HomeCordelia - le RecensioniROBERTO BAGGIO (di Davide Enia)

ROBERTO BAGGIO (di Davide Enia)

Questa recensione fa parte di Cordelia di settembre 25

Che significa protestare contro la sofferenza rispetto al semplice prenderne atto? È la domanda che Susan Sontag si poneva in apertura al suo Davanti al dolore degli altri. Se ci si pone tale questione con troppa intensità, diviene quasi impossibile non raggiungere il punto di rottura. È proprio da questo punto che prende avvio Roberto Baggio, di Davide Enia, visto allo Spazio Franco di Palermo in occasione dell’edizione del Mercurio Festival ancora in corso. Roberto Baggio è il nome di due asceti: il più noto calciatore e un medico anestesista, in missione tra le macerie di varie zone belliche. Per il medico, la singolare coincidenza diviene un vero e proprio passpartout, una chiave di accesso a luoghi, tempi e persone altrimenti più difficili da raggiungere. Sotto le sue mani scorrono corpi mutilati, corpi di bambini e bambine mutilate, brandelli, residui. Ciascun frammento viene recuperato, amputato, ricomposto con la fredda lucidità dello sportivo, che può salvare se stesso e la partita anche quando tutto sembra perduto. Ammesso che una salvezza sia davvero possibile, ammesso che davvero l’arbitrio possa intervenire su una casualità troppo cieca per essere controllata. Enia se lo chiede, esterrefatto; le sue parole tendono a dileguarsi nel vuoto, in cui cadono più volte, proprio dove braccia e mani sembrano delicatamente condurle, lontano. In una rapsodia di episodi affatto gloriosi, Enia tesse un’epica individuale e collettiva che si svolge intorno al buio, e di questo buio decide di essere testimone. Di fronte al senso inevitabile della propria limitatezza, impugna la scrittura come “allenamento per non soccombere”, reazione all’insufficenza e all’insignificanza. La parola imprime, nella mente di chi ascolta, immagini talmente indicibili che, all’uscita, qualcuno rifiutava che potessero essere reali. Enia costringe, e si costringe, a confrontarsi con esse, senza possibilità di sfuggirvi. Al dolore del mondo non si scappa, non si possono eludere neanche le guerre interiori, con tutto il loro catalogo di lutti privati; ma si può resistere, tentare comunque di opporvi quel tanto di bene che è ancora tanto. Come dice un poeta: costruir su macerie, e mantenersi vivo. Roberto Baggio non è stato prodotto; ma pare che in qualche modo abbia già trovato una sua forma (Tiziana Bonsignore).

Visto allo Spazio Franco, Mercurio Festival 2025, Palermo. Crediti: di e con Davide Enia. Commissionato dalla Stiftung Fussball & Kultur EURO 2024 della UEFA e dal Ministero della Cultura della Germania per il festival Stadion der Träume (Monaco di Baviera, 2024).

Cordelia, settembre 2025

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