Questa recensione fa parte di Cordelia di settembre 25

Siamo proprio sotto il Fregio dell’Agricoltura, l’imponente opera di Gino Severini del 1953, 70 metri di pannelli che catturano lo sguardo appena si entra nel Palazzo dei Congressi. L’edificio, la cui costruzione iniziò in epoca fascista per poi essere terminata nel ‘54, si è aperto alla ricerca artistica negli ultimi due giorni di Short Theatre. Il pubblico su tre lati, e di fronte la grande scala dalla quale, con grande effetto visivo e scenografico, scendono i tre bodybuilder. E’ potentissimo l’abbrivio della performance ideata dalla giovane Martina Rota (Bergamo, 1995), non solo per il calibro visivo, la forza è anche concettuale: sta in questo cortocircuito che vede tre espressioni corporee tipiche della mascolinità mettersi in mostra – proprio in un edificio costruito da chi voleva l’esaltazione della forza – per poi però sciogliersi alla ricerca di un’umanità fatta di parole sussurrate all’orecchio, di piccoli giochi infantili, del tentativo di un canto a cappella. Uno per uno i bodybuilder si mostrano al pubblico, come in una sorta di sfilata, con le pose utilizzate nelle competizioni. Poi lentamente qualcosa comincia a scricchiolare nell’immagine della performance levigata, qualcosa di impercettibile. A dire il vero forse è già nella scelta dei tre performer che dovremmo notare un campanello di allarme: uno è davvero gigantesco, un altro è più appannato e ha il corpo pieno di tatuaggi, il terzo ha un fisico allenato e in forma ma non esplosivo, come se fosse all’inizio del proprio percorso. L’opera vuole dirci anche questo? Ovvero che non riusciamo a non giudicare dei corpi che chiedono di essere guardati. Ma quali storie ci sono sotto ai muscoli e ai tatuaggi? With All My Strength non afferma ma offre immagini per possibili formulazioni; il problema però sta nella drammaturgia della scena, spesso ripetitiva, pulita ma poco strutturata e non sempre in grado di tenere alta l’attenzione del pubblico per l’intera ora. Un’idea che avrebbe bisogno di un rischio maggiore e di un lavoro teatrale sugli accadimenti scenici. (Andrea Pocosgnich)
Visto al Palazzo dei Congressi, Short theatre 2025 artist Martina Rota performers Massimo Palmieri Bormolini, Massimiliano Palmese, Arold Triberti set designer Carolina Papetti film maker Beatrice Perego e Umberto Rafael Gorka Guidi assistant to scenic creation Filippo Ermanno Pizzocri editorial and cultural consultant Alessia Prati with the support of BASE Milano, PERFORMATORIO, MIC per il bando Grand Tour, Lab121teatro, SLAP Lambrate












