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EDIPUS. TRENT’ANNI DOPO (di G. Testori, regia F. Tiezzi)

Questa recensione fa parte di Cordelia di novembre 25

Trent’anni dopo è il sottotitolo che accompagna il ritorno in teatro dell’Edipus di Lombardi/Tiezzi, messo in scena per la prima volta a Firenze nel 1994. «Quante volte ci siamo chiesti, dopo tanto tempo, dopo tanta vita, cosa ci direbbe ora quell’allora. Ed eccomi ora, qui, a interpretare di nuovo lo scarrozzante di Testori»: Sandro Lombardi, già inchiavardato sul trono e nel costume di Laio, si appresta così ad aprire lo spettacolo, evanescente come un’ombra nella semioscurità crepuscolare di Sala Melato. Ed Edipus, ultimo atto della Trilogia degli Scarrozzanti scritto da Giovanni Testori nel 1977, è effettivamente un testo di fantasmi, in cui l’attore protagonista è costretto a recitare da solo il dramma sofocleo, dopo essersi visto abbandonare dal primo attore, cooptato in una compagnia di cabaret, e dalla prima attrice, ormai sposata con un mobiliere di Meda. I loro costumi – un abito talare, un vestito da sera bianco, un collare di volpe – infestano la scena assieme alla rappresentazione fiorentina del 1994: non si può fare a meno, infatti, di immaginarla, mentre Lombardi si fa largo tra le scenografie di un tempo e ora imbolsisce la voce come Laio, ora la effemmina come Giocasta, ora la ispessisce come Edipo, e racconta – nelle vesti di uno Charlot aspro, candido, buffo – la fine solitaria di uno scarrozzante, trascinando con gesti cauti e lenti il mito classico nella “latrina teatralica” testoriana. «Porto in scena non soltanto quelle parole, ma anche la gioia, la paura, l’azzardo di un corpo diverso, di una fatica maggiore. Porto in scena quella lontananza, simile alla luce di certe stelle di cui non sappiamo se siano già morte o se splendano ancora, più intense di prima». L’avvertimento del tempo trascorso fonde, allora, le vicende degli scarrozzanti con quelle della compagnia Lombardi/Tiezzi, tenute in controluce fino al termine dello spettacolo, quando le foto di scena di trent’anni fa, proiettate, contrappuntano la dedica con cui si era chiusa l’introduzione: «Alla memoria della nostra giovinezza, dedico questo Edipus. Trent’anni dopo». (Matteo Valentini)

Visto al Piccolo Teatro. Di Giovanni Testori. Uno spettacolo di Federico Tiezzi e Sandro Lombardi, con Sandro Lombardi e Antonio Perretta, regia Federico Tiezzi, scene Pier Paolo Bisleri, costumi Giovanna Buzzi, luci Gianni Pollini regista assistente Giovanni Scandella, produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi in collaborazione con Fondazione Teatri di Pistoia e Associazione Giovanni Testori, con il sostegno del Comune di Firenze, Regione Toscana e MiC

Cordelia, novembre 2025

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Matteo Valentini
Matteo Valentini
Matteo Valentini ha conseguito una laurea in Letterature moderne e un dottorato in Storia dell’arte contemporanea presso l’Università degli studi di Genova. È tra i fondatori dell’Oca – Osservatorio Critico Autogestito, webzine di critica teatrale, e collabora anche con Hystrio e Teatro e Critica. È docente di ruolo di Italiano e Storia presso il Convitto Nazionale Longone di Milano.

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