Al via la settimana di restituzione online dei risultati delle Residenze Digitali: dal 9 al 13 dicembre i quattro progetti vincitori saranno offerti al pubblico. Seguirà il 13, nell’ambito di Teatri di Vetro allo Spazio Rossellini, un incontro di riflessione pubblica. Articolo in media partnership.

C’è la diffusa tendenza nell’opinione pubblica internazionale di considerare le nuove tecnologie digitali seguendo due contrapposte chiavi di lettura: da un lato l’investimento di energie, dettate dalla curiosità di sviluppo, nell’espansione tecnologica, con il fine di dilatare sempre più ampi margini di crescita della conoscenza e dell’utilizzo, dall’altro la paura che l’estremizzazione dell’uso possa limitare l’esperienza umana e non coadiuvarla nell’evoluzione attraverso questo tempo, che cioè la crescita del mondo digitale possa di fatto sostituire molto delle qualità che sono pertinenza dell’essere umano. L’arte, sempre in ascolto dell’offerta del mondo così da trovare nuovi linguaggi per interpretarlo, si pone nel mezzo, ossia in quello spazio di tensione dove si esplicita la rappresentazione dell’umano, la sua necessità di espandere la conoscenza e insieme il suo timore di non saperla controllare. Da questo proposito prende vita il Bando Residenze Digitali, un progetto che supporta artiste e artisti delle performing arts nell’esplorazione e nella sperimentazione delle possibilità offerte dallo spazio digitale e che giunge quest’anno alla sesta edizione, promosso dal Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt), in partenariato con l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, partner di R.A.M. Residenze Artistiche Marchigiane, l’Associazione ZONA K di Milano, partner del Centro di Residenza Artistica della Lombardia IntercettAzioni, l’Associazione Quarantasettezeroquattro (In\Visible Cities – Festival urbano multimediale) di Gorizia. Ma quest’anno la rete si amplia, con l’Associazione Triangolo Scaleno / Festival Teatri di Vetro di Roma, l’Associazione IdeAgorà / Festival Mirabilia di Serralunga d’Alba (CN) e NABA, Nuova Accademia di Belle Arti.

Quattro sono anche in questa edizione i progetti vincitori (su 72 proposte pervenute) che verranno presentati nella settimana 9-13 dicembre 2025 attraverso una restituzione online del lavoro residenziale: Spooky Internet Storie per non dormire. Buonanotte di Mara Oscar Cassiani, Molka di Benedetta Pigoni, per la regia Giammarco Pignatiello, Screenvestigation di Albert Figurt, Eburnea di Boris Pimenov. Tuttavia a conclusione della settimana, il 13 dicembre tra le 15 e le 18, a Roma allo Spazio Rossellini, nell’ambito del festival Teatri di Vetro, ci sarà anche un incontro pubblico di presentazione dei risultati di questa edizione del progetto, che ha visto al lavoro tre tutor esperti di creazione digitale: Laura Gemini, professoressa ordinaria presso il Dipartimento di Scienze della Comunicazione, Studi Umanistici e Internazionali dell’Università di Urbino Carlo Bo, Federica Patti, storica dell’arte, docente e curatrice indipendente e l’artista Marcello Cualbu.

Il 9 e 10 dicembre alle 18:30 Mara Oscar Cassiani, artista che mescola coreografia e performance con i linguaggi digitali, presenterà in una diretta su YouTube Spooky Internet Storie per non dormire. Buonanotte, la propria ricerca sulle leggende nate da e sul web, indagando forum e piattaforme online, storie la cui narrazione si origina non a partire dall’oralità ma attraverso gli strumenti tecnologici come la tastiera e lo schermo, creando dunque una trasmissione per cui è necessario un supporto specifico e dunque suggerendo una relazione diversa rispetto alla narrazione del passato. L’epoca della connessione continua, dunque di potenziali storie senza una conclusione, spinge Cassiani e le altre performer che hanno preso parte al progetto (Susan Manfroni, Laura Galli e altre donne over 50 partecipanti ai workshop online) a farsi custodi della conservazione orale, di una testimonianza diretta, pur mediata dagli strumenti, che interpreta il concetto di folklore in una dimensione globale.
L’11 dicembre alle 19:30 sarà invece l’occasione per osservare Molka di Benedetta Pigoni che, con la regia di Gianmarco Pignatiello, esplora il confine tra corpo, privacy e immagine digitale. La performance, che sarà sulla piattaforma Discord per 30 spettatori, si interroga sul fenomeno della spy cam, ponendo quattro attrici – Alessandra Curia, Cinzia Lorelli, Caterina Pagliuzzi, Maria Teresa Vannini – in un bagno pubblico, dove scoprono di essere osservate. Nato da una residenza in Corea del Sud, dove il fenomeno è particolarmente sviluppato, la ricerca di Pigoni mira a mettere sotto indagine dove sia situato il limite tra lo sguardo e la pornografia, dove l’uno si perde nell’altra e la testimonianza si fa usurpazione, meccanismo di dominio.

Dal 9 al 12 dicembre, per uno solo spettatore alla volta, il video-artigiano e polistrumentista Albert Figurt presenterà il suo Screenvestigation, un processo interattivo di condivisione one-to-one di qualcosa di molto personale: il proprio desktop, ossia quel luogo che racconta molto di noi stessi, esponendo ciò che siamo a partire da cosa conserviamo sul nostro schermo, in quale forma e secondo quale disposizione. La performance, in collegamento online individuale, porta lo spettatore-partecipante a condividere il proprio spazio di autorappresentazione che, in quanto involontario, esplicita forse la forma più pura in cui possiamo trovare l’essere umano.
Il 12 dicembre, dalle 19:30 alle 20:30, l’artista italo-russo Boris Pimenov porterà gli spettatori dentro Eburnea, performance interattiva attraverso cui ognuno in tempo reale sarà corresponsabile del destino di un’intelligenza artificiale di nome Alice, intrappolata in un immaginario istituto. La performance, che usa interfacce web e tecnologia WebSocket strizzando l’occhio al gaming interattivo, suggerirà riflessioni attorno alle scelte, apparentemente libere e invece governate da un algoritmo maestro, che determina le svolte della storia. Questa esperienza offerta da Pimenov, in cui il coinvolgimento umano è veicolato dal controllo che la tecnologia può operare sulle decisioni di ognuno, sembra proprio il progetto adatto per tornare al punto di partenza, ossia dove si era fermi a considerare, senza saper prendere una strada così netta, il contrasto che la tecnologia porta nel proprio motivo esistenziale: è una possibilità da governare o un meccanismo da cui essere governati?
Redazione
info e programma: https://www.residenzedigitali.it










