Stromboli: residenze per progetti di ricerca coreografici

Verranno selezionati un massimo di 6 progetti di ricerca inediti allo stato iniziale. I progetti saranno accompagnati dallo sguardo esterno di quattro artisti e un curatore. Marosi garantisce ad ogni partecipante vitto e alloggio in appartamento condiviso per tutto il periodo di lavoro. Le spese di viaggio sono a carico dei/delle partecipanti.

IL PROGETTO

Nel 2022, “Around a process of making” intende entrare sempre più in dialogo con l’idea progettuale che origina un processo creativo. Nella fase iniziale di un processo, vi è un’attività incessante e irrequieta di interrogazione. La relazione con le domande si esplicita nella ricerca e, talvolta, nella produzione di metodologie di ricerca che ci permettono di avvicinarci sempre di più a ciò che stiamo generando. Nell’ottica di favorire il dialogo tra diverse generazioni di artisti, nel 2022 Marosi dedica lo spazio di alta formazione alla formula del coaching.

Verranno selezionati un massimo di 6 progetti di ricerca inediti allo stato iniziale. I progetti saranno accompagnati dallo sguardo esterno di quattro artisti e un curatore, ospiti con i propri lavori all’interno del nostro Festival. Ognuno di questi artisti si occuperà di un aspetto specifico in relazione allo sviluppo del progetto presentato: movement research e coreografia, sviluppo drammaturgico e concept development, suono e spazialità sono alcuni degli aspetti che verranno affrontati.

Le sessioni di coaching saranno individuali, accuratamente strutturate e potranno svolgersi nella forma di conversazione e/o in quella di azione. Proponiamo ai partecipanti un lavoro di approfondimento, più che di produzione, che si manifesta nello stare dentro alle domande, dentro ai problemi piuttosto che trovare facili soluzioni.

Per entrare nel dettaglio, le giornate si articoleranno nel seguente modo: ogni mattina, i partecipanti avranno uno spazio di lavoro condiviso dove uno dei coacher stimolerà la ricerca corporea con input e task per un massimo di due ore di lavoro al giorno. Gli ultimi due giorni – sempre la mattina – potrà essere data la possibilità ai partecipanti di portare avanti in autonomia il lavoro corporeo in forma di shared training. Questo dispositivo vuole incentivare i partecipanti a trasformare le proprie domande di ricerca in pratiche corporee da proporre ai/alle compagni/e, osservando come una proposta personale e radicata nella propria ricerca possa risuonare in un altro corpo e in un altro progetto. Durante il pomeriggio, ogni partecipante troverà nell’isola uno spazio per dedicarsi, in autonomia, al proprio progetto. E’ qui che, attraverso un calendario strutturato e prestabilito di appuntamenti, i coach “verranno a visitare” le ricerche dei partecipanti per un massimo di due appuntamenti a testa al giorno della durata di un’ora circa.

I progetti selezionati non dovranno necessariamente arrivare allo sviluppo di una performance, dal momento che la formula del coaching ha tra i suoi obiettivi quello di riflettere e non dare per scontato il formato e la formula attraverso cui un progetto si realizzerà. Tuttavia, qualora per la fase del processo in atto, fosse necessario un primo confronto con il pubblico, abbiamo riservato all’interno della programmazione del festival, uno spazio ad hoc nella giornata del 3 settembre, Opening dancing roofs, in cui poter condividere la ricerca con il pubblico del festival.

Inoltre, le ricerche più promettenti, potranno – grazie al supporto di Marosi e di tutte le realtà affiliate in partnership – trovare un sostegno ed essere presentati l’anno successivo all’interno del nostro e degli altri Festival.

Around a Process of making” è un percorso pedagogico votato a ripensare le forme e i ruoli nella trasmissione del sapere e dell’esperienza. Nel 2022 i coach saranno: Annika Pannitto, Peter Jasko, Clara Furey e Maya M. Carroll.

Il team Marosi svolgerà un’azione costante e attenta di osservazione partecipante e partecipata, un’azione di curatela attiva.

LA CALL

La presente call è rivolta a progetti di ricerca coreografici inediti ed emergenti. Verranno selezionati un massimo di 6 progetti.

PER PARTECIPARE

Inviare entro e non oltre il 25 luglio:

• CV
• Breve bio (max 700 battute)
• Descrizione del progetto (max 3000 battute)
• Lettera motivazionale

I risultati verranno comunicati entro il 5 agosto.
Il periodo di lavoro è dal 29 agosto al 2 settembre, così articolato:

Partenza: 28 Agosto (da Napoli)
Arrivo sull’isola: 29 Agosto (mattina)
Fine Coaching: 2 Settembre
Output/Opening dancing roofs (facoltativo, in base alle necessità del singolo processo creativo): 3 Settembre all’interno della programmazione di Marosi Festival
Partenza: 5 Settembre 2022 (sera per Napoli)

Tutto il progetto si articolerà nell’isola di Stromboli.
Gli spazi di lavoro si alterneranno tra il Parco Parco (pedana di legno en plein air) e i tetti delle abitazioni eoliane, in linea con tutto il resto del Festival, Back to the roofs.

Marosi garantisce ad ogni partecipante vitto e alloggio in appartamento condiviso (Instagram @geostromboli) per tutto il periodo di lavoro. Le spese di viaggio sono a carico dei/delle partecipanti.

La partecipazione a “Around a process of making” 2022 è gratuita.

 

COACHES

Annika Pannitto
Coreografa, danzatrice e ricercatrice nell’ambito della coreografia contemporanea. Il suo lavoro ha a che fare con relazione tra danza e coreografia, e parte dal corpo umano e la sua relazione con lo spazio e il tempo. I suoi lavori sono stati ospitati in diversi contesti Europei come il teatro Schouwuburg di Rotterdam, l’Atelier Re. Al di Lisbona, il Festival Diskurs di Giessen, il Centro Danza Canal di Madrid. Collabora regolarmente con artisti di altre discipline per arricchire la sua pratica e imparare da altri percorsi artistici. Insieme alla designer Erica Preli cura dal 2012 la pubblicazione “Table Conversation”.

Peter Jasko
Incomincia la sua formazione nella Compagnia di Danza Folkloristica per bambini Dumbier Slovakia. Consegue il diploma al conservatorio di danza J.L. Bella, Banska Bystrica, SK. Continua l’alta formazione studiando all’Università di Musica e arti drammatiche di Bratislava per poi entrare a P.A.R.T.S. (Brussels). Come danzatore lavora per artisti internazionali e compagnie quali: Zuzana Hajkova, Opera Banska Bystrica, ASpO, Roberto Olivan, Juri Konjar, G. Barberio Corsetti, Fatou Traore, Sidi Larbi Cherkaoui. Dal 2001, Peter collabora con David Zambrano in qualità di performer e come assistente nelle attività formative. Co-fonda il collettivo Les SlovaKs con cui crea: “Opening Night”, “Journey Home”, “The Koncert” e “Fragmets”. Come coreografo lavora allo sviluppo di numerose pièce: “Nurofen”, “Sextext”, “Solo2009”, “Mono”, “Lolek and Bolek”, “Lands”, “For You”. Inoltre costruisce numerose collaborazioni da cui nascono i lavori: “Shared Night” con Milan Herich, “Oxymoron” con Pierre Michaud, “Spring Quartet” con Florencia Demestri e “Untied Tales (The vanished power of usual reign)” con Clara Furey. Dal 2002 ad oggi insegna in numerose scuole di danza e circo e all’interno di Festival a livello internazionale

Clara Furey
Performer e musicista, si laurea a Les Ateliers de Danse Moderne di Montréal. Studia pianoforte classico al Conservatoire Municipal du XIV di Parigi. Dal 2004 danza per numerosi coreografi: Claude Godin, Emmanuel Jouthe, Georges Stamos, Benoît Lachambre. Per la regia di Arthur Nauzyciel e le coreografie di Damien Jalet, lavora nell’opera “Red Waters (by Lady & Bird)”. Sempre con Damien Jalet collabora ad un’installazione performativa per il Museo del Louvre di Parigi. Lavora con Catherine Gaudet e con Daina Ashbee. Come coreografa crea diverse pièce, spesso in collaborazione con altri artisti: Benoît Lachambre, Céline Bonnier, Michikazu Matsune e Peter Jasko. Parallelamente continua la sua carriera musicale, cercando un linguaggio capace di combinare le sue passioni artistiche (performance, piano, canto, danza). Ha partecipato al Festival Voix d’Amérique con la pièce “Body and Soul”. Elabora un progetto tra musica e performance per il Teatro de Quat’Sous. Partecipa alla creazione del film d’arte “The Forbidden Room” di Guy Maddin (MOMA, New York;  Beaubourg Centre Pompidou, Parigi; Phi Center, Montreal). Il suo nuovo progetto coreografico, “Cosmic Love” è stato presentato all’interno della Stagione 2017 – 2018 Dans Dans, Montreal (CA).

Maya M. Carroll
È una coreografa, performer e insegnante indipendente, con sede a Berlino dal 2004. Negli ultimi diciassette anni Maya ha creato opere da solista e pezzi per gruppi estesi, collaborando e presentando lavori con ballerini, artisti visivi, poeti, musicisti, attori, cantanti lirici, scenografi e light designer in Europa e nel mondo. Maya ha danzato per sue produzioni indipendenti e le è stata commissionata la creazione di opere per teatri statali, compagnie e accademie di danza. Tra il 1997 e il 2000 Maya ha danzato nella compagnia di danza Muza, Tel-Aviv, Israele. Ha collaborato per cinque anni con la coreografa Lara Barsacq (Tel-Aviv – Parigi). Tra il 2000 e il 2003 Maya ha ballato nella compagnia Batsheva Ensemble, diretta da Ohad Naharin. Ha anche ballato opere coreografate da Anat Danieli, Sharon Eyal e Arkadi Zaides, solo per citarne alcuni. Nel 2005 Maya è entrata a far parte del Research Project con Sasha Waltz & Guests a Berlino. Dal 2013 collabora con la coreografa e regista Julyen Hamilton. Ha fatto parte della sua compagnia Allen’s Line e si è esibita nei pezzi “Goat Ocean”, “Mud Like Gold”, “The Light Beneath Reaches BURST!” e “Thirst”.

info e bando: https://bit.ly/3P1pj1I

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