro. Se ne trova cinquanta in mano. Scatta l’incomprensione, e il pescatore ritorna a casa con la consapevolezza che il suo moto compassionevole è stato oggetto di un raggiro, mentre il vagabondo è furibondo per non essere riuscito a farsi capire, nell’illusione di aver trovato un’anima affine. O forse, nulla di tutto questo è accaduto, e i due non si sono mai parlati, per una mancanza di coraggio reciproca nel rivolgersi la parola. Costante è l’interazione con gli spettatori, disposti circolarmente rispetto alla scena, e che in qualche modo sono costretti a relazionarsi con i performer e tra loro, anche solo per scusarsi di aver urtato il vicino. Blanchut e Fraser riportano al teatro quel senso di condivisione che gli appartiene e che ancora oggi spinge gli spettatori a sedersi in sala. E magari non ci sogneremo di portare il nostro vicino di posto a casa nostra, o a chiedergli dei soldi, ma forse, questa volta, gli domanderemo che cosa sia per lui, un eroe. (Letizia Chiarlone)

Visto al Teatro della Tosse. Festival Resistere e Creare CREDITI Di e con Faustino Blanchut e Kevin Blaser Regia: Antoine Zivelonghi Musica: Cedric Blaser Disegno luci: Marzio Picchetti Scenografia e Costumi: Amelia Prazak Produzione: Fluctus Coproduzione: PREMIO – Premio d’incoraggiamento per le arti sceniche, LAC Lugano Arte e Cultura Con il sostegno di: Repubblica e Cantone Ticino DECS, Percento Culturale Migros, Stanley Thomas Johnson Stiftung, Città di Lugano, Fondazione degli artisti interpreti SIS, Oertli Stiftung,La Mobiliare, Jürg George Bürki-Stiftung Residenze di creazione sostenute da: Fabriktheater – Rote Fabrik, Accademia Teatro Dimitri, Fondazione Claudia Lombardi per il teatro, Théâtre du Loup, Gessnerallee, Kaserne Tournée all’estero sostenute da: Pro Helvetia – Fondazione Svizzera per la C Partner di distribuzione da: Zona’B Premi e riconoscimenti: Progetto vincitore – PREMIO – Premio d’incoraggiamento per le arti sceniche 2023

Cordelia, novembre 2025

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Letizia Chiarlone
Letizia Chiarlone
Classe 2001, è studentessa di Lettere, indirizzo Musica e Spettacolo, presso l'Università di Genova. Comincia ad avvicinarsi alla critica teatrale nel 2023, accolta nell'aia dell'Oca Critica. Nel giugno 2024 partecipa al laboratorio di critica teatrale diretto da Andrea Porcheddu con Roberta Ferraresi presso la Biennale Teatro. Nell'agosto dello stesso anno prende parte al workshop di critica teatrale di Teatro e Critica condotto da Andrea Pocosgnich nel contesto del Festival Orizzonti di Chiusi. Collabora con Teatro e Critica da ottobre 2024.

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