Questa recensione fa parte di Cordelia di dicembre 25

Luisa Merloni è al centro scena, con solo l’asta di un microfono eretta in mezzo alla scatola nera, che la separa dalla platea; le note di Eminem irrompono nel silenzio, anticipano il suo ingresso, vestita con una tuta sportiva blu elettrico a mimare mosse da rapper. Eccolo l’inizio di questo Anzian Prodige, che la stessa Merloni scrive e dirige, sul palco del Teatro Torlonia. E già il titolo, il cui ribaltamento sembra piuttosto eloquente, suggerisce un approccio che sarà ironico, ancor di più, autoironico, capace di mettere in contatto il corpo d’attrice e le intenzioni testuali che ne svilupperanno l’idea motrice; Merloni dunque si fa carico di sé stessa, perché questo le permetta di parlare a nome di tutte e tutti, usa il rapporto con il proprio corpo sopraggiunti i 50 anni, l’emergere dei segni dell’età che rende così insoddisfatti, l’incedere della nevrosi che fa impazzire avanti e indietro nel tempo a rimuginare del fatto che passa, il tempo, proprio mentre appunto, passa. Si pone fin da subito in dialogo con il pubblico, mostrando una ottima capacità di sostenere questa forma che guarda alla stand up comedy, ma che del teatro di parola ha invece la qualità di una composizione drammaturgica più evoluta, che metta a fuoco il tema e non lo perda mai di vista. Il racconto “esperienziale” di una donna cinquantenne che si guarda intorno ha il valore di rappresentare così sé stessa e le altre, o gli altri, perché pur trattando di temi femminili (come ad esempio l’arrivo della menopausa, i prodotti anti age, la condizione della donna nella società contemporanea), il riverbero di quanto detto investe l’essere umano come condizione universale, arrivando ad affrontare argomenti di interesse comune, come avere o non avere figli, l’eternità dell’adolescenza, “l’amore condominiale” (in risposta al poliamore o alla famiglia queer), l’elogio delle gattare come guide rivoluzionarie, infine giungendo a una scrittura visionaria molto intrigante che ipotizza lo scoppio di una guerra guidata dai centri anziani. Ecco, il ribaltamento è completo. Saremo pronti, una volta anziani, finalmente a ribellarci? (Simone Nebbia)
Visto al Teatro Torlonia. Crediti: di e con Luisa Merloni; produzione Bluemotion










