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BLINDED BY SIGHT – AN OEDIPUS MONOLOGUE (di e con Princess Isatu Hassan Bangura)

Questa recensione fa parte di Cordelia di giugno 25

I synth e il riff di chitarra di Free, celebre brano di Florence and The Machine, si sentono fortissimi dall’esterno: è una scarica adrenalinica che accompagna il pubblico mentre prende posto nella Sala d’Armi. Rispetto alla seriosità di altri lavori visti durante Biennale Teatro, questo Blinded by sight – An oedipus monologue, scritto e interpretato da Princess Isatu Hassan Bangura, arriva come una scossa partecipativa, coinvolgente, sensuale, ironica che nonostante il tema serissimo, si prende davvero molto poco sul serio e ciò agevola l’empatia. La riscrittura dell’Edipo da parte della performer è innanzitutto una risposta all’asfissiante realtà quotidiana; per questo lo spettacolo si apre con la canzone Free e con Bangura che danza liberamente e gioiosamente al centro della scena su un piedistallo. Solo dopo una quindicina di minuti circa, questa leggerezza, apparente, si piega su se stessa, facendo assumere a Bangura la posa di una furia che cova rabbia, paura, sgomento e consapevolezza rispetto il presente, fatto di perdita, dolore, menzogna. L’ineluttabilità tragica del mito si impossessa allora del corpo e della voce della performer e tramite di essa si esprime in una disamina impietosa e crudele. Bangura/Edipo sciorina, cadenzandoli con ritmo solenne, versi appartenenti a una visione spaventosa, e allo stesso tempo spaventata, che si contrappone alla danza del prologo come un netto ribaltamento: dalla luce, dal dinamismo, dal calore passiamo così alla densità drammatica di una dolorosa invettiva, che procede gradualmente, lentamente, cristallizzandosi in una statuaria posa, e nella quale anche noi cadiamo. Mezz’ora di spettacolo, breve, intenso, sold out da subito con molte persone rimaste fuori che fino a pochi minuti prima dell’inizio speravano in una lista d’attesa. (Lucia Medri)

Visto a Biennale Teatro, Sala d’Armi: Scritto e interpretato da: Princess Isatu Hassan Bangura, Musica: Edis Pajazetovic, Traduzione e adattamento sovratitoli: Matilde Vigna, Produzione: NTGent. Foto Biennale Teatro

Cordelia, giugno 2025

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Lucia Medri
Lucia Medri
Giornalista pubblicista iscritta all'ODG della Regione Lazio, laureata al DAMS presso l’Università degli Studi di Roma Tre con una tesi magistrale in Antropologia Sociale. Dopo la formazione editoriale in contesti quali agenzie letterarie e case editrici (Einaudi) si specializza in web editing e social media management svolgendo come freelance attività di redazione, ghostwriting e consulenza presso agenzie di comunicazione, testate giornalistiche, e per realtà promotrici in ambito culturale (Fondazione Cinema per Roma). Nel 2018, vince il Premio Nico Garrone come "critica sensibile al teatro che muta".

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