Questa recensione fa parte di Cordelia di novembre 25
Il Teatro postaggio da un milione di dollari è uno spettacolo di cui francamente non si comprende l’urgenza e lo scrivo consapevole del rischio memificazione di queste parole in una delle prossime repliche. È andato in scena al Teatro Basilica, all’interno della rassegna di Pallaksch (la compagnia produttrice) e l’intento sperimentale del progetto è quello di lavorare attorno al teatro digitale facendo cortocircuitare il ”palcoscenico” del nostro smartphone e quello fisico del teatro. Si sta tutti insieme in platea infatti ma con gli smartphone attivi su un gruppo Telegram (si veda il radicalissimo esempio di Babilonia Teatri di qualche anno fa). La trama vorrebbe La guerra di Goldoni, tra telefono e palcoscenico, ma qualcuno si mette di traverso e sullo schermo comincia ad apparire di tutto, una guerra appunto: immagini, meme, video, battute. Buona parte del pubblico ride, io combatto quasi sempre con la noia: anche gli attori e le attrici, quando sono in carne ed ossa in scena devono comunque sottoporsi alla macchinosa pratica di fotografarsi e inviare al gruppo le immagini rappresentando così le scene goldoniane come in frammenti da fotoromanzo. Tutto distrugge tutto, il demenziale si mangia qualsiasi cosa quando alla platea viene lasciata la possibilità di rispondere alla pioggia di meme, ma la risata vera si smorza in gola. Nello spettacolo scritto da Pier Lorenzo Pisano e diretto da Giacomo Liliù (selezionato da Residenze Digitali 2023 e andato in scena anche a Ref24) non si va oltre la meta riflessione e non basta il tentativo del suggestivo monologo finale recitato dal regista in mutande sul palcoscenico; qui la scrittura di Pisano, finalmente sfruttata nelle sue migliori qualità, riflette sulla fine del pianeta terra. Il canale telegram rimarrà aperto anche dopo la fine accogliendo ulteriori input (e qualche critica velata o meno), ma tutto ha la densità del chiacchiericcio social, non si va oltre il rumore bianco, e invece sarebbe arrivato il momento di trovare i modi per costruire nuovi immaginari. (Andrea Pocosgnich)
Visto al Teatro Basilica:ideazione, curatela performativa Giacomo Lilliù curatela drammaturgica Pier Lorenzo Pisano cast attoriale (in rotazione) Federica Dordei, Lorenzo Guerrieri, Giacomo Lilliù, Arianna Primavera, Daniele Turconi cast memetico (in rotazione) Giulio Armeni, Davide Palandri, Piastrelle sexy, Daniele Zinni, Loren Zonardo produzione: Pallaksch progetto realizzato con il sostegno di Inteatro Residenze, Gruppo della Creta & TeatroBasilica con il contributo di MiC con il patrocinio del CIRCe (Università di Torino) sostenuto con la fellowship FONDO Network per la creatività emergente 2022 sviluppato da Santarcangelo Festival con AMAT, Centrale Fies, ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione, Fabbrica Europa, I Teatri di Reggio Emilia, L’arboreto-Teatro Dimora | Centro di Residenza Emilia-Romagna, Operaestate Festival Veneto / CSC Centro per la Scena Contemporanea, Ravenna Teatro, Teatro Pubblico Campano, Teatro Pubblico Pugliese, TSU Teatro Stabile dell’Umbria, Triennale Milano Teatro vincitore RESIDENZE DIGITALI 2023 a cura di Centro di Residenza della Toscana (Armunia–CapoTrave/Kilowatt), in collaborazione con AMAT, Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’arboreto-Teatro Dimora / La Corte Ospitale), C.U.R.A.–Centro Umbro Residenze Artistiche (La Mama Umbria Umbria International–Gestioni Cinematografiche e Teatrali/ZUT–Centro Teatrale Umbro–Micro Teatro Terra Marique–Indisciplinarte), Fondazione Piemonte dal Vivo–Lavanderia a Vapore, Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, Zona K ringraziamento speciale: MALTE










