Questa recensione fa parte di Cordelia di novembre 25

Questa recensione fa parte di Cordelia di novembre 25

In un suo celebre racconto, Sciascia descrive una lunga traversata su binari. Lo scritto, Il mare colore del vino, narra di un percorso divenuto ormai proverbiale: quello che da Milano portava a Canicattì. Il paesino siciliano, ultima tappa di questa lunghissima tratta, è stabilmente considerato luogo simbolico di frontiera – forse anche per via del nome, arabizzante e dunque percepito come esotico, in continente. Accade che proprio a Canicattì il Teatro Sociale, oltre a qualche nome dell’amatoriale locale, decida di accogliere anche altro. Ad esempio, l’anteprima di SS640, di KNK Teatro, per la regia di Chiara Callegari e Simone Luglio. La vicenda è quella di Pietro Nava, primo testimone di giustizia; un cittadino privato, un agente di commercio lombardo a cui accadde di guardare in faccia gli assassini del giudice anti-mafia Rosario Livatino, trovandosi per caso sul luogo del delitto. Commette un’impudenza: decide di denunciare l’accaduto. Perde tutto. La casa, la professione, gli affetti, l’identità. Per gradi, Simone Luglio, che ne veste i panni, ci conduce attraverso la parabola discendente di un uomo semplice che semplicemente decide di fare il proprio dovere. Le interpretazioni sono pulite, verosimili e permeate da un sincero afflato emotivo. Oltre a Nava, ricordiamo le forze dell’ordine, ancora prive di cognizioni e strumenti utili a tutelare il testimone (Michele Cervello, Giovanni Santangelo, Michele Carvello, anche nei panni di Livatino, Valeria La Bua), la compagna del protagonista (Valeria la Bua), trascinata nella rovina senza potervi opporre alcuna resistenza, la madre di Livatino (Lucia Cammalleri), affettuosa memoria vivente. Tutti concorrono alla ricomposizione del mosaico narrativo, offrendovi la propria specifica voce; le interpreti femminili risultano particolarmente convincenti. Sulla scena è un inanellarsi di luoghi, situazioni, vicende che si susseguono a ritmo sostenuto e mantengono alta l’attenzione del pubblico, incollata al corpo di attori e attrici, pronta ad accoglierne ogni singola parola. La storia è avvincente, anche se talvolta i nuclei drammaturgici sembrano incalzarsi in successione senza darsi il giusto tempo di respirare; ma teniamo conto anche della particolare situazione della performance. Il luogo del misfatto, la ex Strada Statale 640, dista solo una manciata di kilometri. (Tiziana Bonsignore)
Visto a Teatro Sociale di Canicattì (Agrigento). Crediti: di Simone Luglio e Chiara Callegari, con Lucia Cammalleri, Michele Cervello, Valeria la Bua, Simone Luglio, Giovanni Santangelo. Musiche originali di Salvo Seminatore. Tecnico Marco Tumminelli. Disegno luci di Chiara Callegari e Marco Tumminelli. Foto locandina di Giovanna Mangiù. Prodotto da KNK Teatro in collaborazione con La Filostoccola Arezzo. Foto di Antonio Bennici.











