Questa recensione fa parte di Cordelia di settembre 25

Provate a tenere insieme il teatro anarcoide di Niccolò Fettarappa e quello politico (civile?) di Nicola Borghesi, provate a dar loro un compito: quello di riesumare la satira politica attraverso un linguaggio tutto teatrale in cui si vorrebbero fondere le tirate di Borghesi con i surrealismi, la visione caustica e demenziale di una certa scuola romana le cui ombre (Rezza, Timpano, Danco) sono ben visibili dietro la performatività e l’anti recitazione di Fettarappa. Ecco Uno spettacolo italiano, prodotto da Ert e visto a Colpi di Scena. Qui la struttura scenica è simile a quella della Sparanoia, pochi oggetti e uno spazio quadrangolare che poi verrà chiuso con le bandierine dell’Italia (d’altronde lo spettacolo comincia con l’inno cantato da tutta la troupe). Anche la forma drammaturgica è tipica del teatro dell’artista romano (ora anche artista associato al Piccolo): si procede per sketch attorno a un’idea complessiva: essere di destra oggi e perché questa postura può colonizzare anche il pensiero e le opere di chi la pensa diversamente. Indietro, in mezzo al palco campeggia il mezzobusto di un sottosegretario, è questa la linea narrativa prioritaria: Borghesi è un regista che pur di diventare popolare e avere la possibilità di allestire nei grandi teatri accetta la censura, soprattutto accetta di il pensiero della destra rispetto al teatro, ovvero l’intrattenimento a tutti i costi, la refrattarietà per la complessità e la ricerca. Sul patibolo il teatro in cui “non si capisce niente”; si ride, a tratti molto, stigmatizzando i miti della destra (le forze dell’ordine, l’utilizzo delle armi, il populismi…), ma anche quelli della sinistra, con qualche tentativo di far incuneare il discorso verso ulteriori profondità, come nello sdoppiamento di Borghesi con l’operaio che lamenta il disequilibrio sociale tra la sua condizione e quella dell’artista. Il tentativo forse non va oltre la macchietta da fustigare, si rimane sulla superficie di una satira sferzante, divertentissima, e mi sembra che nel panorama del nostro teatro ci sia bisogno anche di questo graffio, della possibilità di riflettere sul nostro io politico attraverso una scena che si comporta come le comic strip di un fumetto punk autoprodotto. (Andrea Pocosgnich)
Visto al Teatro Testori, Colpi di Scena 2025: un progetto di Niccolò Fettarappa e Nicola Borghesi, drammaturgia e regia Niccolò Fettarappa e Nicola Borghesi con Niccolò Fettarappa e Nicola Borghesi luci Tiziano Ruggia consulenza spazio scenico Andrea Bovaia
contributo intellettuale di Christian Raimo assistente alla regia Roberta Gabriele capo elettricista Sergio Taddei fonico Alberto Tranchida scene costruite nel Laboratorio di Scenotecnica di ERT
produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Agidi, Sardegna Teatro














