Questa recensione fa parte di Cordelia di novembre 25
«Erano solo parole» dice Martha, perturbata di fronte al potere di una frase, quando il desiderio fa accadere le cose, muove le persone, e i sogni diventano realtà. Eppure, prima era diverso: «c’erano una volta tre donne che vivevano in un buco di merda». A little gossip never killed nobody visto al Palazzo Merulana durante la II edizione della rassegna In tutti i sensi diretta da Elena Di Fortunato inizia con le tre attrici che si presentano: Klara (Giulia Gallone) “l’aspirante leader”, Agnese (Ottavia Orticello) “la pigra mediatrice”, Martha (Chiara Arrigoni) “quella nuova”. Tre operaie coi camici da lavoro, sformati a nascondere, come la cuffia in testa, la loro femminilità. Sfatte e arrabbiate, alienate e sfruttate in una fabbrica di pomodori pelati. Come nella morfologia della fiaba che Propp insegna, la storia ha le sue funzioni e su queste si costruisce una solida drammaturgia (di Arrigoni) sostenuta da un altrettanto complementare regia (di Francesca Caprioli): dieci capitoli, il cui titolo viene citato dalle tre protagoniste dando un calcio a una lattina, che deve cadere affinché inizi uno nuovo. Le tre godono del potere della parola desiderante che le porta a emanciparsi quando Martha inizia una relazione sessuale con il capo, i cui contorni non sono da fiaba: nei suoi a parte, Martha, in estasi per aver ottenuto ciò che voleva, confessa quelli che appaiono a chi l’ascolta, degli abusi. La drammaturgia fa risaltare della fiaba la sua crudeltà: Klara, con accento rude e romanesco appare come figura antagonista e cinica; Agnese, dalla dolcezza partenopea è l’aiutante ma supporta Martha perché tramite lei vuole godere dei diritti, divenuti privilegi, che la bellezza della collega le procura; e Martha è la principessa ignara di “Barbablu”… Il meccanismo della finzione è usato mirabilmente, tanto nella scrittura che nell’interpretazione, per svelare l’inganno della realtà: dalla pioggia di buoni pasto, al giorno libero, le tre donne creano attorno a loro una congrega in cui la parola è regina, ma avrà il suo prezzo. (Lucia Medri)
Visto a Palazzo Merulana nella rassegna In tutti i sensi – II edizione. Credits: di Chiara Arrigoni, con Giulia Gallone, Ottavia Orticello, Chiara Arrigoni, regia di Francesca Caprioli.











