Questa recensione fa parte di Cordelia di novembre 25

Partiva dal naso, da quell’effluvio floreale e cipriato che titillava le narici e si diffondeva intorno a noi, e non solo: forte era la traccia olfattiva sul bordo del lettore VR che siamo stati invitati a indossare per questa performance installativa. Ricostruito in digitale, un albero dalle folte radici allentava la sua presa al suolo e schiudeva i segreti del ventre materno della Terra. Osservatori ormai troppo coinvolti per tirarci indietro, affondavamo nelle profondità, sempre più giù, in una cava sotterranea.
L’idea di partenza, ha spiegato la direttrice creativa Maura Di Vietri, era quella di raccontare il viaggio sciamanico di cui ha fatto esperienza e che l’ha portata a scoprire la natura del suo animale guida. Infatti, il corpo della performer, ricostruito in 3D, si interfacciava con diversi animali, copiandone le movenze. L’esplorazione in sé avveniva a 360 gradi, spingendo lo spettatore a voltarsi prima a destra, poi a sinistra, fino a compiere una torsione su sé stesso pur di intravedere la scena alle sue spalle. Eppure, solo con l’arrivo della civetta è accaduto qualcosa di straordinario, e il corpo della donna si è dotato di ali dorate che l’hanno portata in alto, sempre più in alto, mentre l’albero risigillava le sue radici. Tolto il visore, di fronte a noi, dandoci le spalle, si trovava una performer in carne e d’ossa. La tutina color carne era percorsa da striature create da vernici fluorescenti che ripercorrevano il flusso del suo stesso reticolo di vene sotto la superficie della pelle. Le braccia si tendevano come ali che si sgranchiscono, un senso di leggerezza la legava a doppio filo all’animo di quella civetta che, per quanto non potesse permetterle di spiccare il volo, la faceva sentire libera, leggiadra. L’apparente semplicità con cui il processo mentale della meditazione guidata era stato tradotto per i nostri occhi, permettendoci di vedere attraverso quelli di Maura il processo a cui si è sottoposta, ci rendeva inevitabilmente partecipi di un’intimità spirituale. E, forse, desiderosi di scavare nelle nostre stesse radici. (Letizia Chiarlone)
Visto al Teatro della Tosse. Festival Resistere e Creare Creative Director & Performer Maura Di Vietri Choreography Maura Di Vietri | Ivan Taverniti Narrator Aurora Camilli Music by Luca Maria Baldini Light by Isadora GiuntiniA Production of Fattoria Vittadini In collaboration with Scuola Mohole Progetto finanziato nell’ambito del PNRR– Next Generation EU FLUX VR EXPERIENCE Programmer Alessandro Pregnolato | Isadora Giuntini (Real Again) Project Manager Enrica Paltrinieri Project Coordinators | Art Directors – Elena Accenti | Giulia Ferrando | Alessandro Galimberti | Enrica Paltrinieri Characters & Concept Art Supervisor Gloria Martinelli Preproduction creatures animation Supervisor Cristian Neri











