18  20 novembre 

Note di regia

Il motivo che mi ha spinto a scrivere questo progetto è quello di aver trovato esattamente un “non luogo” per eccellenza, la sala d’attesa di un aeroporto, come pretesto per poter indagare sulla vita di sei individui che si ritrovano improvvisamente rinchiusi in questo spazio senza possibilità alcuna di avere un contatto con l’esterno.

La mia necessità è sempre quella di scavare nella vite degli altri, cercando, in uno scambio reciproco con gli attori, di andare a fondo su delle storie e trasformarle in drammaturgia.
Questa operazione mi ha permesso, all’interno di uno spazio scenico vuoto e rappresentato solamente dagli attori e dalle loro valigie, di costruire una dinamica secondo la quale i personaggi in attesa di un volo, viaggiano invece all’interno dei loro ricordi, coinvolgendo tutti gli altri, in una continua trasformazione dell’ambiente, e rendendo quella stanza indefinita, un luogo dell’anima.

Il mio obiettivo è quello di riuscire tramite i semi di queste storie personali a toccare argomenti universali che possano riguardare ognuno di noi come la famiglia, la nostalgia, il bullismo, la violenza di genere, la pace, la guerra. Argomenti fondamentali ad oggi con cui fare i conti, con la volontà e il desiderio di lanciare allo spettatore dei messaggi che possano lasciare dei residui sui quali riflettere,
essenza determinante di come personalmente concepisco questa forma d’arte, che è il teatro.

Vincitore PREMIO DEL PUBBLICO E MENZIONE SPECIALE DELLA GIURIA Festival inDivenire VI edizione.

BIGLIETTI