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ANZIAN PRODIGE (di e con Luisa Merloni)

Questa recensione fa parte di Cordelia di dicembre 25

foto di Francesco Colosimo

Luisa Merloni è al centro scena, con solo l’asta di un microfono eretta in mezzo alla scatola nera, che la separa dalla platea; le note di Eminem irrompono nel silenzio, anticipano il suo ingresso, vestita con una tuta sportiva blu elettrico a mimare mosse da rapper. Eccolo l’inizio di questo Anzian Prodige, che la stessa Merloni scrive e dirige, sul palco del Teatro Torlonia. E già il titolo, il cui ribaltamento sembra piuttosto eloquente, suggerisce un approccio che sarà ironico, ancor di più, autoironico, capace di mettere in contatto il corpo d’attrice e le intenzioni testuali che ne svilupperanno l’idea motrice; Merloni dunque si fa carico di sé stessa, perché questo le permetta di parlare a nome di tutte e tutti, usa il rapporto con il proprio corpo sopraggiunti i 50 anni, l’emergere dei segni dell’età che rende così insoddisfatti, l’incedere della nevrosi che fa impazzire avanti e indietro nel tempo a rimuginare del fatto che passa, il tempo, proprio mentre appunto, passa. Si pone fin da subito in dialogo con il pubblico, mostrando una ottima capacità di sostenere questa forma che guarda alla stand up comedy, ma che del teatro di parola ha invece la qualità di una composizione drammaturgica più evoluta, che metta a fuoco il tema e non lo perda mai di vista. Il racconto “esperienziale” di una donna cinquantenne che si guarda intorno ha il valore di rappresentare così sé stessa e le altre, o gli altri, perché pur trattando di temi femminili (come ad esempio l’arrivo della menopausa, i prodotti anti age, la condizione della donna nella società contemporanea), il riverbero di quanto detto investe l’essere umano come condizione universale, arrivando ad affrontare argomenti di interesse comune, come avere o non avere figli, l’eternità dell’adolescenza, “l’amore condominiale” (in risposta al poliamore o alla famiglia queer), l’elogio delle gattare come guide rivoluzionarie, infine giungendo a una scrittura visionaria molto intrigante che ipotizza lo scoppio di una guerra guidata dai centri anziani. Ecco, il ribaltamento è completo. Saremo pronti, una volta anziani, finalmente a ribellarci? (Simone Nebbia)

Visto al Teatro Torlonia. Crediti: di e con Luisa Merloni; produzione Bluemotion

Cordelia, dicembre 2025

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Simone Nebbia
Simone Nebbia
Professore di scuola media e scrittore. Animatore di Teatro e Critica fin dai primi mesi, collabora con Radio Onda Rossa e ha fatto parte parte della redazione de "I Quaderni del Teatro di Roma", periodico mensile diretto da Attilio Scarpellini. Nel 2013 è co-autore del volume "Il declino del teatro di regia" (Editoria & Spettacolo, di Franco Cordelli, a cura di Andrea Cortellessa); ha collaborato con il programma di "Rai Scuola Terza Pagina". Uscito a dicembre 2013 per l'editore Titivillus il volume "Teatro Studio Krypton. Trent'anni di solitudine". Suoi testi sono apparsi su numerosi periodici e raccolte saggistiche. È, quando può, un cantautore. Nel 2021 ha pubblicato il romanzo Rosso Antico (Giulio Perrone Editore)

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