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MICHEL. THE ANIMALS I AM (di Chiara Bersani)

Questa recensione fa parte di Cordelia di novembre 25

Foto Rebecca Lena

Tre corpi immobili ed esposti su dei “piedistalli” sono illuminati da un tepore crepuscolare. Russano, respirano, sognano già prima del nostro ingresso a teatro, come creature che hanno preso possesso del palco mentre la città dormiva. Due microfoni sospesi ne amplificano il respiro, mentre l’azione performativa si condensa in micro-movimenti, di un’immobilità tale che ci costringono a guardare diversamente, a tollerare il mistero dei corpi quando non rispondono ai nostri automatismi d’attesa. Michel. The Animals I Am di Chiara Bersani è un lavoro corale, per tre anime e tre corpi, ma si origina come assolo in cui l’artista esplora le modalità di connessione con l’essere animale. Anche se con numerose variazioni, l’artista riprende la versione “selvaggia” de L’animale, presentato in Biennale Gherdeina, dove aveva portato la performance fuori dal teatro, sulla cima di un grande masso in Vallunga. Lì, esposta al paesaggio alpino, Bersani agiva il proprio canto come una creatura che si fosse affacciata dal bosco per cercare un contatto (interiore ed esteriore) con altre specie. Ora, invece, il legame con la natura scompare, non c’è paesaggio che risponda o un ecosistema con cui misurarsi dal palco del teatro. E l’animale che ne emerge risulta così depotenziato, perché costretto ad abitare un luogo asettico che lo trasforma in un oggetto esposto senza un contesto proprio di risonanza. A metà spettacolo, però, il risveglio di queste tre fragili creature ci riporta all’alba di un mondo prelinguistico, un acquario di luce nera in cui le tre, ora sveglie, ora nel sonno della penombra, ci insegnano a riconoscere l’ignoto che c’è in noi, attraverso l’esibizione di una vulnerabilità che non richiede empatia né decodifica, ma che ci invita semplicemente a sostare. (Andrea Gardenghi)

Visto alla Triennale di Milano. Crediti: Creazione: Chiara Bersani, Performer: Anna Maria Pes, Annalisa Frascari, Carolina Ellero, Disegno luci e cura tecnica: Valeria Foti, Scena: Valeria Foti e Richard Gargiulo, Suono: Francesco Rofi Pallone, Costumi: Giulia Merlini con Ettore Lombardi, Tecnica di tour: Eva Luna Thomann, Accompagnamento teorico: Giulia Traversi, Consulenza per il movimento: Marta Ciappina, Drammaturgia vocale: Ernani Maletta, Francesca Dalla Monica, Assistente: Simone Chiacchiararelli, Promozione, cura, booking: Giulia Traversi, Comunicazione, accessibilità e press kit: Flavia Dalila D’Amico, Logistica, organizzazione, produzione: Eleonora Cavallo, Amministrazione: Chiara Fava, Produzione: Corpoceleste_C.C.00#, Co-produzione: Snaporazverein (Samaden, CH), Theaterfestival Boulevard (S-Hertogenbosch, NL), Con il supporto di: Alkantara Festival and Centro deArte Moderna, Gulbenkian (Lisbona, PRT) Progetto Ring di Festival Aperto / Fondazione I Teatri Reggio Emilia -Bolzano Danza / Fondazione Haydn – FOG Triennale Milano Performing Arts – Torinodanza Festival / Fondazione Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale. Partner Associato: Lavanderia a Vapore / Fondazione Piemonte dal Vivo (ITA)

Cordelia, novembre 2025

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Andrea Gardenghi
Andrea Gardenghi
Andrea Gardenghi, nata in Veneto nel 1999, è laureata all’Università Ca’ Foscari di Venezia in Conservazione e Gestione dei Beni e delle Attività Culturali. Prosegue i suoi studi a Milano specializzandosi al biennio di Visual Cultures e Pratiche Curatoriali dell’Accademia di Brera. Dopo aver seguito nel 2020 il corso di giornalismo culturale tenuto dalla Giulio Perrone Editore, inizia il suo percorso nella critica teatrale. Collabora con la rivista online Teatro e Critica da gennaio 2021.

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