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COME FANNO LE ARAGOSTE (Lesibù)

Questa recensione fa parte di Cordelia di dicembre 25


Situazione di partenza di Come fanno le aragoste, spettacolo firmato Lesibù allo Spazio Diamante: Sole e Nora aspettano in un Autogrill presso Roma una ex compagna di scuola, Nina, che non vedono da 15 anni; devono partire per un baby shower in Lombardia di una coppia formata da altri due ex compagni. Sole (Giulia Fiume) è una dirigente d’azienda, dura e razionale; Nora (Francesca Anna Bellucci) una influencer divenuta tale perché vedova e che ora si occupa di make-up, svampita e un po’ labile nelle relazioni; Nina (Lara Balbo) – un tempo sovrappeso e ora magra, ma incinta – è una counselor spirituale, una fricchettona che inala psicotropi e predica amore libero. Il punto di raccolta, l’Autogrill, è rappresentato dall’auto per il viaggio, una struttura metallica che la simula attraverso i fari, che ha un retro rotante con tre bagni sporchi e ricoperti di scritte. È lì che le due vedranno arrivare la terza, nel luogo che diventerà magicamente – e incomprensibilmente – teatro di tutti i risvolti successivi: i litigi per il bullismo di un tempo, le invidie antiche, scontri mai affrontati né sopiti. Eppure, si dovrebbe andare. Ma c’è sempre un motivo per non partire: una ruota bucata, uno svenimento, una telefonata improvvisa. Molti saranno gli snodi della trama che porteranno le tre a rivivere il passato e scontrarsi con un presente di segreti e bugie. Fin qui tutto bene. Ma oltre quanto detto c’è davvero poco altro. Nel testo regna una confusione che rivela subito buchi ampi di drammaturgia, incongruenze in sequenza che la comicità ricercata dei dialoghi – che guarda verso la nuova comicità social dei vari Angioni, Le Coliche, Michelini, Redini, Balducci – non permette di dimenticare; la regia vive dello stesso caos, impacciati i movimenti, intangibile lo spessore dei tre personaggi che risultano un tratteggio di superficie. Lesibù – firma delle tre autrici, attrici, registe – compone uno spettacolo al limite con l’amatoriale, troppo leggero, al punto che infatti vola subito via. Il pubblico in sala ride, ride molto. Ne prendo atto. Ho pure controllato: nessuno è passato a fare il solletico in platea. (Simone Nebbia)

Visto allo Spazio Diamante. Crediti: con Giulia Fiume, Francesca Anna Bellucci, Lara Balbo; assistente alla regia Elena Cozzi e Giorgia Perelli; scene Fabiana Di Marco; costumi Mara Gentile; foto Pino Le Pera; post produzione audio Lorenzo Metelli e Davide D’angelo; testo e regia Lesibù

Cordelia, dicembre 2025

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Simone Nebbia
Simone Nebbia
Professore di scuola media e scrittore. Animatore di Teatro e Critica fin dai primi mesi, collabora con Radio Onda Rossa e ha fatto parte parte della redazione de "I Quaderni del Teatro di Roma", periodico mensile diretto da Attilio Scarpellini. Nel 2013 è co-autore del volume "Il declino del teatro di regia" (Editoria & Spettacolo, di Franco Cordelli, a cura di Andrea Cortellessa); ha collaborato con il programma di "Rai Scuola Terza Pagina". Uscito a dicembre 2013 per l'editore Titivillus il volume "Teatro Studio Krypton. Trent'anni di solitudine". Suoi testi sono apparsi su numerosi periodici e raccolte saggistiche. È, quando può, un cantautore. Nel 2021 ha pubblicato il romanzo Rosso Antico (Giulio Perrone Editore)

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