A Pizzo quest’anno si sarebbe dovuta svolgere la seconda edizione della Faràgula la rassegna di teatro contemporaneo, workshop, mostre e incontri diretta da Ester Tatangelo. Pochi giorni prima dell’inizio della manifestazione il Comune di Pizzo ha bloccato il progetto. Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del Coordinamento Artistico e Organizzativo.
Care spettatrici Cari spettatori,
per la seconda edizione di Farágula avevamo immaginato un percorso che potesse coinvolgere bambinə, adolescenti, adulti, un percorso che potesse essere spazio di incontro, in cui, attraverso gli spettacoli, i concerti, le conferenze, immaginare nuovi paesaggi, dare voce a paure e desideri, generare nuovi sogni. Questo è il processo che, secondo la nostra visione, dovrebbe avviare il teatro in una comunità.
Purtroppo, alla vigilia del debutto, il nostro committente, l’Amministrazione del Comune di Pizzo, ha inaspettatamente sospeso il progetto già avviato. Il motivo? Concentrare le risorse disponibili per le attività culturali estive in due concerti, due sole serate a fronte di un’intera stagione (insieme a Faràgula sono stati sospesi altri appuntamenti culturali ideati da varie associazioni).
Non discutiamo la qualità dei due concerti, quanto le tempistiche e la strategia della scelta: di fatto, cittadini e cittadine sono stati privati, a stagione già avviata, di tre mesi di attività culturale (teatro, musica, danza, conferenze) a fronte di due concerti. Esaurite le risorse economiche, il vuoto del cartellone è stato riempito da svariate sagre e, fatte salve poche eccezioni, da iniziative di musica e danza amatoriali.
Ovviamente non abbiamo nulla contro le sagre e l’arte amatoriale, ma crediamo che in una programmazione stagionale, sia necessario l’equilibrio, l’amatoriale debba essere integrato in una più ampia offerta professionale, altrimenti non si può parlare di Cultura. Né di etica, né di deontologia. Perché si tratta di denaro pubblico.
Oltre al lavoro di due mesi andato perso (ci riferiamo all’attività progettuale e organizzativa che abbiamo svolto e che non sarà remunerata) la cosa che più ci duole è prendere atto, ancora una volta, della mancanza di visione nella gestione delle risorse pubbliche e della Cultura, unitamente alla svalutazione del nostro ruolo e della nostra professione, ad opera di amministratori pubblici che per primi dovrebbero tutelarle, offrendo servizi a cittadini e cittadine.
Perché la cultura è un servizio, come l’acqua, la salute, l’istruzione, e i Professionisti della Cultura vanno tutelati, perché senza Cultura non c’è futuro.
Questo è il motivo per cui abbiamo scelto di condividere pubblicamente ciò che è accaduto: crediamo nella funzione sociale, estetica e pedagogica della Cultura, nella natura demiurgica del nostro ruolo di operatori culturali professionisti, vorremmo avviare una riflessione nella comunità su questi temi che la riguardano direttamente.
Continueremo a creare e a cercare spazi, continueremo a sostenere il sogno, per la Comunità e, speriamo, con la Comunità, perché insieme, care spettatrici e cari spettatori, siamo spazio, siamo forza e siamo sogno.
Continueremo a coltivare fiabe, faràgule, per crescere insieme e rendere il nostro presente futuro, perché se è vero che di cultura non si mangia, di troppe sagre si muore.
Grazie per averci seguito fino a qui, grazie per la fiducia, per il supporto e il contributo creativo.
A presto ritrovarci in teatro,
Faràgula_voci della scena contemporanea
Coordinamento Artistico e Organizzativo










